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l’uomo del treno

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

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sottotitolo vacanze romane – parte terza – atto unico

ovvero ci sono due tipi di uomini. quelli che prendono il treno e quelli che li guardano passare.

se ci fosse un occhiello in questo post reciterebbe così fai attenzione alla dolcezza perchè potresti perderne il gusto… (jean rochefort nell’omonimo film del titolo del post)

è deciso, si torna a casa. questo ieri anche se oggi cristina donà suona a villa ada. vabbè che me frega ammè, vado a sentirla il 9 al circolo magnolia. intanto rosico, come si dice a roma.

così a mezzogiorno e mezzo mi dirigo verso la stazione termini. è un bel tragitto quello in treno, soprattutto in estate. mi piace osservare la gente che sale e scende da quel bruco e viaggia. più che altro, la faccia delle persone mi piace, e poi vedere come chi sta andando dove vuole o deve andare appoggia il braccio o come incrocia le gambe, se lo fa. mi piace sapere come occupa lo spazio e cosa fa quando non fa niente.

trovo il mio posto il signore davanti a me mi osserva e così non posso farlo io. non mi resta che ascoltare musica e guardare lontano.

sono lì bella bella che me la canticchio quando vedo due labbra muoversi nella mia direzione. sono del signore che mi guardava. spengo l’mp3.

parla con me?

ah, ma io non la stavo ascoltando.

dicevo che sbirciando sul giornale della signora ho notato che si parla di lotta fra uomo e donna. sempre in guerra i due sessi, eh? e ammicca. -ma che ammiccherà poi-

dice? non saprei. forse è perché sono diversi ed è inevitabile lo scontro. ma poi sa non credo sia così negativo, si compensano. poi i due sessi hanno bisogno l’uno dell’altra.

certo, lo scontro per incontrarsi. uomo e donna si cercano anche per il sesso.

se sono eterosessuali sì.

bè dicevo in generale.

certo.

ci inoltriamo in discorsi sull’anima e la colpa, sulla religione e la fede. parliamo di cristianesimo e buddismo.

mi dice è bene capire che la vita è dolore. ma lo dice con una serenità disarmante.

anche la mia amica zuko nel pomeriggio mi aveva detto la stessa cosa.

sai adesso ci mettiamo a pensare al secondo figlio.

ma se non volevi nemmeno il primo?

è vero. perché mi aspettavo il peggio, sai? mi aspettavo l’inferno e ho scoperto che può essere un paradiso. bè adesso faremo il secondo.

ha la stessa certezza il signore davanti a me che mi osserva.

è arrivato a destinazione. firenze. si alza e mi dice

sa, è la necessità che fa la storia, se lo ricordi.

ma non si pone il problema se una necessità possa essere lecita o illecita?

no, non si preoccupi, tutto sale e scende e si stabilizza. è la necessità che muove tutto.

mi osserva sorride, mi dà la mano, mi augura ogni bene e se ne va.

guardo la signora che gli stava accanto e chiedo lei sa chi è?

un professore di napoli, mi risponde.

l’anziano jean rochefort a johnny hallyday dice arrivati ad una certa età si comincia a dar più importanza al tempo che fa che al tempo che passa.

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9 commenti

  1. Bucky ha detto:

    è molto probabile che sia io ad essere poco arguto, ma non riesco a capire il filo del discorso che hai fatto con il professore in treno.

  2. neru ha detto:

    bucky ti svelo un segreto. ho riletto or ora il post ed effettivamente fa cagare -è in buona compagnia del resto- ma proprio non avevo tempo perché dovevo andare a sentire i tiromancino. potevi non scriverlo dirai…eh, no! devo riuscire a superare sta necessità di fare bene, sennò resto sempre dove sono.
    bisogna lanciarsi come ha fatto stasera zampaglione che ha tirato una culata pazzesca. però ha continuato e ci siamo divertiti.
    il discorso che abbiamo fatto era troppo filosofico e io non riuscivo a trovare un filo conduttore. vabbè dai perdonami.

