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dedicato a chi capisce quando il gioco finisce

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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per capirci

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stattaccuorta

altri

non devo niente a nessuno. forse una spiegazione sì.
forse nemmeno. a volte è proprio inutile parlare.
che poi capire è una cosa vieppiù ingenua.
anzi ho scoperto che me l’hanno data a bere per parecchio tempo. tipo che io credevo che se non sapevi spiegare allora non avevi capito e invece un tizio m’ha detto macché . m’ha detto che se sai spiegare mica è vero che hai capito. puoi spiegare e non aver capito e puoi aver capito e non saper spiegare. che poi a che serve sempre spiegare?

amico lettore, dico a te: hai capito? non importa.

forse poco importa anche di questo fatto. che quando non hai capito può succedere che capisci. come qualche sera fa. sono andata a teatro. e c’erano degli attori russi che recitavano in russo zio vanja. francamente non capivo -io il russo non lo so- ma capivo lo stesso. vabbè c’erano i sopratitoli in italiano ma dovevi essere proprio strabico per leggere e guardare la scena. perché era più bello vedere quello che accadeva e vedere come recitavano. davvero era qualcosa di fenomenale. lì, voglio dire, parlavano le emozioni e se leggevi quelle scritte che a tratti non si capivano, finivi per non capire proprio niente dell’animo umano.
o come quando i bambini parlano lingue diverse e si capiscono lo stesso, e continuano a giocare. non sempre è necessario parlare la stessa lingua. qualche volta le parole sono davvero superflue, possono fare male. le emozioni sono intese, la parola è banale, dicono quelli lì, quelli che cantano.

qualche volta ci si fa male e si usa violenza. e non è che se sei uomo o donna è diverso.
a dirla tutta sto post era nato giorni fa sotto la doccia ed era tutto diverso, pure più bello. quando hai delle cose in testa dovresti scriverle subito. per questo tengo la mia moleskine sempre a portata di penna. ma non l’ho fatto, forse perché ero sotto la doccia. poi c’ho pensato mentre camminavo e già ad ogni passo le parole cambiavano. e poi sono successe cose, si sono dette parole. e ad ogni movimento e ad ogni suono le parole cambiavano. solo le emozioni sono rimaste le stesse.
chissà dov’è ora quel post che mi piaceva. magari se n’è volato via verso i paesi più caldi, chissà.
adesso m’è rimasta sta roba e non so che farne.

dico a te amico lettore. tu capisci quando il gioco finisce? perché io no.

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15 commenti

  1. Sammy ha detto:

    Cara autrice,
    io leggo e quando capisco, capisco una cosa che ho letto io, non so se è quella che hai scritto tu. Quando non capisco, sono io che non capisco.
    Quanti post si perdono perché masticati a lungo! Talmente rimescolati che diventano come se fossero stati scritti, e molti si dimenticano.

    Rispettosi saluti

  2. fuliggians ha detto:

    ti regalerò una moleschina impermeabile!

  3. “Vedi Cara, è difficile spiegare è difficile capire, se non hai capito già”

    E:
    sono 15 anni che voglio andare a vedere Zio Vania. E… non l’ho ancora fatto…

  4. Bucky ha detto:

    a parte il fatto che dal titolo e dopo le due prime righe pensavo volessi chiudere il blog, e mi è preso un colpo. Mi è venuta in mente la scena di ghost dog dove il protagonista è con l’amico gelataio, che parla solo francese, e il gelataio continua a parlare e parlare, senza interruzioni e senza preoccuparsi che l’amico capisca quel che dice, perché in fondo non era quello il suo intento.

  5. neru ha detto:

    caro lettore, caro bambino sammy,
    tu hai perfettamente ragione. l’unica cosa che ti posso far capire è un’emozione, non un sentimento; un ragionamento, non pensiero; delle parole messe in fila ma non l’ordne che volevo io. cose così.
    è vero come se fossero stati scritti e ormai scritti non ti va più di riscriverli, o forse stanno lì come il vino; qualche volta ritornano…da dove non si sa. a me capita anche a distanza di settimane.

    cordialità.
    a presto stimato lettore sam

    fulì pure soto la doccia? e poi dove? cmq ho già il silkepil impremeabile e mi sembra già un grande passo per l’umanità, come dire…qualcosa che ci aiuta a distinguerci dalle scimmie! 😀

    cara scogliera di gucciniana poesia, come hai ragione! cara scogliera a picco sui testi russi devi andare a vedere zio vanja assolutamente. triste è triste, però si ride anche. cmq io una versione così bella come quella russa non l’ho mai vista!

    buckino tu mi dai sempre grandi soddisfazioni. kekkarinoooo, ti mancherei? davero?
    massai che è una vita ce devo vedere gost dog che quel’omone nero in copertina mi sconquiffera e non lo faccio mai? lo farò.

  6. willyco ha detto:

    Questa cosa della molechina appresso la faccio anch’io, ma non è mai la stessa cosa. Le parole scadono prima del latte, si modificano quando passano dalla testa alla mano e peggiorano col tempo finchè la magia scompare e quello che era un edificio di magnifica geometria diventa una catapecchia sbilenca. Comunque ti sei spiegata e capitoti 🙂

  7. didg ha detto:

    A me sta cosa della quadernino mette un’ansia incredibile.
    E anche se ci si perde un pensiero, ecccche problema c’è?! Relax … 🙂

    Se è importante, l’inconscio te lo ripropone sicuro. Non gli scappa niente, a lui.

