l'alba dentro l'imbrunire

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Category Archives: i post-it di hermes

l’aternativa

<Ho un regalo per te> disse. […] <Voglio che anche tu impari a prenderti cura di te>

[…]

Rita le raccontò di un cerbiatto che si era mangiato le verdure del suo orto. Era una femmina, e si presentava sempre da sola. A niente erano serviti piatti di latta o pezzi di sapone per tenerla lontana.

<Alla fine ho piantato un po’ di lattuga e di spinaci per lei> disse ridendo. <E lei ha capito subito che quella parte di orto era sua. Non va più a mangiare nella zona principale>.


da Il nostro riparo di frances greenslade, Keller ed.

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perché non scrivo

perché non c’è silenzio dentro me.

non ancora.

non posso.

non voglio.

ancora davvero.

c’è musica. ci sono parole. ci sono gesti. ci sono volti. come sempre del resto ma non c’è silenzio.

mi manca.

sono contenta che mi manchi.

ogni cosa a suo tempo.

non so se quello giusto.

il mio. posso farlo. voglio farlo.

il mio tempo.

e tu mi chiedi perché. ancora.

perché ho una mente affollata.

anche di te.

di giorno e di notte

la realtà è per chi non riesce a sostenere il sogno.

slavoj zizek

ne lascio traccia non perché non creda alla realtà di cui è piena la mia vita, fatta di bisogni concreti e impegni imprescindibili. di sguardi reali e presenze plastiche. conosco le leggi del mondo e, come dice battiato, te ne farò dono.

ma perché l’uomo deve proiettarsi oltre se stesso quando può. perché vivere i sogni spesso fa paura e fa male. perché oggi mitile era inversa e ha scelto questa frase. perché i nostri discorsi, schifosamente reali, saltano sui tappetini elastici per cercare di toccare le stelle. perché mitile, per ora, è ancora mia collega e le voglio bene. perché la sua famiglia mi è entrata nel cuore e io in quello di suo figlio che così piccolo mi crede speciale -ma mitile dice che l’amour c’est toujour l’amour e sorride-. perché elis, questa sera, mi ha fatto riflettere sull’argomento. perché nella quotidianità, riesco ancora a vedere la magia.

una lettera dal passato presente

mio caro simone, dopo di te il rosso non è più rosso, l’azzurro del cielo non è più azzurro, gli alberi non sono più verdi. dopo di te devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi. dopo di te rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini. rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati, i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi che non volevano vedere, perché se avessero visto saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà. rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono. per questo non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra. era lì che ti vedevo sempre, quando ancora non sapevo il tuo nome e tu sognavi un mondo migliore, in cui non si può proibire a un albero di essere albero e all’azzurro di diventare cielo. non so se questo è un mondo migliore, ora che nessuno mi chiama più davide, ora che mi sento chiamare soltanto signor veroli. come posso dire che questo è un mondo migliore, come posso dirlo senza di te?

dal film “la finestra difronte”

ringrazio hermes che ha trascritto questo testo direttamente dal film, una lettera che ha toccato il suo cuore gentile. dedico queste parole al mio al mio amico serfer, dalla vita tormentata, che sa tirare fuori per me frasi ad effetto, tipo “ti voglio bene come a una principessa inca”. un pensiero d’affetto a tutti i miei amici che si sentono intimamente toccati da queste parole. e infine un saluto alla subrette mara carfagna perché i suoi discorsi non fanno una piega.

l’uomo e lo scrittore

un uomo è modificato e insieme modifica l’ambiente, impara e insegna al momento stesso, se no non è uomo. e un romanzo in cui questo non avviene, non è un romanzo, anche se se ne sono scritti così a migliaia.

[…]

lo scrittore è un uomo che si fa a pezzi per liberare il suo prossimo.

italo calvino

dopo il 25 aprile

il mio nemico non ha divisa
ama le armi ma non le usa
nella fondina tiene le carte visa
e quando uccide non chiede scusa
il mio nemico non ha nome
non ha nemmeno religione
e il potere non lo logora
il mio nemico mi somiglia
è come me
lui ama la famiglia
e per questo piglia più di ciò che da
e non sbaglierà
ma se sbaglia un altro pagherà
e il potere non lo logora

e se non hai morale
e se non hai passione
se nessun dubbio ti assale
perché la sola ragione che ti interessa avere
è una ragione sociale
soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
non farla nel mio nome
che non hai mai domandato la mia autorizzazione
se ti difenderai non farlo nel mio nome
che non hai mai domandato la mia opinione
finché sei in tempo tira
e non sbagliare mira

daniele silvestri

quanto tempo hai?

ovverosottotitolo: hermes è vivo e lotta insieme a noi…

Esiste un grande eppur quotidiano mistero.
Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci.
Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto.
Questo mistero è il tempo.
Esistono calendari e orologi per misurarlo, misure di ben poco significato,
perchè tutti sappiamo che talvolta un’unica ora ci può sembrare un’eternità,
e un’altra invece passa in un attimo…
dipende da quel che viviamo in quest’ora.
Perchè il tempo è vita.
E la vita dimora nel cuore.

Michael Ende

tiranni

l’unico tiranno al mondo che posso accetttare è la mia coscienza.

ghandi

Perché?

mentre da un lato si domanda ossessivamente perché non è amato, dall’altro il soggetto amoroso continua a credere che in fin dei conti l’oggetto amato lo ama, solo che non glielo dice.

roland barthes

uh, ma a me non succede mai, disse la bugiarda mentitrice.

ecco

quando si è in un pasticcio tanto vale goderne il sapore. confucio

come è possibile che per quanto mi dia da fare, tutto quello che riesco ad ottenere è il meglio di ciò che mi capita?

lo so, non è poco. eppure impiego tutte le mie energie per dirigermi verso un obiettivo che non centro. goditi il panorama, mi sono sempre detta. occhei, lo faccio e infatti sono una persona tendenzialmente felice. ma quegli obiettivi sono sempre lì a dirmi chi sono e cosa voglio fare. non ho paura di raggiungerli. se fosse così -se li raggiungessi, cioè- potrei dedicarmi finalmente ad altro. è spossante avere l’impressione di arrancare, soprattutto in primavera.

e visto che siamo in primavera e che gli ormoni cominciano a ballare passando da una verde milonga a un cha cha cha, desidero incontrare chi saprà ripetermi un giorno non lontano queste parole di jim morrison.

smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito.

chiedo troppo?

quando l’ho letto a mitile, lei mi ha detto: fatti di meno o fatti meglio.