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“oh l’amour”, ovvero Ciccio

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

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Lei ha sempre detestato che mi riferissi al suo ragazzo, o comunque al ragazzo di chiunque altra, con l’appellativo di Ciccio.
Quantunque qualunque buon dizionario riporti alla voce Ciccio la seguente definizione: nome generico di fidanzato altrui, Lei non lo accettava.
Nonostante l’indubbia utilità Lei disapprovava.

Certo la versione femminile funziona meno, ma è innegabile che al maschile la parola Ciccio è di facile utilizzo e di immediata comprensione:

come sta Ciccio?
Ciccio che dice?
Dove andate tu e Ciccio in vacanza?

etc.
Se poi i Cicci sono tanti è possibile creare delle forme contratte con il nome in modo da individuare immediatamente il particolare Ciccio in questione: nel caso di un Ciccio di nome Ermanno si può usare Cicciomanno; se invece è Galileo, non di meno si ha un Ciccioleo che risponde perfettamente alla bisogna; qualora il Ciccio fosse Marcello, ecco spuntare un Ciccello che risolve i problemi. E così via.

Però Lei no! Ciccio non le stava bene.

Per cui quando mi ha riferito che aveva posto termine all’ultimo periodo di zitellaggine con l’introduzione di un Ciccio di nome Manolo, mi sono ben guardato dall’usare un normale e giusto Cicciòlo – mi raccomando, la prima O è aperta, come ghiacciòlo.

Era dura digerire il nome – figuratevi se con l’abbondanza di Cicci che c’è in giro sto a ricordarmi tutti i nomi dei fidanzati passati, presenti e pure futuri delle mie amiche quando posso usare un generico Ciccio (infatti la definizione di Ciccio riporta appunto: nome generico di fidanzato altrui) – perciò per estensione stavo cercando di abituarmi a chiamarlo DeGayardon.
In effetti de Gayardon si chiamava Patrick, ma dal momento che mi stavo arrampicando sugli specchi decisi di rimanere in tema.

Voi non potete immaginare cosa, quando un paio di settimane dopo Lei mi disse che lui, Ciccio, in intimità la chiamava Ciccia!

– E tu come rispondi?
– … … ciccio

L’apoteosi!
Voi non potete capire come mi si è semplificata la vita da allora. Il ciccio è stato sdoganato!!!

Almeno fintanto che Cicciolo esiste.
Non dovesse, so già che dovrò eliminare dall’alfabeto stesso sia le
C che le I che le O

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5 commenti

  1. neru ha detto:

    è impressionante come ciccio si sia sdoganato così bene.
    le alternative sono cicci cucci, cicci bao.
    gli innamorati fanno schifo.

  2. Kapa ha detto:

    Ciccello????? O_o
    Ma va a caghèèèr!!! 😛

  3. neru ha detto:

    guarda che non sono stata io a scriverlo! non ho responsabilità!
    ma davvero una ragazza carina con gli occhialetti, una macchina fotografica in una mano e un sorriso nell’altra non te lo dice? O_O

  4. zunstraal ha detto:

    ogni riferimento è puramente casuale …
    beh non proprio, ma i cicci in questione o sono morti, o non sono in grado di leggere …
    “morti o non lettori?” … la 2a ch’ai detto!

    cmq,
    a rileggere, hanno proprio ragione a dire che sbaglio sempre i finali!
    mai che mi riesca di concludere degnamente!

  5. neru ha detto:

    ma che ti sei fumato zun? morti? e che è successo?
    forse che mi dai del plurale maiestatis?

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