    Ma forse sono io a non capire, non essendo moleskine-addicted … 😉

    Baci.

    P.S. Comunque se non si sa spiegare una cosa con semplicità, non ci sono santi, non la si possiede completamente e quindi non la si è capita sino in fondo. Sfido chiunque a convincermi del contrario. 😀

  8. Sco ha detto:

    didg, sei uomo, nevvero?

    • The quantum death cat ha detto:

      neru è in grado di capire il sesso di una persona, i suoi studi, la sua professione, le sue convinzioni politiche e religiose, probabilmente anche il nome, il colore degli occhi e dei capelli e la data di nascita dall’analisi delle lettere accentate usate nel testo. 😉

    • didg ha detto:

      Sono un uomo? E chi può dirlo … 😀
      C’è chi dice che io sia un elfo … della Terra di Mezzo, però … non quelli di natale piccoli e verdi. 😀 😀

      Ma per quale frase me lo chiedi? La prima, quella della moleskine o il PS … o tutte e tre?

      Lo devo prendere come una critica velata? 🙂
      Questa cosa mi diverte un sacco.

      Neru rispondi tu per me.

  9. Frida ha detto:

    Che dire…Neru
    a me quello che scrivi piace e credo di capire…magari non lo so spiegare,ma lo capisco.
    Lo Zio Vanja fatto dai russi poi mette sempre in subbuglio…come solo loro sanno.
    E io lo capisco anche se non ho visto il tuo stesso spettacolo e anche se fossi stata lì in platea con te,non avrei visto lo stesso Zio Vanja che hai visto tu, ma avrei capito.
    Chi diceva che ogni uomo è un punto di vista sul mondo?non mi ricordo…però tanto di cappello…

    Che la forza sia con noi…anzi… l’arte della gioia…

  10. neru ha detto:

    willy son ben contenta. la moleskina per me serve per fermare un pensiero, un’idea. poi il fatto è che scrivere è sempre diverso. mentre scrivi cambi parole, ne inventi altre, è un processo molto interessante e non è mai come lo avevi pensato.

    didg di pensieri ne perdo tanti ma ci sono cose che mi piace fermarle lì. è come fare una foto. il fatto che l’inconoscio poi lo sappia è un’altra cosa ancora perché come un gaiser ti butta fuori quello che vuole lui, come vuole lui e quando vuole lui. prendere la frase che hai scritto, solleticare l’inconscio muovendo le dita delle mani e liberare i pensieri è un’altra cosa ancora!
    il fatto è che questo post era partito come una cosa diversa poi ho incontrato questa frase di jaspers -che ti riscrivo cara la mia rompettina scientifico-pragmatic-scassaball!- 😉

    a evitare ambiguità e oscurità impiegheremo sempre l’espressione “comprendere” per la visione intuitiva dello spirito, dal di dentro. non chiameremo mai comprendere, ma “spiegare” il conoscere i nessi causali oggettivi che sono sempre visti dal di fuori. […] è dunque possibile spiegare qualcosa senza comprenderlo“. k. jaspers in psicopatologia generale

    death cat non ti va giù, eh, che ti abbia sgamato da un’accento! ahahhahahah

    scogliera a picco sulle identità altrui, raccolgo l’invito di didg e dico che lei è femmina e che femmina! ma con fare e passioni da maschio. cervello maschio, corpo da fimmena, schiavitù fimmena (ahahahah, tanto innamorata lei caruccia) ma si veste d’un male ma di un maleeee! ahahah
    la puoi vedere girovagare per la milano da bere vestita da elfa (tutto vero) con rose di pelle attaccate ai vestiti. cmq se lo può permettere perché è bella assai ma ha un caratteraccio uhhhhh.
    quindi sì né donna né uomo, elfo lei è!

    va bin didggina mia?
    scogliera a picco sulla curiosità chiedile il perché di sto nick vah. ehehheheh

    cmq neru all’inizio fu presa per maschio e pure didg…tutte strane come ammuà le amiche mie! 😀

    frida ciaoooo! avanzi ancora una mail mi sa! sìsì come se, e che -davvero- la forza sia con noi. o era lo sforzo? bah! cmq benvenuta!

    • didg ha detto:

      1. Vabbè, allora dillo prima! E’ disonesto così. In psicologia e in filosofia si sa che le parole, che usiamo tutti i giorni, si adoperano dandogli un significato preciso tutto loro. Se non lo conosci sei finito, non si capisce più nulla.
      Se non lo dici prima, si rischia di andar avanti a friggere l’aria per ore! 😉

      Sai le discussioni agguerrite che mi sono fatta col mio adorato maritozzo, per poi scoprire che stavamo dicendo la stessa cosa, ma con termini diversi. Non ho ancora capito se lo facesse apposta. 😛

      2.IO NON MI VESTO MALE!!!!!!! 😀 😀

      3. Si, va bene. Non avrei saputo renderlo meglio.

      :*

    • zunstraal ha detto:

      no al contrario,
      hai tutta la mia ammirazione 😀

  11. Sammy ha detto:

    …bambino… mi piace… ma perché?

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