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lo schifo e la meraviglia

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

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voi dite che vedo il bello?

no.
vedo lo schifo.
lo schifo delle mie e delle vostre paure dipinte su facce storpiate su risposte senza domande; lo schifo della vostra pedanteria e della mia quando sono stanca e piagnucolo per un po’ d’affetto finto ma è solo me che vorrei amare e forse mi amo troppo e male almeno in quell’esatto momento; lo schifo della vostra querula richiesta di attenzione; lo schifo di prese di posizione su idee da niente; lo schifo di gente che si ferma un attimo ma poi rinuncia; lo schifo di chi lancia il sasso e tira indietro la mano; lo schifo di quando si fa diventare una piccola cosa un muro insormontabile; lo schifo dei ruoli preconfezionati; lo schifo di un perbenismo puritano assecondato al potere; lo schifo di una fede subita e scontata che niente ha a che fare con una fede vissuta; lo schifo quando non si capisce che una risposta non pregiudica un percorso; lo schifo degli umiliati offesi; lo schifo dei servi che si atteggiano come i padroni; lo schifo del mio poco coraggio; lo schifo delle incomprensioni; lo schifo di quando non salgo in piedi su una sedia a urlare; lo schifo di una carezza mancata
 
 
lo schifo è sotto i miei occhi, lo schifo è nella mia bocca; la volgarità è nell’anima.
 
bisognerebbe guardare il mondo col visto aperto e gli occhi puntati, le braccia aperte e i sensi accesi.
 
e dopo tutto questo schifo, dopo tutte queste pietre che se volessi potresti prenderne una e lanciarla tanto per fare, dopo tutto questo schifo, sorrido e mi compaiono piccole rughe attorno agli occhi. e ho ancora tempo per ogni uomo querulo che lo richiede. alla fine m’affretto per paura che la tua porta sia chiusa e invece c’è ancora tempo.
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9 commenti

  1. giorgio ha detto:

    Tutto questo schifo mi sembra sia una parte della vita. La metà, diciamo? Come si potrebbe vivere senza una metà della vita? Non ho mai creduto a quelli che hanno sempre la verità in tasca, quella giusta al momento giusto: semplicemente nascondono lo schifo, che è la nostra ombra e non ci abbandona mai.
    No, è meglio sapere che lo schifo c’è e dignitosamente fare del nostro meglio per conviverci e possibilmente fare in modo che non ci prenda la mano, non prenda il sopravvento, non diventi padrone dei nostri pensieri e delle nostre azioni.
    Giorgio

  2. willyco ha detto:

    e se rovesciassimo il tutto? Lo scarto tra l’altezza percepita e quella reale divetasse una comoda balconata da cui vederci agitare sottostanti. Come il burattinaio che non ripete i gesti, li assimila casomai, li contestualizza al canovaccio. Dove nasce la tua severità Neru? In te che scombini le carte, rovesci i libri, lo schifo di cui parli è attenzione per la tua corsa oppure ci guardi e vedi come ci agitiamo impotenti o inutilmente loquaci. Rumori e silenzi, preferirei il rumore dei sorrisi che capiscono. E tu capisci assai.
    un abbraccio scaldato dal sole 🙂

  3. neru ha detto:

    giorgio come si potrebbe vivere senza alti e bassi, senza bello e brutto? e non perché o non solo perché il brutto mi fa riconoscere il bello ma perché il brutto è vita. anche secondo me non bisognerebbe nascondere lo schifo sotto al tappeto, e forse sarebbe importante distinguere i vari tipi di schifo. bella la dignità!

    willy quale altezza percepita? personalmente vorrei che nessuno fosse burattinaio e i gesti putroppo si ripetono sempre, al massimo si riconoscono -almeno per quello che è la mia esperienza-.
    dici che sono severa? a me sembra solo il tono anche se riesco ad esserlo. t r e m e n d a!
    direi che ci guardo. di solito guardo maggiormente me e le reazioni altrui.
    i sorrisi che accarezzano anche senza capire sono i migliori.
    cmq willy capisco poco davvero e questa è la mia fortuna.
    abbraccio ricambiato

    • willyco ha detto:

      più avanti vado e meno ho la sensazione di aver capito, vedi è una cosa che ci accumuna. Ed ha dei vantaggi perchè capendo dopo sto meno male. L’altezza percepita è quella che ti attribuisci, quella dei desideri e guardare se stessi dall’alto significa vedersi secondo un’altra angolatura, ma reali. Con le cose buone, molte, che si hanno e quelle meno buone, ridimensionate. sorriso bis 🙂

  4. neru ha detto:

    ah allora io parlo di distanza e non di altezza… sai com’è…
    dove sei stato nel we?
    al momento sono trooooppo girovaga!

  5. virginiamanda ha detto:

    (l’ottimismo è il profumo della vita, diceva quello)
    (Padova eh?)
    😉

  6. neru ha detto:

    azz il 14 ho un piccolo interventino e il 13 sarò nu poco incasinata ma tu dammi tutte le coordinate me racumand che se non hai orari disumani un ciao ce lo facciamo di sicuro!
    io a padova vengo il 10!
    mi piace maltrattarmi con tenerezza eheheh, sennò mi dico che mi vizio troppo!

    virgh! era una pubblicità quello! era forte anche l’inquadratura. in che senso padova eh? nel senso che alla fine gira che ti rigira veniamo tutti dalle stesse parti e qualcosa ci accomuna?

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