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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

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ho iniziato a leggere per il suono. la voce di mia sorella che raccontava storie di cerbiatti.

ho letto per le immagini. io distesa sul divano mentre delle bambine salivano su un albero in una fattoria della campagna yankee.

ho continuato a leggere perché non mi capivano, forse perché non li capivo, non ci capivamo. non era un rifugio la lettura. si trattava di capire.

ma una cosa l’ho capita sin da subito: le parole sono coltelli nemmeno tanto affilati. spesso nelle mani sbagliate. a volte non lo fai apposta, a volte sì, spesso non sai cosa maneggi e fai solo casino. a volte ti fai male da sola.

a volte ti arrabbi e urli “sono perle ai porci” o pensi che apre bocca solo per darle aria.

è come fosse una lotta capirsi. sono andata in palestra.

e l’unica cosa che sono riuscita a conquistare è una difesa stracciona che fa acqua.
ma secondo me a capire siamo buoni. cioè non sarebbe così difficile capire quando qualcuno ti parla e agire di conseguenza. è che non ne abbiamo voglia. ed è esattamente quella voglia che non capisco. quel desiderio profondo. quella voglia personale che fatichiamo a dire. una voglia nascosta in uno scrigno segreto.

così. ho letto ho scritto scrivo leggo penso. e per quanto, so solo di aver fatto palestra. non basta mica.

ma c’è qualcosa che basta che non sono parole e viene bene sempre e si capisce benissimo anche quando non. le coccole. da lì non si scappa.

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4 commenti

  1. Sammy ha detto:

    in fondo le nostre parole ci somigliano sempre, niente scuse.

  2. neru ha detto:

    infatti. ma a volte ci mettiamo in bocca parole non nostre. e spesso non sappiamo dire ciò che pensiamo, non abbiamo le parole e facciamo solo casino. allora sarebbe magari meglio tacere. no?

  3. willyco ha detto:

    ci sono parole e parole, alcune non ci somigliano proprio, le lasciamo cadere distrattamente e subito rotolano a nascondersi in un anfratto di vuoto, ma le parole che ci stacchiamo dalla pelle quelle restano, ci assomigliano, fanno compagnia anche quando fanno male.

  4. neru ha detto:

    ci sono parole che ci mettiamo in bocca e non nella mente purtroppo caro willy e in fondo tutte ci soigliano anche nella approssimazione

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