quello che ti passa fra le mani un pomeriggio d’autunno e tu non sai perché ma va bene così

avevo delle cose da raccontare. del tipo famoso che ho scambiato per un barbone e del fatto che adesso ho anche un cognome. mi chiamo nomercy, neru nomercy.
cercavo il modo per raccontarvelo, quando mi è caduto fra le mani un libricino. una roba piccola, di poche pagine.
a me m’ammazza la curiosità. m’ammazza il tempo,  m’ammazzano le amicizie alle volte e la ragione. ma la curiosità è un motore e deve scopiettare o arruginisce e finisce che anche la mia vita arrugginisce. non che sia terribile il fatto di arrugginire. a volte dà quel senso di antico e di prezioso, però appunto quando l’oggetto in questione diventa antico e magari saggio. adesso no.
comunque una volta che hai capito di avere un motore questo borbotta, sbuffa finché non parte e va per le strade che trova davanti a sé, ça va sans dire.
dunque ho questo libricino fra le mani, che faccio? lo apro, non lo apro? lo apro. l’ho aperto. l’ho letto.

non è un granché, suscita un certo rispetto, come dire, silente. quello che si deve alle persone che stanno facendo un cammino e che hanno il coraggio di metterlo nero su bianco per sé e per gli altri. c’è della tenerezza.

ad ogni modo non ho un vero giudizio su questo libricino nè su quello che ho letto. si può non avere un giudizio? credo di sì. non so dire se mi piace quello che ho letto né perché mi va di lasciarne traccia qui. va così. sarà che non mi piace l’indifferenza. sarà che non mi piace l’oblio e quando qualcosa capita tra le mie mani, mica lo posso accantonare o anche sì ma magari no. e insomma poche storie, questa tizia ha tirato fuori ‘sta roba qui e la mollo fra gli interstizi di un blog. chissà.

finché non desti invidia sei un uomo o una donna indifferente. nella tua vita hai fatto poco o niente. l’adulazione, il plauso e i complimenti te li puoi sempre comprare. ma l’invidia, quella, te la devi proprio guadagnare. (anna noris)

occorre tendere alla felicità per dare senso alla propria vita. la vita in sé non ha senso. ognuno se lo dia attraverso la ricerca di un bene per sé, di unarealizzazione ciascuno secondo le più diverse passioni. se no, cosa stiamo qui a fare? (anna noris)

si muore invendicati / nessuno ci chiederà perdono/ del male che ci ha fatto / riconoscerà la sua colpa / pertanto è inutile odiare / facciamo noi stessi il bene / che gli altri non ci fanno / perdoniamo a noi stessi / il male / che ci hanno fatto gli altri. / tanto si muore. (piera badoni)

a proposito di cose che non c’entrano una mazza. m’è capitata fra le mani anche una cantante del mesozioco. chi se la ricorda lena biolcati? proprio anni ottanta da paura. ma innamoratevi veh. fate andare quel motoretto che avete al di qua dello sterno. io ci provo eh. -fosse questo il problema però-

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2 pensieri su “quello che ti passa fra le mani un pomeriggio d’autunno e tu non sai perché ma va bene così

  1. con tanta carne al fuoco non ci ho capito una mazza,
    ma quello è normale … credo, pare.

    comunque:

    1. neru: ma siamo sicuri che vuoi proprio chiamarti NN. hai pensato in quale situazione potresti mettere i tuoi figli? (tanto per rimanere in tema di ritardi, nausee, sesso, sensi di colpa etc 😀 )

    2. anna noris: io e mio fratello ci invidiamo l’un l’altro per lo stesso motivo: il fratello! ora si tratta di capire chi ha più ragione dell’altro … ma essendo maschietti entrambi ho paura che la risposta sia che abbiamo entrambi torto (tanto per rimanere in tema di uomini donne e ragioni varie)

    3. anna noris: cosa ci stiamo a fare? secondo me ci si divide in due gruppi: chi tende all’infelicità semplificando la vita degli altri a scapito della propria. e chi tende alla felicità complicando la vita degli altri.

    4. piera badoni: e poi quello cinico sarebbe zunstraal! tzè

    5. Lena Biolcati: ma cosa sei andata a ripescare? la cugina di milva! ora apriamo un dibattito con donatella milani, betty villani riguardo a quale marca di lacca ha influenzato maggiormente le politiche gorbacioviane degli anni ’80! 😀 trooooppo wild-boys!

    S.

  2. ehi you! non t’allargare adesso eh!

    ma sai che proprio stasera abbiamo parlato di figli? mo’ ci faccio un post!
    nn è perfetto! non amo la notorietà. prima donna non nota è perfetto!

    tanto so che hai googolato per sapere che è cugina di milva! e la collaborazione con i pooh? eh? ce la siamo dimenticata? e che adesso fa i musical pensando di essere al passo coi tempi ma è solo dietro alle mie voglie che da piccola ho visto 20 volte sette spose per sette fratelli e ora mi sono evoluta che nella vita va bene evolversi? eh?

    che vita wild boys, hai ragione zun!

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