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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

riace si ricorda per i bronzi, dei bonazzi, quand’anche fossero usciti magicamente dalla testa dell’artista. potevano chiamarli i boni di riace, devono aver confuso l’importanza della materia.

anche il sindaco di riace dicono se ne sia ricordato, dei bronzi, dico. quelli trovati sulla spiaggia. dicono quando ha visto le barche degli immigrati kurdi arrivare. ma io non ci credo. fa figo dirlo. sono belle storie. ché se le storie si raccontano belle e piene di colori piacciono di più e si ricordano di più. ma non serve, la storia che ho letto e che riace vive è bella lo stesso. anche così secca secca.

la storia dell’insegnante di riace detto mimmo de li curdi è raccontata su der spigel in questo link e sull’ultimo numero di internazionale [833 – anno17]. il link porta a un testo in inglese.

non sopporto chi non visita il sito perché ancora non sa leggere in inglese. cosa li ho spesi a fare i miei soldi per la vostra istruzione? eh? vabbè. m’han detto che erano per l’istruzione e invece sai i festini che ho contribuito a mettere su? a volte mi vien da piangere.

comunque è di riace che si diceva e del suo sindaco.

anno 1998, l’allora insegnante domenico lucano accoglie in paese dei kurdi appena sbarcati sulle spiagge di riace. riace era un paesotto diventato paesino. dei tremila che erano, rimangono solamente milleseicento anime. gli altri sono fuggiti con la speranza nelle grandi città, nell’europa del nord e in altri continenti.

mimmo, testa dura a questo punto, per accogliere gli immigrati fonda un’associazione e la chiama città futura. ambizioso. il senso dell’associazione è recuperare le tradizioni, dare un posto a chi lo cerca in cambio di forza lavoro che attiri i turisti. ospita nel centro storico ormai vuoto gente del sud del mondo e li paga per riqualificare le case e la storia di riace. gli immigrati imparano l’italiano, l’artigianato locale, ricostruiscono o ristrutturano le vecchie case che saranno abitate dai turisti.

nel 2004 mimmo si candida a sindaco, senza tessera di partito. una sola promessa: “i più poveri dei poveri avrebbero salvato riace e, in cambio, riace avrebbe salvato loro”. vince le elezioni.

l’articolo dice che “lucano è riuscito a convincere sia gli anziani del paese, che avevano paura degli immigrati, sia i giovani, che temevano di perdere il lavoro. città futura è il datore di lavoro più importante del paese, sia per i profughi sia per la gente del posto”.

invero la ‘ndrangheta nel 2009 si rompe un po’ le palle di tutta sta carineria, e nell’ottica della prevenzione pensa bene di lasciare alcuni avvertimenti al sindaco.

ma una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale e come come una freccia dall’arco scocca vola veloce di bocca in bocca. fino a quella di win weders che gira un video di ventisette minuti su questa storia e la chiama il volo. dicono anche che wenders abbia detto: “la vera utopia non è la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in calabria, a riace”.

sì grazie wim anche senza di te. ma si sa, le storie belle hanno più peso e contro il piombo ci vuole peso. molto.

allora.

vola riace. buon vento.

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