  3. neru ha detto:

    anzi bucky ho riletto. miii so’ sturda! cosa non si capisce?
    ho fatto un parallelo fra ciò che mi ha detto il tipo e il film. non si capisce quando parlo io e quando lo fa lui? devo mettere i nomi?

    l’unico difetto è che è un po’ una palla e soprattutto non è divertente, e vabbè.

    è che non sono felice come lo ero qualche giorno fa! uèèèèèè

  4. Bucky ha detto:

    ahahaah neru ma va che io non avevo mica criticato il post, quello che volevo dire è semplicemente questo: il professore come è saltato dal rapporto uomo donna a dire che è la necessita a fare la storia?

    anzì, ero piuttosto interessato eh.

  5. Bucky ha detto:

    vabbè, gli accenti li ho messi dove capita. troppo caldo.

  6. neru ha detto:

    BRAVO’! è questo caldo che ci distrugge!
    allora, il discorso con il tipo è stato lungo lunghissimo da roma a firenze… pensa che dal brusio del treno si era passati al silenzio, perché in mezzo ci abbiamo messo le battute e le prese in giro del controllore, come piace a me. è che è un casino riuscire a fare tutti i collegamenti, troppo caldo appunto.

    o forse solo non me lo ricordo bene. anzi mo’ ci penso, vado a magnà da mammà e poi te lo dico.

    quello che mi dispiace è che il tipo era fenomenale e dal post mica si capisce. acc!

  7. neru ha detto:

    @BUCKY: allora ti faccio uno schema -lunghissimo- dei passaggi del discorso. perdona l’approssimazione e il pressapochismo ma anche così lo schemino sarà lunghissimo. preparati. sei seduto? bene.

    – scontro fra uomo e donna
    – boh, forse, sicura differenza dei sessi nell’approccio al mondo e alla psiche, non fosse altro che per il diverso livello ormonale delle donne
    – la donna spintona per cercarsi un nuovo posto e una nuova dimensione individuale, mica tanto tempo fa, non aveva nemmeno l’anima
    – colpa della chiesa
    – sinceramente è più una responsabilità del potere della chiesa e in realtà di tutti i poteri, religiosi o laici che vogliono il gregge e non persone
    – il vangelo è un po’ diverso rispetto al messaggio che vuole dare la chiesa del potere, mi sa che gesu cristo c’è un po’ rimasto male per come hanno utilizzato il suo messaggio
    – il buddismo ora ha molta presa, propone un’elevazione spirituale individuale
    – il vangelo ha un altro approcio, più improntato sulla relazione, con dio e con l’uomo, ti chiede di metterti in rapporto con l’altro da sé e amare. la relazione eleva.
    – il buddismo sviluppa 4 punti fondamentali, il primo che la vita è dolore, accettarlo fa vivere tutto con più consapevolezza e intensità fino ad arrivare all’elevazione personale dello spirito.
    – adesso viviamo tempi di ricerca di sé. i maschi fanno più fatica perché sono stati costretti dalla storia. loro in fondo sono stati investiti dalla necessità femminile di trovare una stanza per sé e nel tentativo di uscire da una porta -che se non è quella principale almeno è quella di servizio che hanno scelto- l’hanno sbattuta provando a rompere il soffitto di vetro.
    – la storia è fatta dalle necessità
    – c’è il rischio che essere in balia delle sole necessità queste possano portare anche il male?
    – forse, ma in natura gli alti e i bassi sono inevitabili, non bisogna preoccuparsi, tutto pareggia -bisogna tenere alta la guardia certo- ma la storia ha il suo percorso inevitabile fatto dalle necessità
    – confido nelle donne e nella loro capacità di saper portare per mano

  8. Bucky ha detto:

    marò, io putroppo con gli sconosciuti non vado oltre il “è libero?” “prego, faccia pure”

  9. neru ha detto:

    bucky non ispirerai fiducia o non sei così bello come dici! 😉
    ma no! è solo che io sono una chiacchierona.
    prova! una volta per caso lanciati ma non per broccolare, per parlare e conoscere. è divertente!

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