Non mi chiedermi un giudizio

Nel 2009 mi arrogavo il diritto di non avere a tutti i costi un giudizio; continuo ancora ad arrogarmi questo diritto, solo che ora so di dover aggiungere un aggettivo a quel sostantivo: pubblico.

Non devo avere a tutti i costi un giudizio pubblico. Perché il mio giudizio è in fase di definizione.

E so che quando potrò mettergli l’etichetta di pubblico, non vorrà dire vero ma ponderato, migliorabile se necessario.

Non mi chiedermi cosa è vero, se sapevo dirtelo te lo telefonavo.

una vita metaforica

ci piace un mondo fatto di metafore; diversamente ci annoia oppure non lo capiamo.
da qualche parte ho letto che le metafore sono coinvolgenti se sorprendenti.
ho delle amiche che sono avvolte dalla noia e aspettano solo di essere sorprese.

ora, vivere una metafora e avere il cuore costantemente sorpreso è un puro esercizio di lettura. se non lo sai fare nella vita, calati nella lettura.

sarebbe così interessante provare a vivere qualche volta, credo. potrebbe risultare incredibile.

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artista: grainne mchugh

Del perché il discorso del papa sui gay non migliora alcuna cosa

I non cattolici festeggiano le nuove parole del papa sui gay.

I cattolici oltranzisti non so cosa pensino, almeno gli girano le palle?

Non tutti i cattolici pensano che i gay siano malati, molti sì. Anche molti non cattolici lo pensano.

 

“Chi sono io per giudicarli?”

 

Vi è piaciuta questa domanda, eh?

Anche a me.

Ma non abbastanza.

 

Perché il papa condanna i gay che fanno lobby e fra tutti gli esempi possibili di lobby, cita i massoni. Fare lobby è un modo per “portare avanti” i propri interessi e magari in questo caso, nel caso dei gay dico ma non solo nel loro caso, per far valere i diritti o alcuni diritti che li riguardano; ammesso che abbiano dei diritti. Se penso alle donne infatti nel loro caso, molti diritti vanno e vengono e dunque presumo che siano diritti di moda o al consumo o di cultura.

Insomma finisce sempre che origina da un problema culturale che stranamente ha risvolti pratici molto seri. Posso togliere anche il molto ma restano seri.

 

Così potete essere omosessuali nella vostra intimità, nel vostro privato ma non dirlo e non aspettarvi nulla, nessun diritto da dichiarare o da dimostrare. Se volete esistere fatelo ma nel silenzio.

 

Quanto poi al fatto che siano stati citati i massoni, beh, io non l’ho mica capito. Voi?

 

 

Questo articolo sull’argomento mi è piaciuto.

Iniziamo bene

Ho l’iPad, bene o non bene è una figata.
Finalmente apro la mia moleskine rossa dove imperterrita annoto appunti promemoria per possibili futuribili post.
Leggo.

post da fare. Titolo. Ha la faccia come il culo.
Amico vento vieni lento (o dentro) che io son contento.
Ogni corpo occupa il suo luogo. (Furetière)
Per sorprenderli devi prima sorprendere te stesso. (sentita in qualche film)
Se puoi vedere, guarda. Se puoi guardare, osserva. (Libro dei consigli)
Abbiamo bisogno di essere importanti per qualcuno.
Compito dell’artista è trovare un antidoto contro la futilità della vita. (W. Allen)
La vita siamo noi non quello che gli altri pensano. (mio marito)

Questo era quello che avrei dovuto fare, questo è quello che non scriverò ma terrò bene a mente. Inizio l’anno prendendo decisioni importanti; nel 2010 avevo vinto a poker e mi andò benissimo; nel 2011 ero incinta e mi andò malissimo ma sterzai con tutte le forze le imprevedibili rotture di cazzo del destino; quest’anno ho preso in trenta secondi una decisione. Mi piacciono le decisioni quando ho avuto tanto tempo per pensarci. Quest’anno sono pronta. Anche scrivere dall’iPad e non avere alcun pregiudizio al riguardo.
Buon anno a tutti.

work in progress

devo trovare la mia periferia. scusate il disagio.

[scrivo con una mano ché ho sempre una gatta sul braccio destro e non sono mancina, penso con un solo emisfero l’altro dà strani segnali, ho sognato di volare, mi lacrima un occhio. la mia preiferia non risponde e la parole restano incastrate  fra centro e metà]

storie di donne

in un interessante gioco di rimandi sono finita nell’enciclopedia delle donne curata da umberto eco il quale afferma che nell’antichità “per godere di pubblica notorietà la donna doveva essere una cortigiana”; il che mi ha fatto pensare cosa ci sia di realmente diverso oggi e come siamo progrediti su questo versante in tanti secoli.

sì lo so non ci ho dovuto pensare molto.

qualcuno crede che io sia una post femminista ma non è vero, a parte il fatto che non so cosa voglia dire. ritengo invero di poter conoscere solo me, ed è già un’impresa ardua. perciò posso parlare a ragion veduta della sottoscritta in quanto donna come campione generale.

oggi ho difeso gli uomini. non li ho difesi per bontà. è che è inutile dire che sono diversi quando sono evidentemente diversi.

ma quello che vorrei dire con questo post è segnalare la bellissima storia di due donne, raccontata magistralmente da luisa carrada.

ad ogni modo non credo siano degne di nota solamente le donne molto intelligenti e dotate che non hanno avuto modo di esprimere se stesse in società e farsi conoscere al mondo.

penso alla signora ida, milanese doc dalla tempra dura senza grossi mezzi di denaro e d’istruzione.  oggi mi ha raccontato una puntata della sua storia, di come ha incontrato il marito in tempo di guerra e di come hanno diviso i ruoli in maniera insolita ma così congeniale alle loro inclinazioni, di come guadagnasse più del marito e di come lui fosse contento e soddisfatto di tutto questo, di come gli manchi adesso che non c’è più. sa signorina, m’ha detto, ho avuto tre tumori, ho lupus e un intestino conciato ma il fatto è che se non devi morire non muori; il mio povero marito che stava meglio di me se n’è andato in un attimo. io sto ancora qui e la prendo con ironia, secondo me quello che mi salva è la settimana enigmistica.