il talento è necessità

il talento nasce dalla necessità. questo mi ha detto oggi pat carra. ne avevo sentito parlare per la prima volta leggendo rilke, e poi guitton. tutti coloro che in qualche modo hanno lasciato un segno non lo hanno fatto per la fama, per raggiungere un sogno o per il piacere di sentire il loro nome su bocche straniere, ma perché avevano una necessità. in tutti gli altri casi la passione si è trasformata in un hobby.

non amo molto le persone famose o che hanno a che fare con la notorietà. e se li conosco non amo parlarne. c’è sempre uno scollamento fra ciò che è la loro vita artistica-pubblica e il loro privato. sono mondi distinti. queste persone spesso vivono due fondamentali rotture di palle. la prima riguarda il rischio della falsità dei legami -la gente vuole esserti amica per il tuo nome e non per quello che sei-. la seconda comporta il fatto che il “pubblico” non ama te ma il tuo personaggio. lo diceva bene rodolfo valentino, quando affermava che le donne non amavano lui ma la personificazione di un sogno. quindi, per quanto mi riguarda, è un mondo del cavolo. alcuni personaggi famosi si rintanano nei loro primi affetti, scappano, a volte divenano scontrosi o rigidi, spesso schivi, altri invece cercano con tutte le loro forze di incarnare quel sogno, con risultati talvolta disastrosi o da macchietta.

perciò quando mi capita di avere a che fare con personaggi pubblici spesso me ne sto in disparte, se li conosco, altrimenti non rompo mai le scatole. questo è anche il motivo per cui non chiedo mai un autografo. da un lato non mi interessano e in fin dei conti che me ne faccio?

come sempre ci sono delle eccezioni. ho l’autografo di andrea zorzi -non so in quale cassetto sia finito a dire il vero- che però posseggo grazie a mio cognato il quale sapeva della mia passione per l’allora squadra italiana di pallavolo e per questo giocatore di talento. poi ho quello di cristina donà. ce l’ho di “riflesso” perché gliel’avevo chiesto per fare una sorpresa a tieffemme quando il blog di questo personaggio era una famiglia -quanto mi sono divertita a quel tempo-, e così cristina, che è una persona simpaticissima, mi aveva domandato ma non lo vuoi anche tu? mi pareva brutto dire di no.

e poi oggi. ho fatto la seconda eccezione per gioco. oggi ho conosciuto bene pat carra. è una donna, prima che fumettista di grande spessore e ne sono rimasta affascinata.

abbiamo parlato di tante cose. soprattutto di talento, ispirazione e processi creativi. lei dice di essere poco avezza alla sofferenza. bisogna essere arrabbiati. tutte le persone di talento mettono in campo una buona dose di cattiveria o di aggressività, che sono un po’ simili. questo non vuol dire essere cattivi ma far esplodere energia come nel motore di una macchina. bisogna bruciare dentro. quando si crea si libera energia. poi il resto viene con la fatica e l’impegno, per aggiustamenti ed errori.

una giovane ragazza che conosco e di cui conosco il talento, si lamentava di questa società che, a suo dire, non offre opportunità ai ragazzi che hanno una passione. pat carra, dopo averla ascoltata attentamente, ha detto sai oggi c’è un po’ il rischio di un eccesso di ragionamento realistico sulle opportunità. a volte bisognerebbe lasciarsi vivere e correre dei rischi. io sentivo una necessità e ho rischiato, ho impiegato anni per sfondare, però ho sempre insistito. certo ho corso dei bei rischi, nel frattempo mi sono arrangiata. ma lo dovevo fare.

c’è sempre qualcosa che dobbiamo fare. e penso che tutti abbiamo un talento. è quello che nasce dalla nostra necessità e non ci sono cazzi. quella nostra necessità esploderà come una supernova. niente paura per chi ha un motore diesel. il tempo è benigno.

ah, per dire. oggi ho scoperto di avere due talenti che corrispondono a due necessità. dormire e sparare cazzate.

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6 pensieri su “il talento è necessità

  1. Era una bella famiglia, eh sì. Non cè che dire… Ma (ed ecco il mio talento) io sono bravissima a rovinare tutto, dunque…

    Vabbè lasciamo perdere và, che certi discorsi quì non devono esser fatti, non è quella la rabbia da canalizzare, perchè è relativa tanto quanto quella famiglia.

    Il talento di dormire è fantastico, perchè è direttamente proporzionato a quello di sognare, ché non mi pare poco…
    Quello di sparare cazzate non mi pare ti appartenga troppo, sarà che mi piacciono le cazzate che spari??
    N’el so, si dice dalle mie parti.

    Un bacio mia cara, sto contando i giorni quà…

  2. non dire stupidaggini. non hai rovinato niente tu, nemmeno nico e nemmeno io, in fondo. certe cose accadono. magari vengono lette male. magari doveva andare così. però sono sicura che quel tempo è stato importante e meraviglioso per tutti noi. anche se forse non basta, è stato abbastanza e tanto. io mi sento privilegiata. in ogni caso le cose si evolvono. avrei voluto un’altra evoluzione. ma il vento gira e rigira, le cose si spostano, noi cambiamo.

    poi. bello! infatti mi piace sognare ma mica si mangia un sogno! per il resto non saprei nemmeno io. dovrò aprire la rubrica cazzata del giorno. sai che lavoro per sceglierla! 😀

    eh, anch’io sono contenta e non vedo l’ora!

  3. no. mi sono data un po’ di margine! 😉
    ciaoooo amikaka! ti stavo giusto pensando così passo dal blog al tel…ahahah. aspè che mo’ arrivo. spetteguless on the air…com’è che non è da me ma ultimamente lo è? 😀
    è il tempo uggioso lo so.

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