la spalla

niente mi pare così degno di nota. eppure tutto è importante. ai bambini racconto favole, accarezzo gli animali, ascolto le persone.
a ognuno il suo ruolo, mi dico. ma il mio per quanto punti i piedi, per quanto ammicchi alla eleonora duse, per quanto mi alzi su una sedia a inveire sugli eventi e a reclamare cause perse, il mio, dicevo, è quello della spalla. non c’è verso che sia una prima donna. non c’è verso che stia al centro. non mi è possibile essere protagonista. se ci provo risulto triste, se mi ci metto inciampo. sono una spalla e adoro i massaggini.
a ognuno il suo. anche quello di ribellarsi. forse questo è un istinto più che una natura. un istinto irrefrenabile per salvarsi. eccomi. sono una spalla ribelle.

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3 pensieri su “la spalla

  1. e che fò, quando serve? Vengo a Milano? E poi il paradosso del barbiere, una spalla che per definizione fa la spalla al bisogno dove s’appoggia?
    Mi pare di buon augurio il tuo ritorno, Neru, di sicuro mi piace 🙂

  2. @willy: qual è il paradosso del barbiere? no no non s’appoggia fluttua e se s’appoggia è sul tronco. parliamo del valore degli alberi?

    @arki: davvero amikamika!

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