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l’arte e l’inconscio

e tu scrivimi se ti viene la voglia

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c’est tout

vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

a una mostra bisognerebbe andarci due volte. una per guardarla, l’altra per vederla. (potrebbe essere costoso, lo so).

prima si passa in rassegna tutto quello che c’è e ci si lascia emozionare. poi si torna e si entra nei quadri e nell’artista.

io faccio così. prima di andare voglio sapere pochissimo, l’indispensabile, sull’autore e sulle cose che ha fatto; anche se spesso ho visto già qualcosa, ne ho già parlato o me ne hanno già parlato. ma sono informazioni confuse, non didascaliche e accurate.
poi torno a casa e comincio a leggere e confrontare.

penso che per l’arte in genere valga quello che si dice per le poesie: alla fine conta quello che sente chi le legge. cioè sono di chi le legge. certo è che poi quando capisci e conosci quello che hai visto e letto, ti si apre un mondo.

insomma, due volte: una per l’anima e una per la testa.

io l’ho fatto.

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