l'alba dentro l'imbrunire

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Ché poi essere pronti è una questione di incoscienza

Pensandoci bene non si è mai pronti davvero.
Non si è pronti quando ti chiamano, alla lavagna, dalla cucina, da un ufficio, al telefono; quando arriva l’occasione, giusta o non giusta.
Quando dici è ora.
Ora di diventare la persona che vuoi essere, di smettere di fare finta di essere chi non sei o di capire finalmente chi sei o cosa vuoi, di cambiare vita, di restare, di andare ad abitare lontano, di affrontare una malattia o un’operazione, di crescere, di passare oltre; anche di farsi meno pippe mentali e formulare un pensiero semplice.
Bisogna crearsi le condizioni per essere pronti, come quando devi uscire dal nido o dal letto che un po’ è la stessa cosa e ti costruisci un motivo. E non bisogna pensarci troppo ché a pensarci non sei pronto davvero.
Avviene così, butti da un lato il pensiero e lo lasci lì buono perché sei convinto di averlo allenato ad esserti amico severo e giusto, rompicoglioni a tratti, davanti a te ci piazzi l’incoscienza. E ti butti come la gabbianella di quel racconto di Sepulveda.

Ma volare per un bipede non è nella natura delle cose, come dicevo è necessario crearsi le condizioni per perdere gravità come lo è per essere pronti. Insomma ti devi costruire due cazzo di ali. E bisogna ricordarsi che devono essere due.
Il due lo decidi tu qual è e com’è.

Iniziamo bene

Ho l’iPad, bene o non bene è una figata.
Finalmente apro la mia moleskine rossa dove imperterrita annoto appunti promemoria per possibili futuribili post.
Leggo.

post da fare. Titolo. Ha la faccia come il culo.
Amico vento vieni lento (o dentro) che io son contento.
Ogni corpo occupa il suo luogo. (Furetière)
Per sorprenderli devi prima sorprendere te stesso. (sentita in qualche film)
Se puoi vedere, guarda. Se puoi guardare, osserva. (Libro dei consigli)
Abbiamo bisogno di essere importanti per qualcuno.
Compito dell’artista è trovare un antidoto contro la futilità della vita. (W. Allen)
La vita siamo noi non quello che gli altri pensano. (mio marito)

Questo era quello che avrei dovuto fare, questo è quello che non scriverò ma terrò bene a mente. Inizio l’anno prendendo decisioni importanti; nel 2010 avevo vinto a poker e mi andò benissimo; nel 2011 ero incinta e mi andò malissimo ma sterzai con tutte le forze le imprevedibili rotture di cazzo del destino; quest’anno ho preso in trenta secondi una decisione. Mi piacciono le decisioni quando ho avuto tanto tempo per pensarci. Quest’anno sono pronta. Anche scrivere dall’iPad e non avere alcun pregiudizio al riguardo.
Buon anno a tutti.