cos’è realmente nostro?

ho due cose dentro al cuore, cinque braccialetti, tre pensieri uno di dolore due di amore, una biglia in tasca, una manciata di speranze, tre attese, tre monete e un dado, nessun gioco, una strategia, quattro giramenti di palle, qualche parolaccia, due vanità.

ho una paura. una . ma è tanto grande che posso nuotarci dentro. ho una macchina che non guiderò, un biglietto aereo che prenderò. ho parole da capire e silenzi da decifrare. ho qualcosa che sarà. in fondo ho sempre me.

tirando le somme va tutto bene e ho un sonno porco.

[p.s. grazie a cecilia per il video]

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donne che conquistano gli uomini

torno io e torna la meloromantica rubrica del love guru: consigli superdotati per aspiranti amanti.

su consiglio della strada in salita stamani ci occupiamo di conquista.
qui siamo saldamente attaccati al versante femmina. se volete conoscere i consigli per i maschi andate qui [quando lo scriverà eheheh].

l’argomento è di quelli delicati nel senso che non sai se si tratta di roba complicata o di cagata fotonica. comunque eccoci pronti a elargire le nostre consapevolezze, a confondere i vostri alibi e le nostre tristi ragioni.

donne! quando si tratta di codesti argomenti la prima domanda da porsi è: volete davvero conquistare un uomo?
se la risposta è no fermatevi qui e contattatemi che andiamo a prendere un aperitivo [tachipirigna o spritz come volete] per ridercela e contarcela su.

se la risposta è allora vi si pone un duplice quesito: volete conquistare e basta [sono necessari, quanti?, cinque minuti volendo e sapendo?] o volete mantenere la conquista anche in un qualsivoglia rapporto?
se volete conquistare e basta vi si apre il problema sesso.
se volete mantenere, si apre il problema sesso corredato da altre fastidiose questioni.

siccome qui si va un po’ per le lunghe e finisce che divago dall’affascinante tema proposto dal titolo per entrare nelle spire di un’arguta malizia, mi limito a dare qualche indicazione per la conquista rinviando a un prossimo appuntamento col magico mondo del love guru la sezione mantenimento [va da sé che dopo una certa età si debba mantenere].

orbene siete sempre decise a conquistare un uomo? recidive eh?
occhei. abbiamo prima di tutto un mito da sfatare.
ovvero la bellezza.
è inutile che dite di no. tutte pensate che se aveste quell’occhio più allungato o più all’ingiù, quel colore più chiaro o più scuro, quel chilo in meno o quel chilo in più, quel capello più perfetto potreste conquistare con uno schiocco di dita. insomma credete che se foste davvero stra fighe sarebbe un attimo conquistare e non tutta quella rottura di balle alla quale vi sottoponete talvolta se non spesso.
sbagliato.
una stra figa esteticamente parlando conquista con uno schiocco di dita solo i rimbambiti sfigati. se volete conquistare quelli prego la porta è aperta, il mondo ne è pieno, auguri.
e tutte, dico tutte, conquistano qualcuno se la danno senza il minimo problema o ripensamento. e qui direi che il problema sesso è risolto.
ma dal momento che dubito fortemente che chi legge si possa trovare comodamente in una di queste due categorie allora c’è da fare qualche passo in più.

ecco in cinque punti, per farla breve:

1. essere carine aiuta. carine ho detto, non fighe. via gli scolli se vi fanno sembrare una mucca che ha appena partorito, via le mini quando avete due gambe che fanno provincia. trucco e vestiti [se li mettete] devono solo esaltare pregi e soprattutto i piccoli difetti [quelli grossi se vi riesce magari camuffateli un po’]. i difetti portati con classe sono irresistibili;
2. siate voi stesse. non c’è niente di più fastidioso di interagire con la brutta copia dell’idea di qualcuno o qualcosa;
3. sorridete. mette sempre di buon umore;
4. siate stucchevolmente egoiste;
5. se vi si apre il problema sesso il must è non ponetevi il problema sesso, cioè via cacciate via il pensiero finché non siete certe che c’è un frizzantino nello sfiorare qualcosa di suo e una qualsivoglia tensione (ma quella genitale comunque passatela in secondo piano che vivaddio va da sé). Sembra banale ma se avete conquistato perché ve lo siete portato a letto e vi siete dette sinceramente questa frase, bè, mi spiace dirvelo ma avete fatto un buco nell’acqua.

