l'alba dentro l'imbrunire

Home » recensioni non ragionevoli » cerco a serious man, no perditempo. sì ma che balle!

cerco a serious man, no perditempo. sì ma che balle!

e tu scrivimi se ti viene la voglia

neru.nomercy@gmail.com

oh my mood!

My Unkymood Punkymood (Unkymoods)

sveglia twittare!

fotine della neru su Flickr

c’est tout

vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 25 follower

per capirci

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Scrivo solo quando ho da scrivere e racconto se non posso farne a meno. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Marchi, immagini e contenuti citati in queste pagine sono dei rispettivi proprietari. Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

stattaccuorta

altri

Brutto. M’avevano detto che era brutto.

Il film dei fratelli Coen. A serious man.

Sono settimane che rimandiamo. Sono settimane che dobbiamo vederlo. Non era cosa. Avevo promesso a Lorenzino che l’avrei aspettato, che l’avremmo visto insieme.

Sono fatalista alle volte. Lo sono diventata. Perché più mi accanivo nel far accadere le cose che volevo o che credevo di volere, più queste non accadevano o accadevano male. E mi capitava di perdere il senso del desiderio e alcune ottime occasioni che mi si presentavano sotto il naso.

Accade poi che a volte le cose si rompono -ma qui ci vorrebbe il congiuntivo? La lingua italiana m’ammazza ogni tanto. Però è un fatto che si rompono, non una possibilità-. E quando si rompono? Ma quando si rompono davvero? In un momento loro, o quando te ne accorgi, o quando lo vedi che si sono rotte, o quando vedi che sta per accadere, oppure quando?

Cosa accade allora? Tutto è perduto? A volte l’ho creduto; nel tempo mi sono accorta di avere alcune possibilità in queste occasioni:

  1. smadonnare;
  2. arrabbiarmi con l’autore del danno;
  3. arrabbiarmi con me;
  4. dire toh;
  5. dire vaffanculo va bene, adesso?

Del fatto che le cose son cose e che si possono rompere l’ho scoperto in modo chiaro con i miei nipoti che nel giro di poco tempo erano riusciti a rompere alcuni oggetti a cui credevo di tenere, poi sono riuscita a cancellare messaggi sul cellulare a cui tenevo e che mai più torneranno. Del fatto che i rapporti umani si rompono e prendono altre pieghe me ne sono accorta quando è finita una storia importante. Mi sono accorta che si stava rompendo -o si era già rotta?- quando ho notato che la foto di noi due appesa in camera mia si stava consumando, come se fosse in dissolvenza. Pluf. Adieu.

Bene. Ma che c’azzecca con il film dei fratelli Cohen dirà il mio lettore più distratto.

Non lo so. Ci sono risposte che valgono?

Il fatto è che alla fine l’abbiamo visto.

Il film inizia con un prologo preceduto dalla citazione di Rashi [Rabbi Shlomo Yitzhaki], uno dei più famosi commentatori medioevali della Bibbia vissuto nell’XI secolo: “Ricevi con semplicità quello che ti accade“. In verità tutto il verso dice: “Non domandare del futuro, accetta invece quello che ti accade con semplicità, e tu sarai con Lui”.

Ad essere sincera le due affermazioni mi danno un senso diverso, ma si sa il cinema è il cinema così come la comunicazione è la comunicazione. Ti portano un po’ dove vogliono e tu vai un po’ dove credi di andare. Non come le emozioni, forse. Le emozioni ti portano esattamente dove vuoi tu anche se non ci volevi andare. Comunque.

Tutto l’intreccio del film si sviluppa in una serie di eventi e reazioni che non hanno un epilogo. Il prologo c’è, manca l’epilogo. Mancano le risposte alle domande. Manca la favola educativa. Manca.

E’ un film che toglie, a volte anche la speranza. Non ci sono risposte per chi le ha e per chi le cerca. Uno dei personaggi minori dice al protagonista, Larry Gopnik, in una frase fuori dal contesto e dalla logica del dialogo, “accetta il mistero“.

Ma forse il film mi è piaciuto perché le fotografie hanno le inquadrature che piacciono a me: sbilenche. La geometria del film è il triangolo. E tutti sembrano restare incastrati lì dentro. Mirabile regia.

E si sa, il triangolo ha molteplici simbologie. Non vorrei fare dell’ironia però, ché questo film m’è sembrato sincero. E si sa, sincero non vuol dire niente. E niente ti possono dire. Cineasti, amici, parenti, passanti, amori e semplici conoscenti. Per quanti consigli cerchi, per quante risposte cerchi, per quante domande giuste cerchi, per quante aspettative ti poni, per quanto credi di conoscerti, sai solo che boh . Che per quanto vuoi fare del bene, farai anche del male. Che per quanto, altro accadrà. Che la gente ti può stare accanto ma non essere risolutiva. Che tanto vale vivere finché ce n’è.

Sì a questo punto se fossi un maschio mi toccherei i gioielli.

Annunci

15 commenti

  1. Sammy ha detto:

    siamo goy non possiamo attingere dal pozzo della tradizione, comunque non mi sono annoiato perché ho aspettato fino alla fine che succedesse qualche cosa…

  2. Quadrilatero ha detto:

    Il commento di Sammy è bellissimo! Lo tumborolorolo. Quella cosa lì.

