la più grande…bugia non vi salverà!

Ho letto “La più grande”, un libro di formazione scritto da Davide Morosinotto, pubblicato da Rizzoli, proprio sull’onda di entusiasmo di amici e librai che mi piacciono.

Mi piace leggere libri di formazione che sono destinati a un pubblico giovane, perché mi pace capire quale mondo gli adulti propongono loro, con quali figure solleticano la loro immaginazione.

È un libro piacevole che si legge in un attimo.

Tuttavia per me è un grande no.

Per alcuni motivi ma uno in particolare. Si narrano le vicende di Shi Yu, piratessa, e si pompa sul fatto che la storia è ispirata alla vita di Ching Shih, che comandò la più grande flotta pirata di tutti i tempi. Ora, a parte il fatto che sono due piratesse, Ching Shi e Shi Yu hanno poco in comune. Ching Shih inizia le sue avventure come prostituta, Shy Yu come cameriera.

Ching Shih ne vede e ne fa di ogni, Shy Yu ne subisce di ogni ma con il potere della volontà diventa la più grande, con una sfilza di valori positivi ed encomiabili da qui a Babilonia.

Bastava dire che volevamo raccontare una cenerentola moderna vissuta nel 1700 e ci avremmo creduto lo stesso.

Insomma sto dalla parte di Ching Shih. Non vergognatevi di lei.

mattone su mattone

succede che si esca fra amichette e ci si racconti un po’ come va e come non va. e insomma sì, si ammette che con l’amore le cose non vanno proprio bene, anche se è estate e in estate, si sa, le cose dovrebbero andare meglio, non so forse per quella cosa degli ormoni in giro, forse per la felicità della luce, forse perché tutto rinasce e allora vorresti rinascere un poco anche tu. però poi c’è quella felicità mista a terrore della casa nuova, che in fondo, dai diciamocelo, fa piacere e un po’ appaga, chessò ha quel sapore di contentezza.

così. lo si dice. davanti a un americano. ché l’americano, per quanto detto sopra, altro non può essere che un cocktail.

e allora, la mia amica nightnurse mi guarda sorridente e mi dice “sappi che l’amore passa ma il mattone resta”.

ecco.

personalità in testa

quante personalità può avere una donna? dicono tante.

vi ricordate la canzone di meredith brooks? no? ahimè quando si parla si meredith tutti pensano a grey’s anathomy. no! non quella lì. meredith brooks è una cantante che ha fatto successo solo con un singolo: bitch. ché poi mica parlava di puttane. chiedeva al suo ragazzo di essere forte e non innervosirsi se lei passava da un eccesso all’altro, perché una donna è al contempo tante cose. certo era consapevole della confusione che il suo atteggiamento creava in lui, ma in fondo l’indomani sarebbe stata ancora diversa e l’oggi era già passato.

vah che male c’è? non ci si annoia mai.

questo per dire che l’altro giorno me ne andavo in giro con la mia personalità del sabato.

quella del sabato è una personalità un po’ sotto tono da batterie in ricarica, il cervello collegato al parareale e ricettiva alle scariche di energia altrui.

dunque me ne andavo in giro con una destinazione. cambiare qualcosa. obiettivo parrucchiere.

è stato perché da un po’ di tempo mi chiamano icsfactor che ci sono andata.

e non è per il fatto che io abbia quel quid in più. no. è perché dicono che assomiglio a questa.

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ora mi hanno anche detto che sono la sua versione bella e io ringrazio perché a me pare che abbia il viso un po’ porcino. e anche un po’ più in carne di me ma si sa la televisione ingrassa e quindi credo che se andassi anch’io in televisione, sarei paro paro. ché poi a essere in carne c’è solo da guadagnarci. mi sembra che abbia gli occhi un po’ all’ingiù. però devo ammettere che mi ricorda. sicuramente nel modo di atteggiarmi e di ballare. insomma sì, la ricordo. perciò se vi volete fare un’idea vaga di me nel mio quotidiano, ecco qua.

occhei però io credo che a parte il fatto che lei è rossa e io bionda, le cose che abbiamo in comune sono il sorriso e i capelli. allora dopo un anno di latitanza mi sono decisa. visto che il sorriso non posso cambiarlo, ho detto vado dal parrucchiere. anche perché arkika continuava a menarmela. mi diceva vai a tagliarti quei cavolo di capelli, sono senza forma, sono lunghissimi, vai da questa che crea l’immagine, che ha lavorato per attrici e modelle, dai che ti dà un nuovo look.
e io ci sono andata, ma quella mi ha parlato di personalità.

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questione di trend

è tempo che il trend della comunicazione si concentra sul tema della riqualificazione del quotidiano.

un bel passaggio dalla banalità della routine al piacere del rito.

il mondo dell’ideale irraggiungibile è sempre più possibile, la normalità esorcizzata e la pazzia bandita.

e io, una dea che si sente così poco umana, come farò a infilarmi il nuovo trend? forse la domanda giusta è dove?

grazie cavaliere

grazie all’uomo che ha finalmente dato voce al pensiero dei maschi e soddisfatto un desiderio profondo delle femmine, quelle vere, quelle che sanno stare al loro posto!

ma quale emancipazione? e quale lavoro? diciamolo finalmente! le donne vogliono solo sposare un uomo ricco, farsi mantenere e pensare unicamente a un’attività che già da sola è stressante: lo shopping! a cosa servono i soldi se non per comprare e comprare e comprare ancora, per poi buttare e buttare ancora finchè non ci sarà più niente da comprare a da buttare?

no no, a casa devono stare le donne! non devono lavorare, non devono leggere che poi pensano e rompono le palle. l’istruzione sì però, che fa status. devono fare un po’ di sport per mantenere i glutei alti e la tonicità di seno e ventre. e se sono mogli devono fare figli, non così le amanti. ma le mogli non devono temere di occuparsi e preoccuparsi dei loro figli perché ci sarà una tata extracomunitaria per loro -una volta forse avremmo detto negra-. insomma diciamocelo, finché i bimbi sono piccoli, sono tanto carini, un po’ come i peluches, ma quando piangono e fanno i capricci, rompono davvero e le donne non devono essere costrette a ricorrere troppe volte alla plastica per togliere le rughe causate da troppo stress.

caro cavaliere lei sì che è un uomo con i controattributi, un vero esempio. due famiglie dichiarate, cinque figli, nessuna moglie che lavora, forse nessuna moglie convivente, amiche sparse qua e là. tanti soldi, tanto potere. solo per questo lei è un uomo che vale! si vede anche dalla sua statura!

guardi, io è una vita che lo dico! non mi sono ancora sposata perché cerco un uomo come lei, ricco ricchissimo, che mi faccia mettere i piedi sul tavolo e mi paghi la palestra, l’estetista, tanti vestiti, tante cene, tanti viaggi, tanti gioielli, tante case, tante cose. ma ogni volta che ne trovo uno, non è mai abbastanza ricco. com’è possibile? questo è un vero problema! ha una soluzione anche per me?

io auspico un mondo popolato da donne così, che non pensino se non alla soddisfazione fisica ed estetica del loro uomo e da uomini proprio come lei che sanno prendere per il culo l’umanità.

grazie.

punti di vista

sono al telefono con scarpa gucciata che mi rende edotta su alcune news importantissime:

  • venere è nel suo segno: questo conferma il suo incredibile fascino da un po’ di tempo a questa parte;
  • ci sono gossip al lavoro che devo assolutamente sapere: quella lì si è fatta anche quello là -a questo punto mi domando se ne è rimasto qualcuno-!
  • ha meditato una vendetta senza precedenti a danno dell’ultimo uomo della sua vita -e detto fra noi, sono proprio fatti l’uno per l’altra tanto sono diversi-: lei gli farà uno sfregio incredibile. cioè mani sconosciute gli riconsegneranno un preziosissimo cd che lui le ha regalato. come se non bastasse chiuderà il disco e custodia in una busta con una sola dicitura: SPPmM (sue proprie pregiatissime mani). brrrr che paura!

    mentre lei parla penso al mio amico CiPi che mi ha confessato da poco di ascoltare i primi trenta secondi dei miei discorsi, il resto lo lascia come brusio di sottofondo. sto già adottando questa tecnica. anche perchè lui sa rispondermi a tono e noto che non è difficile farlo. dunque: o sto diventando uomo o sono pronta per il matrimonio!

    mentre vagolo col pensiero, immersa in tutte queste imperdibili argomentazioni -rido di gusto però-, sento dall’altra parte del telefono un trambusto. scarpa gucciata non sta più parlando con me ma con qualcuno che è nei paraggi. mi rimetto in ascolto, non c’è niente di più imperdibile che fare il voyeur delle chiacchiere altrui. e realizzo.

    allorché le chiedo: ma mentre parli con me ti fai il bidet?

    e lei: perchè, non è piacevole? se tu fossi stata un uomo ti saresti esaltata!

    ecco, diciamo che dipende dai punti di vista…