travolta da un insolito destino nel cielo grigio di gennaio

Felicità è essere travolti e non capire più niente. Ma conservare un angolo recondito di coscienza che sia sempre vigile, che proprio per questo permetta anche alla parte intellettuale e razionale di noi di godere ogni attimo del piacere che ci investe, conservare questo angolo recondito di coscienza che assapora poco a poco il crescendo della gioia, la segue fino alle sue mete più estreme, non è forse anche questa felicità? C’è un angolo recondito che non vibra, ma che rimane testimone del godimento. È la parte di noi che ricorda e che può dire: sono stato felice e so perché. Certo che voglio perdere la testa, ma voglio cogliere il momento in cui la perdo, e spingere la conoscenza più lontano della coscienza che desiste. Bisogna essere presenti alla propria felicità.

Marcelle Sauvageot

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