prove tecniche per essere una che sa scrivere di cucina

lo ammetto pubblicamente. mi sono imbucata a un pranzo di in forno a sinistra.

cioè questi scrivono ricette divertenti sul blog e poi un giorno qualunque si trovano in una cucina gigante, una di quelle che luccicano d’argento ma sono fatte d’acciaio con i cassetti che contengono meraviglie come questi coltelli colorati.

una roba che minimo minimo dici vorrei cucinare anch’io. infatti l’ho detto. ma lo fai per spocchia e un po’ perché se sono già in tanti magari fai solo bella figura e ti lasciano stare. infatti è stato così. no tu no, m’hanno detto. e perché? perché tu non scrivi sul blog.

donc.

fatto niente e mangiato tanto.

ma le cose belle quanto durano? m’hanno intimato che se voglio mangiare ancora devo scrivere ricette sul blog.

ora io ho appena traslocato alla piccola dresda. ma prima, appena entrata nel mio monolocale -quello che sembrava una casa delle fate e ora solo una discarica abusiva- ricordo benissimo che mi riproposi di voler mangiare sano e misi su un minestrone. il minestrone era ghiacciato perché arrivava diretto dal congelatore di mamma. ho pensato e che ci vuole? ho messo su la pentola con quel cubo di ghiaccio e un po’ d’acqua -non so, per non far attaccare il ghiaccio?-. la cosa si faceva lunga allora mi sono seduta sul divano a leggere. mi sono svegliata quando ho sentito odore di bruciato.

boh forse devo migliorare. o forse possono avere pietà di me. mumble mumble.

[le foto dovrebbero essere di oltranzista e sammy]

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8 pensieri su “prove tecniche per essere una che sa scrivere di cucina

  1. del resto nemmeno con averroè.
    vabbè dovrò scrivere di quando ero cuoca sopraffina come ho detto in basso. aspetto che mi arrivi il tavolo da cucina. mi manca l’ispirazione. dovrebbe bastare.

    cmq un ghost writer come lo vedi?

    p.s. usti nessuno mi fa notare che trattavasi di pranzo? mannaia! vado a corregèr…

  2. ahahah …
    io una soluzione per migliorare il tuo livello di preparazione culinaria te l’avevo anche proposta (era compresa in tutto il pacchetto …)

    gosth writer lo vedo in lingua e … adoro certi interni! 😀

  3. sì lo so death cat. che dici, tergiverso bene?
    mi sono persa sul ghost writer, mi dai un filo d’arianna?

    bucky infatti anch’io lo penso, e dire che sono coltelli affilatissimi e giravo con quei robi in mano! roba da film giappo splatter!
    purtroppo è un po’ presto per le angurie! però facciamolo! così saranno pronti al momento giusto!

  4. Allora…
    Prendi un’anguria, la tagli a pezzetti e butti la parte rossa nel frullatore, poi prendi il succo che ne deriva lo passi con lo scolino in modo da levare i semi.

    DOPODICHÉ

    Prendi la fecola di patate (oppure si può fare anche con l’amido di mais) e metti in un pentolino 100 gr di fecola per ogni litro di succo d’anguria, lo fai andare a fuoco lento

    Con l’altra metà di succo che ti sei tenuta (te la sei tenuta un’altra metà di succo?) ci metti 100 gr di zucchero e mischi tutto quanto.

    Quando l’anguria che sta nel pentolino diventa un po’ densa ci metti l’altra zuccherata, poi mischi lasci andare un altro poco finché bolle, poi prendi le formine, ci metti dentro e metti nel frigorifero, quando si solidificano e diventano come gelatine mi chiami che vengo a mangiarle.

  5. cioè ma io devo anche misurare quanti litri realizzo del paciugo rosso?
    personalmente preferisco la ricetta che mi dice di tagliare l’anguria a metà togliere tutta la polpa, riempure a metà il contenuto di vodka e rimettere la polpa poi mangiare.
    ma in tuo onore appena trovo un’anguria accettabile lo faccio, solo se vieni alla piccola dresda a mangiarla!

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