per fortuna non vivo all’estero

sai quante prese per il culo mi sarei dovuta sorbire?

 

[così me ne vado lungo mio sentierino con le mani in tasca e lo sguardo fiero per i quattro soldi che guadagno, pensando che si è perso il senso del limite tanto da non poter più vedere l’orizzonte e che quei miei stessi quattro soldi alimentano le pensioni di miliardari.

bene. avanti così. siori e siore benvenuti; pare sia difficile vivere e faticosa la dignità.]

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5 pensieri su “per fortuna non vivo all’estero

  1. E invece sapere che sto pensando di dargli il voto? In fin dei conti ci meritiamo qualcosa di meglio, noi italiani? In altri posti del mondo lo avrebbero già cacciato a pedate nel sedere flaccido: qui da noi la gente nei bar sogghigna a pensiero di quante troiette il nostro è capace di trombarsi in rapida successione, cinque minuti a botta (cinque minuti? Già questo fa tristezza, nemmeno il tempo di sorridersi).

  2. @kapa: tu che hai l’orecchio fino? seeeeh la vista lunga dovresti avere piuttosto? che vedi? ancora merda? si
    sì eh?

    @gaddo: dare il voto a CHIIIIIIIIIIIIIIII? OH!
    sorridersi? gaddo sei in un altro mondo. proprio non c’è spazio nemmeno per la tristezza. in esilio, via. non mi interessa VIAAAAAAAA se ne deve andare. sorrida col deretano dove vuole e con chi vuole ma via da qui. quello le paga coi nostri soldi. via se ne deve andare VIA

  3. Mi piacciono il tuo ottimismo e la tua determinazione. Io ormai sono scettico, oltre che di natura, anche per esperienza. Quello se ne andrà quando sarà decisa la sua ora: non conteranno a nulla i “suoi” che non vedono l’ora di fargli le scarpe, quegli altri che le scarpe non gliele hanno mai fatte nemmeno le rare volte che ne hanno avuto l’occasione, la gente comune che non ne può più eccetera.
    A volte mi capita di parlare (con colleghi, amici, conoscenti) di questa situazione che sarebbe persino comica, se non fosse proprio italiana. E sai cosa se ne evince? Che persino tra i nanisti di ferro, quelli che proprio non la vogliono dare in mano ai comunisti, l’italia, si pensa quanto segue:
    1. mai avuto dubbi che le storie del nano siano inventate dai giudici o dagli avversari politici: tradotto, tutti sono convinti che lui ci vada davvero, a puttane.
    2. che ciononostante beato lui, che c’ha i soldi e c’ha il potere e c’ha le donne. i giudici che si mangino i coglioni per l’invidia, e idem facciano bersani e travaglio.
    3. che in fin dei conti chi ci ha salvato dalla crisi economica? Ma lui, no? Chi le ha fatte le “iniezioni di liquidità alle banche”?!? (inutile anche spiegarlo, ai nanisti, che le crisi sono pilotate proprio dalle banche: oltre che comunista passai per complottista, il che se possibile è anche peggio).
    4. che tanto sono tutti uguali, e che è meglio lui degli altri.
    Per cui, dov’è nascosto il meglio che ci meritiamo noi italiani?

    PS Va da sè che la questione del voto a B. è inutile e sterile provocazione. Se mai dovessi tornare a votare, e dubito fortemente che lo farò, piuttosto mi farei scorticare che mettere la crocetta sul partito della santanchè. Ma questo è un altro discorso ancora.

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