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confessioni in ritardo

e tu scrivimi se ti viene la voglia

neru.nomercy@gmail.com

oh my mood!

My Unkymood Punkymood (Unkymoods)

sveglia twittare!

fotine della neru su Flickr

c’est tout

vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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per capirci

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stattaccuorta

altri

va bene adesso lo dico.

perché sono in ritardo? talvolta. occhei, spesso.

ho paura.

se ci si domandasse per cosa, sarebbe già sbagliata la domanda.

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17 commenti

  1. crimilda ha detto:

    Troppo ermetico per capirlo 🙂

  2. gap ha detto:

    di chi?
    no, così, si va per tentativi..

  3. Kapa ha detto:

    Per evitare quelle cose lì bisognerebbe usare delle precauzioni…

  4. The quantum death cat ha detto:

    io invece sono in ritardo
    per debolezza
    o menefreghismo.

    in un modo o nell’altro non ci faccio una bella figura.

    d’altronde però i pupazzi dei test per gli scontri ci ammonivano di esser lieti perché c’è sempre chi sta peggio. 😀

    S.

  5. neru ha detto:

    anche secondo me crimilda! 😀

    oh gap di tentativi in tentativi..

    ma ce ne fosse solo uno, di ritardo! ché poi sono sempre in ritardo anche sulle cose che precedono su quei ritardi e sono pure nata in ritardo. marò una vita un destino!

    death cat secondo me nessuno ci fa una bella figura. cmq nessuno supererà mai maurinho!

  6. NightNurse ha detto:

    hai paura che ti dicano “oh ma sei in orario??che,vuoi far piovere?!?!??!”
    ihihihihihihiihiihihiihihih

  7. matteo ha detto:

    poi c’è chi ha paura di essere in ritardo…

  8. neru ha detto:

    night non vorrei addirittura far nevicare!

    uh matteo è vero! la mia amica caranza dice che quando parte calcola il tempo come se dovessero verificarsi contemporaneamente tutte le catastrofi del mondo. tipo. neve in agosto, ingorgo, ruota bucata, tacco rotto… ma così mica è vita! no?

  9. willyco ha detto:

    ritardo? aspetti ? 🙂

  10. matteo ha detto:

    beh… però magari in caso di eventi particolari non è neanche sbagliato… tipo primo giorno di lavoro, primo appuntamento, matrimonio (se sei un uomo:))

  11. neru ha detto:

    ma certo willy che t’aspetto. intanto mi metto a leggere eh?

    no matteo, non è sabagliato. però. dalla terza in quanto donna sono esentata mi pare. poi al primo appuntamento magari è bene mettere subito le cose in chiaro e al lavro beh…a volte si può anche arrivare in scivolata o sul lungo…nessuno sa in verità come ci sei arrivato…

  12. The quantum death cat ha detto:

    ecco un fulgido esempio di ritardo per debolezza.

    Stamattina dovevo partire dalla città-dove-preferisco-vivere per la città-dove-purtroppo-devo-lavorare-e-che-detesto.
    Per aumentare il tempo di permanenza nella città-dove-preferisco-vivere mi tocca partire all’alba. Prima dell’alba!!!
    Poiché nella mia personalissima classifica dei mezzi di trasporto su cui è più comodo dormire, il treno è all’ultimissimo posto (perfino dopo la metro? si, perfino dopo la metro! e la chiudo qui), volo.
    Volo low-cost e risparmio.
    Dal momento però che parto all’alba – prima dell’alba! – e non ho nessuno disposto ad accompagnarmi alla fermata del pullman per l’aeroporto low-cost, sono riuscito a farmi prestare una macchina che lascerò vicino alla metro in modo che il padrone la possa recuperare facilmente.

    Il pullman parte alle 6:45. Fosse una cosa estemporanea, una vacanza o simile, prenderei quello prima e cmq sarei li mezz’ora prima per evitare imprevisti .
    Ma ormai si tratta di routine. Repetita iuvant. Sicché ho limato i tempi all’osso. Se esco di casa alle 6:15 ho tutto il tempo di arrivare, parcheggiare e magari ci scappa anche un caffè al volo nel bar di fronte la fermata.

