l’arte e l’inconscio

a una mostra bisognerebbe andarci due volte. una per guardarla, l’altra per vederla. (potrebbe essere costoso, lo so).

prima si passa in rassegna tutto quello che c’è e ci si lascia emozionare. poi si torna e si entra nei quadri e nell’artista.

io faccio così. prima di andare voglio sapere pochissimo, l’indispensabile, sull’autore e sulle cose che ha fatto; anche se spesso ho visto già qualcosa, ne ho già parlato o me ne hanno già parlato. ma sono informazioni confuse, non didascaliche e accurate.
poi torno a casa e comincio a leggere e confrontare.

penso che per l’arte in genere valga quello che si dice per le poesie: alla fine conta quello che sente chi le legge. cioè sono di chi le legge. certo è che poi quando capisci e conosci quello che hai visto e letto, ti si apre un mondo.

insomma, due volte: una per l’anima e una per la testa.

io l’ho fatto.

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