siediti neru e respira, se puoi

sottotitolo vacanze romane – inframezzo fra i titoli di coda – non crediate che sia finita, eh!

sì fa caldo ma non è per questo che ho scritto il titolo del post. veramente a milano fa meno caldo che a roma.

quanto scritto sopra e quanto scriverò presuppone una domanda. avete mai avuto un fidanzato o fidanzata a tre anni? io sì.

ed è stato il fidanzamento più lungo della mia vita. dai due anni ai cinque e mezzo, forse sei. lì ho capito la natura degli uomini e mi sono detta vabbè.

bubi si chiamava. anzi così lo chiamavo. bubi vai all’asilo? se non va bubi, non ci vado nemmeno io. bubi giochiamo al dottore e all’infermiera? bubi andiamo a raccogliere margherite nel prato? ti faccio una ghirlanda? cose così.

esperienze di questo tipo ti segnano per tutta la vita. segnano il tuo modo di concepire la coppia.

eravamo i predestinati. tutti dicevano che ci saremmo sposati. era un fidanzamento di quelli: io e te una cosa sola. avevo già nelle mie mani i gioielli di famiglia, ori, pietre preziose e chissà quante altre chincaglierie. le nostre famiglie erano d’accordo. per dire, cinque mesi fa, quando ho incontrato per caso i suoi genitori, sua mamma mi ha detto sei ancora in tempo. ecco come stavano le cose.

poi oggi.

oggi sono tornata a casa. da roma.

e ora fate un primo piano su di me. io con la mia maglietta verde e le scarpe arancioni. io che mi dirigo verso il cancello di casa. lo apro. chiave – piede, meccanismo perfetto. annuso l’aria. aria di casa. io quasi sul portone, io che noto la cassetta delle lettere.

la vedete una donna indecisa sul portone che pensa ci sarà posta? sì? infatti mi fermo, cambio direzione e vado col mio bagaglio verso quella fila di metallo. prendo la chiave, acrobazia e apro. toh, c’è posta per te. tre lettere: fastweb, la casa nuova -soldi, miseria, sempre soldi da tirare fuori- e una busta quadrata con l’indirizzo scritto a mano. sul retro il mittente, anzi due mittenti.

immaginatevi una giovane donna che strabuzza gli occhi e pronuncia una sola parola: CAZZO!

il braccio scende lento. è ora di salire a casa. apro la porta. ciao casa ti sono mancata? chiudo. mollo tutto. mi siedo sulla poltrona. certe notizie bisogna apprenderle da seduti. apro e leggo.

squilla il telefono. mi alzo.

pronto?

ciao, sono bubi.

ciao.

hai visto la posta?

sì.

allora?

bè mi sposo. vieni?

certo che vengo.

non si creda che ci sia rimasta male. assolutamente no. non potete capire. io oggi sono la donna più felice del mondo. la malediazione dello sposo bambino si sta rompendo e io sono di nuovo libera. bubi si sposa e non con me. evvai! è il matrimonio che aspettavo da sempre. è la notizia più bella. lascio i gioielli di famiglia. una vita predestinata, un amore nato morto. saluto la bambina che fu e un amore che non vorrei più.

ora lasciate il primo piano e guardate i pensieri di neru che volano leggeri. guardate una bambina che dice ‘fanculo passato. guardatela mentre chiude la porta dietro di sè e corre verso il prato, sola e felice. se mi ami mi troverai.

13 pensieri su “siediti neru e respira, se puoi

  1. io all’asilo avevo il ménage à trois 😀
    avevo due fidanzatine e andavo in giro per mano con l’una e con l’altra, immagino vantandomi come un bulletto di periferia. 🙂

  2. se mi ami mi troverai, mi ricorda una canzone di de gregori… ma non mi viene in mente quale, ora mi mangio il cervello.

    p.s. vocina di neru: “ma non potevi mettere tutto in un solo commento?” risposta: “no” 😛

  3. @bucky_1: ahahah! non perdevi tempo, eh! smandruppello che non eri altro! bravo bavo…ma che ci facevi alle donne tu?!