    Sveglia alle 5:45. Richiamo alle 6:00. Allarme per uscire di casa alle 6:14!

    Questa è la teoria … che normalmente accade, puntuale (è il caso di dirlo!)

    Ora, il mio grosso problema è che non dormo se non ho sonno, e che ho un ritmo circadiano stimato di 27 ore. Per cui è sufficiente un fine settimana per riportarmi al fuso orario di Toronto.
    Ergo sono andato a dormire alle 4:09, e non credo di essere riuscito a dormire.

    Suona la 1 sveglia, la sento – adesso mi alzo – no! ancora 5 minuti –
    “moon river, wider than a mile … ” – adoro Audrey Hepburn, ma ormai mi fa compagnia tutte le mattine da un anno a questa parte e i risvegli in genere non sono dei bei ricordi!
    “… i’m crossing you in style some day …” che è stato ??? ah si è la sveglia – ho l’aereo – che cazzo di ore sono …

    che cazzo di ore sono ???

    che cazzo di ore sono?

    6:26! (ndr. ma il grassetto come si fa???)

    oh porco! perdo il volo!!! porco!!!
    ormai non ce la faccio più! se anche ce la facessi ad arrivare – e dubito – devo parcheggiare. non ce la farò mai.
    resto, parto domani!

    6:26:21
    cazzo, però mi tocca compare un biglietto del treno. Costosissima Alta velocità del mio stivale!

    6:26:29
    ce la posso fare!

    6:29:20
    in 200 secondi sono fuori casa!
    infilo le scarpe in ascensore. sono riuscito a cambiarmi la biancheria, ma ho lasciato sul tavolo il pane, e la Nutella li a fianco, che mi ero preparato la sera prima per la colazione. E anche la cialdina di caffè che mi piace tanto. Pazienza. Merda sono in ritardo!

    6:31
    sono in macchina. imbocco l’autostrada e comincio a guidare neanche fossi Schumacher. L’unico pensiero è “cazzo! cazzo! cazzo merda sono in ritardo!”
    Il venerdì’ precedente dopo 6 anni finalmente l’azienda mi ha fatto fare la visita fiscale: per lavorare al computer non ci sono problemi, ma non ci vedo abbastanza per guidare con gli occhiali!
    Mettere le lenti a contatto è un tempo che non posso permettermi!
    140 km/h, una Ka-ccola che se la toccano rotolo, e io che non ci vedo!
    Cazzo non ce la farò mai! Merda!

    6:39
    esco dall’autostrada, entro in città. 3 minuti d’auto e 4 semafori! Cazzo!!!!

    6:43
    che culo ho trovato parcheggio. non sono sicuro che posso lasciarla qui … ma tant’è!
    chiudo la macchina vedo il pullman che carica le ultime persone.

    6:44
    100 mt. uno scatto che sembro Usain Bolt con 20 cm in meno e 20kg in più.
    MA CE LA FACCIO!!!!

    6:45
    riesco anche a salire per penultimo! e il pullman parte!

    ora ripercorro tutto a ritroso e cerco di capire dove avrei potuto perdere 3-secondi-3 per salire per ultimo.
    in un certo senso sono arrivato in anticipo:
    il pullman è strapieno! gli ultimi passeggeri devo fare il tragitto in piedi!
    L’ultimo, fortuna sua, s’è beccato il seggiolino a fianco del conducente!

    Rebus, frase: 8!
    (Q) |
    In-ku-lato!

    S.

  13. neru ha detto:

    death cat l’ho letto con la tua voce e mi sono rotolata per terra dal ridere! ma dai che noi ce la facciamo sempre ma non vinciamo mai azz!
    ma che fai adesso? proponi il rebus e la soluzione? e io che cercavo pure di risolverla mannagghiattia!