infine faccio l’ultima domanda alle care donne che gentilmente passano di qui: siete davvero sicure di voler conquistare scientemente un uomo? Mah!

occhei allora vi do l’ultima regola, quella GOLD, quella da mettere sotto il cuscino:

regola gold: se volete conquistare smettetela all’istante di fare alcunché per conquistare. ehi! nemmeno con l’intenzione. vi vedo! non mi fregate eh!

e se infine proprio non c’è niente da fare, bè rassegnatevi non tutti sono conquistatori alzatevi e mettendo mano alla maniglia fischiettate gaiamente un motivetto che fa così.

sono morta mille volte

colonna sonora [il disordine delle cose]

Ho provato a chiudere gli occhi per vedere.
Volevo vedere cosa e volevo vedere come.
Ho provato a capire che colore fosse.
E invece era luce fortissima come quando non vedi più niente. Non si trattava di capire. Sentire forse. Sì sentire. Fortissimo. Sentire e scomparire.
Era solo dolore.

Sono morta mille volte. Ho l’età che ho. E sono morta mille volte.
Sono rinata anche. Ma quando muori non te ne frega un cazzo. Non t’interessa che rinasci. E non è vero che rinasci migliore. Punterei le mie fiche sul colore dell’intensità mentre tieni duro sulla leggerezza. Perché la rinascita punta tutta sull’intensità che è un po’ come dire spero non sia stato tutto inutile ma lo puoi scoprire dopo, sempre e troppo dopo e solo quando ti guardi indietro. e se non hai tenuto sulla leggerezza è un attimo ritrovarsi con la faccia schiacciata sull’asfalto, con la faccia sotto ai piedi, zitta sotto. la leggerezza è un attimo. la leggerezza sfrigola. è un attimo e voli via.

Sono morta mille volte. Questo lo so. E non so ancora che colore ha. Che sapore ha. Da dove viene e che giri fa. Questo dolore. Ti prende alle spalle, passa dietro alle orecchie, s’infila nell’ombelico e ti sputa fuori dalle narici come quando bevi tanto e ridi forte. Non passa. Resta nelle tangenziali di che? Dell’anima? Della pelle? Di che? Resta e ogni tanto ti entra in circolo come una droga. Ti sembra di morire. Muori. Non serve chiedersi perché. Non serve capire. Basta sentire. Basta. È già tanto. E tu resti.

Mi hai detto prima o poi passerà. Ti ho guardato come si accarezza qualcuno con lo sguardo per dirgli non vuoi capire eppure lo sai. Lo sai che non passerà. Sono morta un’altra volta. Lo sai. Lo so. Ma forse quando dicevi passerà ti riferivi al rancore. Io no. Il rancore non mi interessa molto. Mi arrabbio per un poco, il rancore mi scivola via. Lo cerco ed è già andato via. Non mi ci abituo anche perché forse non è solo mio. Credo sia una roba per cui c’entra il malcelato desiderio di capire. Una roba tipo che mi hanno detto di volare alto quando cadi. Non che lo sappia fare. Mi basta saperlo. Sapere che ogni tanto se vuoi puoi vedere pezzi di cielo. Questo non cambia che una spada giapponese mi ha visto in faccia e ora ride alle mie spalle.

Sono morta mille volte e non c’è verso che mi abitui.
Sono morta poco tempo fa.
Poi però rinasco. Il dolore quello sì resta. Tienimi per mano se puoi.