volevo dirti

è il solito annoso problema della fiducia in se stessi.

[non so se serve un rimedio]
[so che in ogni caso servirebbe un poco di concentrazione e tanta spericolatezza -qualcuno la chiama pazzia-, è come trattenere la paura reale e librerare la paura psicologica. no, non è la stessa cosa]

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10 pensieri su “volevo dirti

  1. Mio nonno, dopo la morte di mia nonna, non è stato più lo stesso. La sua lucidità è salita in cielo insieme all’anima di lei.
    Una volta però, mentre imparavo ad andare senza rotelle davanti casa ed avevo un sacco paura di cadere, mi disse: “Chiudi gli occhi e tieni stretto il manubrio. Senti le braccia e le mani rigide? Sei tu che le tieni rigide. E finchè le tieni rigide non cadi. E se ti senti stanca e capisci che non ce la fai più, frena, punta i piedi a terra e scendi.”
    Ecco cosa so io della fiducia in sè stessi.

  2. tuo nonno era saggio. perché quando sai andare, la prima cosa importante è non essere rigidi, ma se non sai andare lo devi essere. quando ti insegnano di solito non dividono mai i momenti. e poi che bella cosa dire quando sei stanca scendi. secondo me è fondamentale nella vita, sennò ti schianti!

  3. avevo un professore di elettronica, più di elettronica era un professore di vita,
    che teorizzava che a volte è importante anche schiantarsi …
    tu chiamale se vuoi esperienze

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