    @bucky_2: cioè?

    @bucky_3: bravo! ti riporto sotto il testo. non sono le esatte parole ma un pressapoco esatto concetto…
    domanda: com’è il cervello? buono?
    no, questa volta no! il 3 è il numero perfetto! in verità, ho pensato che wordpress continuasse a non volerti bene!

    pioggia e sole/cambiano/la faccia alle persone/fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano/e tornano/e non la smettono mai/sempre e per sempre tu/ricordati/dovunque sei,/se mi cercherai/sempre e per sempre/dalla stessa parte mi troverai./ho visto gente andare, perdersi e tornare/e perdersi ancora/e tendere la mano a mani vuote/e con le stesse scarpe camminare/per diverse strade/o con diverse scarpe/su una strada sola./tu non credere/se qualcuno ti dirà/che non sono più lo stesso ormai./pioggia e sole abbaiano e mordono/ma lasciano,/lasciano il tempo che trovano./e il vero amore può
    nascondersi,/confondersi/ma non può perdersi mai./sempre e per sempre/dalla stessa parte mi troverai./sempre e per sempre/dalla stessa parte mi troverai

    allora? è questa la canzoncina?

    @fuliggi: che devo dire? bentornato anche se ti vedo semper? 😉
    sai che per la prima volta non ho messo un nick inventato ma è proprio il nomignolo con cui lo chiamavo?
    dove l’ho trovato? al piano di sotto! ahahah
    che vuoi che ti dica? so’ pigra!

  4. Bubi fa molto quella pubblicità di qualche tempo fa in cui lo 007 di turno salvava il mondo e quando la sciantosa di turno chiede il nome all’eroe e lui risponde bubi tutti si ammazzano di risate…

    vabbè l’italiano a quando verrà il fresco…

    ps: sempre e per sempre no?

  5. ps: sì!

    sì infatti, la pubbblicità! ma non era mica con quel grullo di stallone? boh!
    a casa mia si sono ammazzati di risate con quella pubblicità! pensa che mia mamma non riesce a chiamarlo col suo nome, quando eravamo adolescenti una volta lo chiamò così davanti a un gruppone di coetanei. credo volesse morire!

    dici l’italiano mio? 😉

  6. proposta della settimana

    G. Verdi: TROVATORE (1853) (versione con Cappuccilli, Tucci, Simionato, dir.Gavazzeni, orch. Scala) seconda opera della trilogia popolare. Verdì, a torto, è ricordato per la trilogia popolare e molto snobismo deriva proprio da questo. Basterebbe citare Azucena per smentire il tutto!

    John Coltrane: IMPRESSIONS. In questo album ci sono:impressions, my favourite things, blue train, naima. Quattro brani storici!

    Pasquale Mega Ensamble: COLORIADE (2007). nuovo progetto di giovani jazzisti italiani. Naturale. Questa è la sintesi!

  7. sì era silvesterino…

    Anche sempre e per sempre, ma io stavo pensando alla cover di bob dylan… marò com’è che si chiamava…

    quella che faceva all’inquasi (:D) così:
    se la vedi dille ciaoooooooo
    salutala da parte miaaaaa
    dille che non si preoccupiiiiiiiiiiii

    beh alla fine della canzone diceva

    “se trova il tempo mi troverà”

  8. ah c’è una domanda per il bucky2
    risposta del bucky2: cioè ora che la maledizione è sciolta potrebbe darsi che in tre mesi sei sposata anche tu!

  9. ah! dici ” non dirle che non è così”?
    mica ci a vevo pensato sai? mo’mo’ ci penso su e mi domando se ci sta bene.

    urca! fra tre mesi? e perché proprio tre mesi? vediamo…quando sarebbe? fine settembre, inizi ottobre? è chi è tanto scemo da conoscermi e all’istante decidere di sposarmi? manco un respiro si può fare!
    eheheh, signorino la vedo dura, durissima!

  10. brava! non dirle che non è così, bella quella canzone, non la sento da anni.

    non so perché proprio tre mesi, forse perché si dice che tre sia il numero dell’amore?

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