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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

qualche giorno fa mi hanno detto per superare un problema, basta non porselo.

non mi hanno convinto. per me dipende dalla prospettiva. è la prospettiva con cui guardi le cose che ti fa cambiare sguardo.

e poi a me piace entrare dentro alle cose. come pinocchio che si getta nella pancia della balena per salvare il papà e se stesso, in fondo. salvarsi. sarebbe bello. ma da cosa?

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14 commenti

  1. RIo ha detto:

    Le soluzioni le abbiamo tutte … Ora basta trovare i problemi a cui corrispondono

    Lacio Drom
    Rio

  2. willyco ha detto:

    scomporre il problema in unità maneggevoli, aiuta: ne fa vedere i limiti e riduce la complessità. Questo è entrare nelle cose. E ci si salva da sè, dalla paura di non riuscire a riconoscersi. Pinocchio cerca di salvare il suo babbo, ma non si è ancora riconosciuto come bimbo: è la generosità che aiuta il riconoscimento di sè. La consapevolezza, quella che ci fa maneggiare i problemi e li riduce alla nostra misura.
    Notte bella Neru

  3. neru ha detto:

    RIO la tua frase mi fa spisciare…ma è tua?
    ti dirò, pensandoci ho avuto due reazioni.
    la prima è che me pare detta da chi -non te- sta a metà fra gli sportivi di risulta -cioè quelli che stanno a casa a guardare lo sport alla televisione e sono convinti che potrebbero essere degli ottimi allenatori- e un test psicoattitudinale! e ho pensato: ma io non ho una soluzione che sia una.
    la seconda è che forse è vera. forse, a volte, sbagliamo ad accostare possibili soluzioni a possibili problemi!
    mia conclusione attuale: boh! 😉

    WILLY: mi sa che hai ragione. la paura di non riconoscersi. ma con chi si è o con l’immagine di sé?
    sono d’accordissimo con l’importanza della generosità ma ho un problema con la parola consapevolezza. la sento sempre nominare dagli uomini e quasi mai dalle donne. non riesco a capire la valenza di quella parola per gli uomini. cosa è esattamente consapevolezza? in che senso riduce i problemi alla nostra misura?
    mi piace quando ci si saluta perciò:
    buon giorno caro willy, oggi è una giornata di sole e ho già fatto il mio girettino in bici incontrando tante simpatiche persone! non male direi! 🙂

  4. willyco ha detto:

    buon pomeriggio, quasi sera Neru, la consapevolezza è sapere la propria dimensione e quella degli altri: nè troppo grandi nè troppo piccini. Capire se quello che abbiamo dentro e proiettiamo è una nostra fantasia oppure ha dei punti di corrispondenza nell’altro. Forse le donne sono prima generose e poi consapevoli, forse non tutte. Qualcuna incontrata è stata molto consapevole, fin troppo. Ma questa è un’altra storia che qualche problema l’ha generato e la soluzione non l’avevo dentro, ho dovuto capirla attraverso la consapevolezza.
    bye bye Neru

  5. neru ha detto:

    ok. ma quando parli di punti di corrispondenza nell’altro ti riferisci al feedback delle persone al nostro modo di porci? ed è più importante la corrispondenza o il contatto -ma non è l’esatto termine che avevo in mente e che ora mi è sfuggito, sorry 😀 -? o meglio, è preferibile che due strade si incrocino, corrano parallele o una si innesti nell’altra?
    ma se la nostra vita è un viaggio -almeno per me lo è- in cui ci si “aggiusta” sempre, la consapevolezza non rischia di diventare una questione irrisolta? a meno che non viaggi di pari passo con noi.
    che problema danno le donne troppo consapevoli? e le bambine che fanno troppe domande? 😉
    ciao willy!

  6. willy ha detto:

    Magari te lo racconto in privato Neru, rischio di annoiare. Notte bella per te e magari anche per me.

  7. Sammy ha detto:

    Pinocchio si è buttato? non è stato ingoiato casualmente?
    In ogni caso la penso anche io così, un problema che passa senza averlo affrontato probabilmente non era nemmeno un problema.

  8. neru ha detto:

    WILLY: una carezza per te

    SAMMY: dici che ho fatto confusione fra giona e pinocchio, fra collodi e walt disney? 😉
    forse non lo era, forse si rischia di perdere un’occasione…

  9. fuliggians ha detto:

    come mai nelle risposte di questo post si fa una gran confusione tra affrontare e/o affrontare un problema e la consapevolezza (del problema stesso?)
    La citazione di neru mi pare di averla letta da qualche parte in un libro di Fry mi pare, psicologia, e credo che il suo significato stia nel mettere l’accento sul fatto che spesso si crede problemi, cose che problemi non sono. E che in genere si ingigantiscono problemi che col senno di poi riconosciamo come piccolezze, che se lasciate al loro corso si risolvono da sè. Non si tratta di essere consapevoli del problema, volerlo affrontare, porselo come tale; si tratta invece di avere la consapevolezza di sapere che nella nostra egomania, pensiamo problemi , molte cose che sono veramente ininfluenti! O no?

  10. neru ha detto:

    sì anche fuliggi.
    però innanzi tutto anche tu -tra il dire e il fare- hai piazzato la parola consapevolezza.
    una persona che stimo molto mi ha detto -più o meno- che un problema è tale quando lo si vive come un problema, altrimenti non lo è.
    mi ricordo mio papà che sminuiva i miei problemi di bambina. certo erano i problemi di una bambina, niente in confronto a quelli di un adulto -come diceva- ma per me erano problemi. e affrontare quelli che consideri problemi, aiuta a prendere consapevolezza, conoscenza di sé, ad esempio. ecco.

    cmq domani tutti al nidaba ad ascoltare la tanguera e i chitarristi? avvertite rotella e quel pirla di conni& me racumandi -cià mi sono risparmiata un’email!- 😀

  11. Rio ha detto:

    no la frease nn è mia e sinceramente non ricordo nemmeno dove l’ abbia letta, ma mi piaceva per cui l’ ho “adottata” …

    in compenso , sempre sui problemi, ne ho anche un’ altra e stavolta so da dove viene…

    i problemi sono oggettivi, le difficoltà un’ opinione

    questa arriva da una campagna pubblicitaria dell’ IBM

    Lacio Drom
    Rio

  12. neru ha detto:

    madò sei una fonte di citazioni!
    bè a volte i problemi sono pure oggettivi, e le difficoltà sì saranno pure un’opinione ma quando sei inguaiato, sei inguaiato e so’ cazzi! 😉

  13. andrea ha detto:

    ho litigato cn la mia migliroe amica e dopo un mese che nn ci parlavamo abiamo fatto pace… e lei ieri mi ha detto che nn siamo piu migliori amiche…sto piangendo cm una matta. cosa posso fare?????

  14. neru ha detto:

    uh, che bello che qualcuno mi chieda cosa fare! ma io non te lo so dire. per due motivi. il primo è che non sono maria de filippi, o marta flavi -ma qui bisognerebbe avere una certa età per cogliere il riferimento- né emanuela folliero. il secondo è che sei troppo generica per capire che è successo.
    così fra noi, io piangerei fino alla fine delle lacrime. poi canterei inieme a samuele bersani “adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori/come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà/e non c’è niente che mi sposta o vento che mi sposterà”, senza chiudere a chiave la porta.

    boh! può bastare? oh, in bocca al lupo! 😉

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