1 di 3 – il twister e la filosofia di homer

la vita è come il twister mi ha detto fuliggi davanti alla pizza rossa stracolma di frutti di mare.

ammetto, non ricordavo cosa fosse il twister. ma come? –mi ha risposto lui- ti mancano le basi, tesoro!

il twister è un gioco in scatola. a quanto ho capito si basa sulla dinamica del see&touch. cioè nel supporto in cartone diligentemente posto per terra si trovano dei cerchi colorati sparsi qua e là. bisogna appoggiare i quattro arti sui cerchi dai colori che ti sono capitati in sorte. si gioca in un numero maggiore a uno.

vince chi si distorce di più senza cadere.

insomma -dico io- l’obiettivo è quello di aggrovigliarsi.

-risponde lui- è l’obiettivo finale perchè tu vuoi farlo. vedi, il gioco cerca di seguire le tendenze dell’uomo di aggrovigliarsi. insomma, è un po’ lo specchio della società. perché poi, secondo me, la società fa in modo che tu possa aggrovigliarti, alla fine l’uomo capisce che è distorto ma è felice.

è più vera di quanto credi -aggiunge lui-.

perchè? -insisto io-.

ma sì dai, siamo tutti un po’ distorti nel modo di pensare. molto spesso siamo anche un po’ lontani da quello che vorremmo veramente. -sentenzia lui-.

perchè? -continuo convinta io-

perchè ci viene imposto. -sorride lui-

e la scelta? -mi rattristo io-

ci viene imposto di non scegliere. cioè faccio prima a non scegliere, perchè scegliere significa cambiamento. -osserva lui-

a me, il cambiamento sembra una gran bella cosa, anche se spesso si accompagna alla solitudine. ma tanto non siamo sempre soli in fondo? dico, soli con noi stessi. è per questo che trovo stupenda la compagnia, quella vera intendo. allora guardo di rimando fuliggi, non mi è sembrato un tipo ostile al cambiamento. e lui capisce che è tempo di metafore.

per me, il mito a cui aspirare è il grande homer.

homer simpson è la perfezione. è un personaggio pieno di difetti ma abbastanza cosciente da ammetterlo. e poi ha un senso dell’amore per la moglie che è invidiabile anche se è una bestia. insomma, il suo sentimento è profondissimo.

già, homer è semplice e profondo, segue la tendenza di aggrovigliarsi ma poi fa quello che gli pare. sa amare intensamente ed è un perdente che si ritrova suo malgrado vincente perché non gliene frega niente di esserlo.

guardo i miei calamari, le mie cozze, i miei gamberetti sulla pizza. è un tripudio di voluttà. ne taglio un pezzo e me lo mangio con le mani. mi piace mangiare con le mani.

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