l'alba dentro l'imbrunire

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Monthly Archives: maggio 2012

puoi quasi averlo sai*

e non ricordi cos’è che vuoi.*

 

chiuso nelle tue convenzioni di parole e gesti ci provi a guardare, ma dimmi cos’è che vedi?

non credere a chi ti spaventa per legarti con un cappio a doppia mandata.

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così è la vita

c’era una ragazza che oggi non c’è più.

questa mattina è morta di cancro al cervello.

lo scrivo qui perché non credo che sia una cosa intima ma pubblica, lo scrivo perché ieri ho ascoltato concita de gregorio, michela murgia e fabrizio gifuni parlare di morte e di come si stia perdendo la semplicità di pronunciare la parola morte, non parliamo poi di cancro tanto più se associato al cervello.

un tabù.

non se ne parla, non si portano i bambini ai funerali. il brutto, il malato, la morte di cui è piena la nostra vita di ogni giorno è bandita dalle nostre parole e piano piano dalla quotidianità finché non ci caschi dentro e ti nascondi dopo che ti hanno ben nascosto.

giusto ieri raccontavo di come io sia andata a molti più funerali che matrimoni, moltissimi di più. per dire che il numero dei matrimoni superano di poco le dita di una mano, mentre ho perso il conto dei funerali. non riesco a capacitarmi di questa cosa. cos’ho che non va? perché non mi invitano ai matrimoni?

ma insomma ho visto tanti morti, sì non pensavo di essere in controtendenza e se penso a me posso dire di essere una persona che ama la vita, non ricordo traumi per aver frequentato i morti, quelli li ascrivo a fatti accaduti coi vivi e spesso dovuti alle parole, a cose dette o non dette.

è anche vero che ho una piccola mania: ogni tanto penso a qualche morto, alle mamme delle mie amiche, ai parenti, agli amici, ai ragazzi che ho conosciuto, li penso e mi ricordo di loro nei momenti inutili, in un momento qualunque di una giornata qualunque che ci è capitata e talvolta ci parlo. tranquilli, non mi rispondono. mi fa piacere ricordarli così com’erano nei loro giorni qualunque. un po’ pirandelliana come cosa forse.

anche di questa ragazza che è morta prima dell’alba mi è venuto in mente uno di quei momenti. un mattino freddo e ventoso mentre percorrevo una strada in macchina l’ho vista in bicicletta andare verso la metropolitana con un viso sorridente e concentrato; faceva un freddo becco e ho pensato che aveva una tempra pazzesca che io manco a scudisciate ci sarei andata in bici e ho pensato a quanto fosse forte oltre che bella. ma come fa? mi sono chiesta. mi viene in mente lei di spalle in bicicletta mentre va.

di piccoli momenti mi piacerebbe che fosse ricordata non nel pianto collettivo di facebook.

certo ognuno ha la sua sensibilità.

così lo scrivo qui. quando morirò spero si faccia una festa e vorrei che tutti si raccontassero le stronzate che ho fatto e detto in vita, spero che tutti ci rideranno su.

Dicono

Dicono che sono i vecchietti a rubare nei supermercati; dicono che era tanto che non accadeva in modo così sistematico. Dicono che rubano alcune uova dal pacchetto, non tutte, solo qualcosa dal tutto giusto per tirare avanti.

Dice che non si può iscrivere in biblioteca perché ha paura che il marito non sia d’accordo o forse che si arrabbi: dice che leggerà il libro dell’amica, poi chiede se non c’è un libro nella sua lingua. Ed è un deja-vu troppo frequente.

Dice di preferire l’opposizione al dialogo, dice che le donne sono state puttane da sempre e che non esiste niente prima, forse il big bang.

Dicono che se la gente non ha soldi è perché li ha spesi male e gestiti male, dicono che il povero è povero perché se lo merita e che si è ricchi se si lotta a sufficienza.

Dicono che combattere è l’unica visione del mondo e hanno una sola definizione di potere, dicono di necessità.

Dice che pochi si salveranno, io dico che qui viviamo, salvati qui per dio!

Dicono un sacco di cose e io li prendo per quello che dicono.

Non dovete rompermi il cazzo se non scrivo cose che fanno ridere.