donizzetti – billie holiday – beatles > musica d’autore

proposta della settimana

Donizzetti: La figlia del reggimento (opera-comique in 3 atti, 1840; Opera di una leggerezza assoluta, massimo traguardo della opera-comique che in quegli anni contendeva lo scettro rispetto alla opera-lirique…il tutto a parigi)

Billie Holiday: A portrait of B.H. vol.1 vol.2 (ci sono parole per Lady Day?…non me la sento di trovarne)

Beatles: Abbaey Road lato B (1969. Più che un lato di un LP ritengo il tutto una suite: insieme cioè di brani pensati di essere suonati in sequenza in quanto correlati tra loro!)

Fabrizio De Andrè: La buona novella (1970. Ne parlò in più di un’occasione l’osservatore romano, seguirono dibattiti e convegni tra cattolici, laici e comunisti…si parlava e si ragionava…m era altri tempi. Ascoltiamolo e basta)

Clash: Comback Rock (1982, ultimo album dell’unico gruppo che conti: presunzione?)

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4 pensieri su “donizzetti – billie holiday – beatles > musica d’autore

  1. Non resisto a commentare i Beatles: no, il secondo lato di Abbey Road non è stato concepito come una suite, è una serie di brani troppo brevi per diventare vere canzoni cuciti insieme (soprattutto da Paul McCartney) in modo da dare un’impressione di sequenzialità. E a volte le cuciture si vedono: il brevissimo ultimo pezzo “Her Majesty” si apre con un accordo fortissimo di chitarra che sembra senza senso; in effetti è solo la conclusione di “Mean Mr. Mustard” (che nella suite è collocato molto prima), che era stato sforbiciato un po’ male… (per chi volgia verificare, il riferimento migliore è “Revolution in the head”, ottimo libro di Jan McxDonald, che analizza magnificamente tutte le canzoni del gruppo, una a una.

    Per i Clash: presunzione, sì. Esteticamente, per me, erano molto più interessanti i Sex Pistols…

  2. HERMOTIMUS come al solito quando parli di queste cose, io ti guardo -leggo- ad occhi aperti e sto zitta. non posso fare altro che ascoltarti.
    però ho una domanda, as always, cosa intendi esattamente con “esteticamente più interessante”?

  3. I Sex Pistols sono stati uno statement estremo del punk: hanno creato quel tipo di musica e la hanno portata alla dissoluzione. Se senti la fine di Holidays in the sun, che credo sia stata l’ultima cosa che hanno inciso, senti la musica che si destruttura e letteralmente cessa di esistere. Una fine, com’è giusto nell’estetica del punk. I Clash sono nati come punk (The Clash, l’album), ma con Combat Rock erano diventati semplicemente un buon gruppo rock – buoni artisti medi, come Bruce Springsteen, ma senza la capacità di essere logoteti (Per Roland Barthes il logoteta è chi riesce a creare, a porre un linguaggio)…

  4. e con la mano appoggiata al mento, leggendo diceva ahhh 😉
    concordo, approvo e ammutolisco ma io che non so fare i fatti miei toglierei quel semplicemente. perché essere springsteen o i clash è già tanto.
    il fatto è che credo che non ci sia nulla di male nella mediocrità, per me, è sbagliato se uno, che potrebbe essere un logoteta, butta alle ortiche la sua capacità, il suo genio. questo è! almeno per me.

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