  3. willyco ha detto:

    non hai limiti nè tempi, ma non approfittarne, sfaticata 🙂

  4. Kapa ha detto:

    Lo so che solitamente il cognome ebraico Cohen è scritto con l’acca.
    Loro però si chiamano Coen e io sono un precisino.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Joel_ed_Ethan_Coen

    Io non trovo nessuno con cui andare a vedere questo film. Qui da noi, ahimè, lo humor ebraico fa storcere il naso. Non va. Non c’è niente da fare.
    O forse è questione di provincialismo e la gente preferisce “Natale a ‘staminchia” piuttosto che dover pensare a qualcosa che non sia calcio, figa, tette o risotto.
    Ci potrei andare da solo, ma questo non è bene.
    E così lo tireranno giù e io sarò triste.
    Me lo scaricherò…

    Al solito mi bevo le tue recensioni come birra fresca.
    Maledetta!!!

    • The quantum death cat ha detto:

      caro Kapa,
      non perdere mai l’occasione di vedere un film al cinema perché non trovi qualcuno con cui andare. Banalizzando, meglio soli che male accompagnati.
      … e poi vuoi mettere l’occasione di vedere un film facendoti tutte le pippe mentali che vuoi senza qualcuno che ti rompa le scatole con commenti inopportuni?

      • Kapa ha detto:

        Sicuramente hai ragione.

        L’occasione l’ho avuta la vigilia di natale.
        Solo che era la vigilia di natale… la prima della mia vita passata in completa solitudine. E senza mio figlio. In più pioveva e al cinema dovevo andarci in bici.

        Insomma… mi è venuto in mente quel verso di Guccini che dice “…come in un libro scritto male lui si era ucciso per natale…” e ho preferito restare a casa perchè mi pareva che al cinema da solo quella sera lì faceva troppo depression…

        Ecco.

  5. neru ha detto:

    signori dellagiuria ma s’è capito che l’ho trovato GENIALE? no eh? cmq sì. è bello.
    volevo dare quell’atmosfera lì. sì quella, quella che non ci capisci una beata cippalippa.

    sammy dici che non possiamo capire il film? che va capito? o meglio dici che no?

    quad non ho capito il tuo entusiasmo perché sono femmina?

    willy cioè è una recensione merdoserrima? ah no ti riferisci a quell’altra roba lì? sono già in ambasce! sallo!

    kapa c’hai ragione! e non è la prima volta che scrivo cohen, cazzo! ogni volta la stessa storia! ufffiiii. bene metto a posto.
    sappi che è sicuramente meglio vederlo sul grande schermo. regolati tu. secondo me hai solo amici di merda. no, così, per dire… 😉

    bravo death cat, è vero! il film più bello che ho visto da sola è stata l’arte del sogno di gondry, il giorno del mio compleanno alle 4 del pomeriggio. qualche anno fa invero. aaaahhhhh!

    kapa 2 il solito tragico. va là va là che saresti stato bene. mi sa che tu c’hai le menate genetiche. ti farebbe bene questo film secondo me. chissà se ti lasceresti andare o t’incazzeresti ancora di più? ma cosa si può dire a un menoso incazzoso?
    vale se dico che ti voglio bene lo stesso? 😀

    • Kapa ha detto:

      Se dico che da te vale tutto mento.
      Se dico che non sono tragico, ma un pò “giovane Werther” come vado?
      Se dico che i1 16° di ebreo che è in me prende sempre il sopravvento quando vedo i film dei CoHHHen o Woody Allen o leggo qualcosa di Moni Ovadia o Leo Rosten. O che ritrovo me stesso negli scritti di Scholem Aleichem?
      Sono queste le mie menate genetiche. Tu di che parli, stronzetta!?
      Sono menoso incazzoso preventivo quando un’amica lancia il sasso dell’ultimo dell’anno e poi nasconde la mano… 🙂

      Per il resto… vale.

  6. neru ha detto:

    kapa va bene va bene e vaffanculo. e ora veniamo a noi.

    kapaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ho visto una cosa stupenderrima sul mincio! io adoro i fiumi. e poi c’è il parco e poi c’è sta casa vecchia e poi c’è l’odore di campagna. adesso non prenderla come cosa fatta ma ci sto lavorando. cazzo se ci sto lavorando! eheheheheh. molto gasata inside! bacetti

  7. Kapa ha detto:

    Te sei l’unica persona che se anche mi manda a dar via il culo non mi vien voglia di fracassarle il naso con una testata, sallo!

    Messaggio ricevuto. Mi muovo anch’io. Passo del giaguaro. Nell’ombra.

  8. willyco ha detto:

    ma come lo intendi il proemio, per me è il vaso di pandora ed essendo il film misogino un senso alle disgrazie successive c’è.
    @kapa natale è già triste di suo, in bici da solo sotto la pioggia, se vai a vedere il film di Coen ti sembra una vaudeville. 🙂

    • The quantum death cat ha detto:

      Proemio è il nome che mi piacerebbe dare a mio figlio se volessi fargli un altro scherzetto dopo quello di averlo messo al mondo 😀 ahahahah

  9. neru ha detto:

    kapa sicuro sicuro? anche fra un po’ quando saremo tutti sul piede di guerra per il capodanno?

    willy è misogino come è normale che sia parlando di quelle cose. e infatti risposte non ci sono e futuro non c’è perché l’animo femminile manca.

    death cat a parte che sei da queste parti e non lo sapevo, io dico che hai solo paura!

    è vero willy! bello come un tango di periferia dove si parla il gergo lunfardo!

  10. The quantum death cat ha detto:

    nel breve volgere di pochi post ho ammesso di essere un gatto puzzone, bieco, cinico, sempre in ritardo, una testa di cazzo che origlia anche le conversazioni altrui in giro, più qualcos’altro che adesso non ricordo,
    e secondo te mi faccio problemi ad ammettere che ho una fifa boia? 😀

    ps.
    ma lo sai che l’ubiquità è uno dei vantaggi dell’essere quantico?

    pps
    Buon Anno nuovo a tutti!

    Schroedinger

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: