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ma che minchia di speranza avevi?

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

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interno supermercato.

mi aggiro per gli scaffali e lì proprio lì davanti alle tisane e alle camomille, una commessa esclama troie son tutte troie e lo dico io poverina me che sono donna. la commessa ce l’ha con l’ex fidanzata del figlio, il poverino jr., il quale triste per la perdita dell’amatissima ora fa le sue esperienze con altrettante troie chiosa la madre; almeno, aggiunge, gli ha intimato di dividere il conto alla romana quando le porta fuori, perché le deve anche portare fuori quelle troie.

lascio la camomilla al suo posto, altrimenti la regalerei. ad ogni modo consiglio vivamente una tisana buonissima alla camomilla e finocchio, della pompadour signora contessa. eccellente.

***

interno ospedale. i pressi sono quelli della sala d’attesa.

sportelli disposti a elle; dieci sul lato lungo, due su quello corto l’undici e il dodici. nell’angolo, il distributore di numerini e sopra un tabellone come in ogni sala d’attesa che si rispetti.

lo sportello dodici chiama s23. signore s23 gentile parla con lo sportellista. arriva da non so dove signora cavallerizza di città, tipo suv. si mette dietro al signore s23 come una cozza e quando questo se ne va, riversa una valanga di parole al povero sportellista il quale inebetito prova a dire no signora guardi che ha sbagliato sportello. come! salta su la cavallerizza agghindata da città ma che vuole fare l’etnica chissà. come, incalza, IO ho l’s24!

signora deve guardare il tabellone.

ma quale tabellone, io ho in mano l’s24 prima qui c’era l’s23 e quindi adesso tocca a me. signora cavallerizza frusta il povero sportellista e ci manca poco che urli ihhhh alèalè. tuttavia è costretta a spostarsi due sportelli più in là proprio in corrispondenza angolo. non paga intima a nuova povera sportellista sgradevoli, ecco cosa siete sgradevoli, ma di quale cavolo di tabellone va blaterando quello?

povera sportellista inspira espira e si arrischia con un signora scusi provi ad alzare gli occhi.

la cavallerizza ormai disarcionata si trascina per un piede ancora fiera del suo status e delle sue ragioni.

***

interno neru.

serenità zen insaid. la sgradevolezza va mediata per quanto possibile. fortunatamente nel fine settimana mi sono fatta un’indovena di ute lemper e lella costa. le solite femministe mi hanno detto. mi dicono di piantarla con le femministe e con la loro tiritera. strano. per me sono emozione pura. da loro ho imparato la dignità. come mi piacerebbe vedere la gente impegnata per la dignità.

lo so che la speranza è una cosa sorpassata ormai. mi lo disse mia sorella quando ancora ero piccola. mi disse: chi visse sperando morì cagando. ma almeno morì in pace aggiunsi io. non si sa, sentenziò.

nessuna speranza da allora.

certo senza speranza si muore ma di sola speranza non si vive. io, per me, si vive di vita. ma la dignità sopra tutto.

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11 commenti

  1. The quantum death cat ha detto:

    Leggevo giust’appunto oggi su un libro che parla di paradossi, che tante delle discussioni che si accendono tra le persone derivano dal fatto che non ci si è messi d’accordo sul significato delle parole!

    DIGNITA’!

    Una volta me la giocavo. Ai bei tempi goliardici quando ero un novizio in ufficio, con un amico alle 5 di sera giocavamo ad un gioco che chiamavamo Lethal. Si trattava di stare uno in fronte all’altro a circa 5 metri di distanza e tirarsi addosso i sottobicchieri di cartone della birra (che fregavo in quantità industriali in tutti i pub dove andavo) a mo’ di freesbee. Una volta che un arto veniva colpito non poteva essere più usato: quindi immaginatevi pure scene tipo “il soldatino di piombo”, o “boxing helena”. Il gioco terminava quando uno dei due veniva colpito al corpo o in testa e quindi moriva …

    Il gioco aveva una posta in palio: appunto la Dignità. Vale a dire che il giorno dopo chi aveva perso doveva obbedire senza protestare a tutte le richieste fatte dal vincitore.

    Qualche tempo dopo abbiamo smesso. L’amico rimase tale, ma essendo un consulente fu trasferito altrove e non fu più collega, nonché compagno di giochi … e di merende.

    Da allora non ho più sentito usare questo termine dignità, né ne ho vista molta in giro … (che finale ruffiano :-D)

    S.

  2. willyco ha detto:

    la dignità per me è saper nuotare e quando sei stanco lasciare che si trasformi in salvagente. Ieri a Milano nevischiava: sei stata tu?

  3. neru ha detto:

    death cat ma che intendevi esattamente per dignità? mica l’ho capito!

    willy naturlich! ultimanente faccio nevicare! chiamami la signora delle nevi col fuego! 😉

  4. Kapa ha detto:

    col…fuego?
    Ma và và và!

    😀

  5. neru ha detto:

    nuuuuu willy le mie passioni non sono mai transitorie! le mie passioni sono come il fuoco di sant’antonio…non te ne liberi mai! è la combinazione ghiaccio fuoco che spacca!

    lello aka kapa sìsì non te ne sei accoroto? ma vàvàvà 😀 ehi apropò ho voglia di mangiare mantovano! muoviti a invitarci tutti! sappi che fra un po’ la piccola dresda spetta te! ci sarà la cena di inaugurazione! prepara il regaletto vàvàvà! 😀

  6. Kapa ha detto:

    “…ho voglia di mangiare mantovano, invitaci tutti…”?
    Ma no, bella! Magari gli altri non ne hanno voglia…
    Te parti che io cucino 😀
    Però per la festa sono pronto. Quand’è ? Perchè giust’oggi ho avvisato il mio tesurìn che starei per venire. Verso fine mese, pensavo.
    Regaletto tipo grembiulino sexy? hihihihihi!
    O una bella altalena da mettere in GIARDINO?

  7. neru ha detto:

    ganzaaaaaaaaaaaaaa l’altalenaaaaa!

  8. Kapa ha detto:

    Ma non ci sta Lella! E’ più grande la mia TERRAZZAAAA!!!

  9. neru ha detto:

    ehiehiehi ho controllato sto we e… CI STAAAAAAAAAAAAAAAA!
    tiè! hai presente il gesto dell’ombrello?
    bè tienitelo stretto! 😉

  10. Kapa ha detto:

    Guarda che io ti regalo un’altalena, eh! Occho!

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