amo i colori, tempi di un anelito inquieto*

dunque a che punto sto? sono al colore. sono alla graziosa luminescenza del colore. e dunque anche la piccola dresda, la mia adorata casa nuova, sta prendendo forma al colore.

ho due stanze attigue, due stanze che sono due trapezi; i lati obliqui si incontrano; il muro che unisce i due trapezi è stato in parte abbattuto a formare un grande arco squadrato. una delle due stanze è la sala. nella sala ho colorato la base del trapezio di verde. è un verde boston.

poi ho la camera. una parete l’ho colorata di prugna. è un prugna praga.

e c’è l’ingresso. nell’ingresso appenderò una fotografia molto grande in bianco e nero che ritrae un uomo dai capelli bianchi che soffia sulle bolle di sapone. la parete dell’ingresso è grigio lilla. è un grigio parigi.

mi restano ancora due pareti da colorare. una della cucina e la base del secondo trapezio.

se ti metti in mezzo alla sala potrai vedere parte di tutti i muri colorati.

a parte che questa cosa, oltre ad essere una goduria, è anche una figata, devo decidermi a scegliere gli ultimi colori. ho deciso di condividere questa scelta e ho chiesto in giro.

in fondo come dice bruno taut** in un motto preso da paul scheerbart, character is merely obstinacy, i move in all directions.

mi hanno chiesto che colori hai già scelto? ho detto verde boston, grigio parigi e prugna praga. di seguito sono arrivate le proposte.

per la stanza:

bianco niglio

rosso malpelo

giallo/viola los angeles

rosso ferrari ma forse volevano dire ferrara

arancio provenzale

lavanda antibes

malva istambul

iuta art déco

per la cucina:

giallo burro siviglia

pelle scamosciata helsinki

qualcuno ha altre idee che aiutino la mia confusione?

devo far nascere una stella.

prometto che poi invito tutti a cena.

***

** mi ha sapientemente detto la mia amica arkika che bruno taut è un architetto tedesco nato nel 1880 e morto nel 1938, il quale impiegò il colore come strumento educativo finalizzato al “risveglio della consapevolezza”. fece ricorso alle più diverse valenze del colore: il colore come espressione di gioia di vivere, come mezzo per educare alla cultura, come oggetto di identificazione, il colore come strumento creativo a basso prezzo, ma anche come elemento necessario all’architettura moderna. stica.

*amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irresolvibile, vitale, spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici “perché” del mio respiro. (alda merini)

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9 pensieri su “amo i colori, tempi di un anelito inquieto*

  1. Non so. Non saprei.
    So solo che il tuo puscher ha roba veramente ( assai ) buona.

    Ammetto che leggendo “…la camera. una parete l’ho colorata di prugna…” mi sono eccitato. 😀

    Lellalella…

  2. cioè,
    a parte che praticamente arco squadrato è un ossimoro architettonico concettuale …

    per la stanza direi un arcobaleno di colori alla mondrian.
    per la cucina un’apposita parete bianca con pennarelli annessi per permettere alle tue amiche e amici di scriverci sopra e dedicarti stornelli, pensieri, disegni e quant’altro suggerisca la fantasia (amica g. insegna)

    S.

  3. buonissima kapa

    death cat ma allora ripropongo la casa dove vivo adesso! ah già che non t’ho mai invitato e quindi non hai mai scritto un emerito nulla sulla parete della mia cucina! ahahahahah
    amica g.? la canadese? who?
    p.s. sai dove ti metterei quei grassetti? 😀

  4. la canadese tutt’al più la definirei j.
    g. è bolognese … e quando nn mi fa incazzare parrebbe anche essere my best friend 😀

    davvero hai l’attuale vecchia cucina con annessa parete per cazzate altrui?!?
    mi sa tanto che g. dovrò proprio fartela conoscere!
    anche se poi tremo a quello che le vs menti unite potrebbero partorire

    per tornare ai grassetti, beh anche a me fanno incazzare, specialmente i miei … e ultimamente ne ho in abbondanza 😀

    S.

  5. ah la tua amica g.! ahahahh, sì la voglio conoscere.
    ma se quando vai a sciare sei sempre dolorantis? death cat te devi correre…ma lontano però!
    daidai che organizzo una serata d’addio a questo buco che sta diventando sempre di più uno sgabuzzino, così verrai anche tu e potrai scrivere tutte le stronzate che vuoi sul mio amato muro della cucina!

  6. Non hai considerato nulla di blu und sfumature!
    Io direi un celestino pastellino o un blu puffo per la stanza!
    E la cucina Amaranto! O comunque di un rosso scuromanontroppo!

  7. ho visto la chiamata death cat! non ti risposi! acc! recupereremo domani se avrò recuperato un po’ di sonno!

    elis per ora la cucina è marronerossa -qualcuno dice come le chitarre sunburst!- e grigia con gli specchietti che fanno abbagli di luce…dici rossamanontroppo allora?
    avevo contemplato il blu cobalto. è ancora in lista.
    sto organizzando una cena con gli ispiratori del colore. dovresti partecipare anche tu!

  8. e rossomanontroppo sia! Fichi gli specchietti, ma almeno la mattonella dove scrivere ci vuole… quando parteciperò alla cena dei colori dovrò farti qualche disegno come eravamo solite fare a casa giugno!!!
    Viva il blu!

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