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parole ma solo alla fine

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

è strano come le cose assumano un senso quando finiscono… a quel punto inizia la storia. (j.l. godard)

 

parliamo, parliamo un fiume di parole che giocano a rincorrersi, ma soltanto quando l’intonazione musicale della voce prelude al finale capiamo dove volevano portarci. viviamo la nostra vita giorno dopo giorno, alimentata da fatti sempre nuovi, ma soltanto quando il tempo concede una pausa di riflessione cogliamo il vero significato della nostra esistenza. “il senso può emergere unicamente perché le parole muoiono succedendosi le une alle altre” (g. haldas). quando l’infanzia giunge alla fine, la ricostruiamo in una storia e quando la vita arriva al tramonto, scopriamo perché abbiamo dovuto viverla.

boris cyrunik

 

raccontare storie arriva alla fine. alla fine di un pensiero, alla fine di un vissuto. per questo non riusciamo mai a raccontare mentre stiamo vivendo e ci mancano le parole.

per questo in questi giorni andrò ad intervistare degli ultra ottantenni e mi racconteranno di loro con la voglia e la paura di farlo. andrò ad intervistare anche uno zio, il fratello di mio nonno, che è stato prigioniero ad auschwitz. mi ha detto vieni a trovarmi prima che il tempo metta la parola fine all’inizio della mia storia. a dire il vero sto tergiversando, non so perché. forse perché dentro quella storia ci sono anch’io.

ma io adoro le storie. forse perché inevitabilmente iniziano dalla fine. forse perché dentro ogni fine c’è un inizio. forse perché bisogna avere coraggio. lo stesso coraggio per vedere alla fine di ogni passione, l’amore.

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13 commenti

  1. Scogliera storica ha detto:

    Mi piace in particolare lap rima citazione.

    Io una volta nella mia vita, per un esame di storia contemporanea, ho fatto interviste ad anziani sulla seconda guerra mondiale. Erano persone del mio parentado o del parentado esteso. Tra queste una delle mie nonne. Fu una bella esperienza calarsi nelle vite di queste persone e vedere com’erano contente quando parlavano di un periodo della vita in cui erano giovani, anche se si morivano di fame e correvano il rischio di morire abbastanza spesso.

    Vacci a parlare con il prozio, Vale la pena. Se potessi verrei con te 🙂

  2. The quantum death cat ha detto:

    tra il 1919 e il 1920 mio nonno venne dal paesello a milano per il servizio militare, e rimase affascinato da una cosa che non aveva mai visto: l’illuminazione elettrica.
    tornato a casa, per anni si ingegnò per cercare di far arrivare la corrente tanto che alla fine divenne l’elettricista del paese. illuminò le strade e alla fine anche le case.

    mio nonno è morto che io nascessi e queste cose me le ha raccontate ultimamente mia zia di 80 anni.
    e io penso che, caspita!, mia zia è nata in un mondo dove non c’era la corrente e adesso può pagare le bollette via internet mentre a roma impazzisce con il decoder digitale della tv che funziona male.

    penso inoltre che se mio nonno fosse partito un anno prima per il fronte invece che per milano, probabilmente non sarei mai nato, o al limite farei parte di una famiglia di bombaroli.

    S.

  3. neru ha detto:

    scogliera a picco sui racconti lontani, sì è per la prima citazione che ho scritto il post!
    che bello! che ne hai fatto poi di quei testi?

    come mi piacicono queste storie.

    death cat ho come l’impressione che saresti nato lo stesso col braccio alzato urlando io io! -ti ci rivedi eh?- 😀

  4. Kapa ha detto:

    Com’è che si fa a favvare come su féisbùc, come su flickr?

  5. Scogliera storica ha detto:

    La prof doveva fare un libro con tutte le testimonianze raccolte dagli studenti. Immagino l’abbia fatto…

    🙂

  6. fuliggians ha detto:

    tanto per fare il bastion contrario:
    le storie non iniziano dalla fine, visto che le storie non hanno una fine, semplicemente chi racconta decide dove fermarsi. La sola parola fine non denota l’effettiva fine della storia.
    E con questa massima aulicissima saluto tutto il popolo

  7. Scogliera storica ha detto:

    quando il protagonista della storia muore la storia finsice. La storia che continua è un’altra storia 🙂

  8. neru ha detto:

    kapa cazzo vor dì favare?

    scogliera a picco sui racconti inediti mai letti, e tu non hai mai visto il frutto del tuo lavoro? te ne fregò un cass?

    fulì relax! fermati e dimmi, quando pui dire ragionevolmente di essere in grado di raccontarmi una storia? sìs lo so MAI! a meno che non stiamo parlando di altre storie allora quelle te le racconti todo los dias! 😉

    scogleira a picco sui finali tragici, i casi sono:
    1. se il protagonosta muore non è sicuramente un film americano magari francese -e sì è un’altra storia quella dei film anche se sono storie e bella lì-
    2. ma che sfiga!
    3. a volte ritornano e non sai quando né da dove…

    fulì ma allora! dai dicci una storia con almeno tre protagonisti che non sia lost 😀 bè e nemmeno desperate… inzomma una storia magari non telefilmica ma scritta. e non parolo di personaggi ma di protagonista

    • Kapa ha detto:

      Ma con 2 B!!!
      Mettere il fav come la stellina di Flickr…
      Mamma mia come sei vecchia… 😉

      • neru ha detto:

        ma tipo like? mikia quando fai il giovane nn ti riknsco + ke nn so mka cme si fa a fre l giovne, puttanzza ke fatika! e po kzz me ne freg

        ma che èèèèèè???????????????? fabbare? favvare? likare? votare? ke ke ke??? kekkazz?

  9. Kapa ha detto:

    Uddio che impressione!

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