ci avete provato ma io

ci avete provato a farmi incazzare.

avete fatto passare il processo breve in senato; avete voluto riabilitare bettino craxi che se vi vedesse adesso pure lui vi sputerebbe in faccia; quello lì, l’onnipotente smentitore, ha detto mando bertolaso ad haiti come se fosse il deus ex machina, come se fosse il salvatore della patria. avete voluto chiudere il liceo serale pubblico a milano. volete controllare la rete molto più di quanto non state già facendo. lui, il mentitore di prima, parla come il papa buono ai bambini aquilani. avete candidato brunetta a sindaco di venezia -ma tanto affogherà alla prima acqua alta-; avete voluto dare borse di studio ai soli cittadini italiani dicendo che anche al festival di sanremo non sono ammessi stranieri. avete messo in banca -quella dove oggi ho passato gran parte della mattina-, in bella vista, un crocefisso così grande che dimostra solo la vostra ipocrisia. avete provato a vendermi una casa nuova con una tapparella difettosa e una macchia sul muro. dopo che me l’avete venduta, la casa ma non di certo la tapparella o la macchia, mi avete dato le chiavi sbagliate, mi avete dato le chiavi di un altro.

bravi, vi siete messi d’impegno. ce l’avete messa tutta. ma questa volta non ci sono appigli. io questa volta vi guardo e rido. io questa volta sono contenta. io questa volta sono proprietaria di una casa. è non è tanto per l’essere proprietaria che sono contenta, sinceramente non m’interessa poi tanto la proprietà. è tutto quello che mi ha portato a esserlo e tutto quello che ci sarà poi. è l’aver raggiunto un obiettivo, è averlo condiviso, è l’essermi battuta, è l’aver trovato soluzioni adeguate, è aver trovato i soldi, è aver fatto fatica, è aver coinvolto, è averci creduto fino in fondo anche quando non c’erano ragioni per farlo. è aver fatto tutto col sorriso sulla faccia alla faccia vostra.

oggi la piccola dresda, la casa che ho comprato, entra a far parte della mia vita. adesso torno da lì, fa freddino, non c’è la luce. ho sparso sul pavimento le candele, le ho accese e ho fatto un giro su me stessa. oggi non mi avrete. oggi volo leggera.

prosit.

p.s. lo so che dovrei mettere i link ma capitemi sono stracca. domani. sì dai domani.

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12 pensieri su “ci avete provato ma io

  1. Non ti nascondo che sono un pò deluso.
    Mi avevi illuso che avrei potuto sfogare tutte le mie brutte cose più represse su qualcuno. Che almeno uno l’avrei potuto incaprettare. Avevo voglia di muovere le mani e te niente, avanti a testa bassa per la tua strada, lunga, lenta ma la tua. Testona che non sei altro.
    Avremmo potuto cibarci assieme del loro cuore (?) e bere il loro sangue…
    Che delusione…
    Per fortuna a breve si farà a casa tua una bella festa dove saremo tutti ubriachi e faremo uno splendido trenino! 😉

  2. rogito ergo sum ugaglia sed felix!

    a te arki! perdona la mia latitanza ma qui è un tubillon!

    kapa come faccio a romperti i maroni se mi fai ridere? 😀
    testona sempre. è dura dura dura dura dura dura dura duracell…

  3. vah che ho pure scritto “un ora”. non sono in me kapa, o forse non lo sono mai stata come ora! è che i miei pensieri mi sfuggono kapa, come anguille. loro vanno e vanno vorticosamente.
    certo che chiamo. tu porta la trombetta e il cappellino di carta a cono.

  4. siora parona, me par belo che ‘a diga de volar come un fachiro soe candee, la xe sta brava a resister e desso ‘a gà imparar a volar. Varda cossa che fà, rivar a l’obietivo.
    Complimenti Luisi, un poca della tua felicità è arrivata qui )

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