  14. The quantum death cat ha detto:

    maddai …
    chissà com’è la mia voce letta da neru!?
    io invece in un paio di punti mi sono ispirato proprio alla neru … ma tant’è!

    cmq è tutto rigorosamente vero,
    per cui ora che sono finalmente arrivato a casa
    nella città-dove-purtroppo-devo-lavorare-e-che-detesto,
    dopo 41 minuti di sonno tra le 5:45 e 6:26,
    52 minuti di volo e
    23 minuti di metropolitana,
    per un totale globale di 1h e 56 minuti di sonno,
    chiedo venia per gli eventuali errori di ortografia-grammatica-concetto

    saluto tutti,

    e nel caso non dovessimo risentirci prima,
    buona notte,
    buon giorno,
    buon pomeriggio
    e buona sera!

    S.

  15. neru ha detto:

    uh sì! se continui a scrivere ‘sti momenti ameni non solo te li pubblico ma ti costrisco un reading e sai che ne sono capace!
    ah ti sei ispirato a me! ecco perché in certi punti mi sentivo a casa. ma allora devi raccontare tutto quello che dico mentre sono alla guida verso l’appuntamento o con le prime 1.000 parole a raffica appena entro in macchina quando mi si viene a prendere! ahahahhah

  16. The quantum death cat ha detto:

    non mi tentare …
    che sul ritardo potrei scrivere dei bei tomoni:

    ho la fortuna (dipende dai punti di vista) di avere come migliore amico uno che del ritardo ha fatto una religione, uno stile di vita, una filosofia comportamentale. E non se ne rende neanche conto!

    Ora, se volessi essere barocco o futurista o prosaico quale io sono, potrei dire che “i suoi ritardi si misurano in eoni”, “le ere geologiche sono niente in suo confronto”, e che “se lui fosse Dio, il sesto giorno sarebbe arrivato qualche miliardo di anni più in la e che la razza umana si sarebbe comunque estinta con Adamo morto di seghe!”.

    Ma non lo farò! (bastardo che sono … l’ho già fatto!)

    C’è da aggiungere che la percezione del ritardo dipende molto dalla cultura da cui proveniamo:
    per i cinesi, dove la concezione del tempo è circolare, il ritardo non esiste, è solo una coincidenza dove lo Ying e lo Yang non si sono fusi e cazzate del genere.
    D’altro canto, se per un italiano è normale arrivare 15 minuti in ritardo, e 30 minuti sono anche tollerati, provate a fare la stessa cosa con una tedesca che quando dà una festa in casa ti dice di arrivare alle 18:43 per salutarti e farti appendere la giacca, dal momento che alle 18:40 arrivano Theresa e Timo, mentre alle 18:45 è la volta di Katryn, e vedrete se andrete più ad una festa di ex-studenti di architettura a Stuttgart!

    Ora, il fatto che il mio amico M. sia cresciuto fino ai 20 anni in Africa, forse avrebbe dovuto far suonare un campanello d’allarme. Ma questo l’ho saputo solo dopo averlo conosciuto mentre lo aspettavo per il cambio di turno il 1o giorno di servizio civile!
    Fortuna che c’eravamo noi altri, altrimenti Angelone sarebbe ancora a mollo nella piscina aspettando di essere tirato fuori dopo la fisioterapia. E sono passati solo 10 anni da quei giorni.

    Bei ricordi!
    Bello il periodo del servizio civile: eravamo 5 e siamo tuttora amici. Nonostante le lontananze, nonostante i ritardi.
    Il fatto che ci fosse M. durante il servizio civile è stata anche la mia salvezza!
    Io che sono sempre puntualmente in ritardo di un quarto d’ora.
    Io, cui gli appuntamenti venivano dati sempre con mezz’ora d’anticipo, e che quella volta che dovevamo andare in gita al mare e arrivai puntuale me stavo per tornare a casa pensando di essere in ritardo.
    Io, che mi sono laureato 2 anni dopo il preventivato perché sono arrivato 15 minuti dopo che l’ultimo scritto era cominciato, e dopo mi sono lussato la spalla, e dopo sono stato mollato, e dopo non avevo voglia, e dopo non ero più preparato, e dopo … e che palle!
    Bene, durante il servizio civile nessuno si è mai accorto di nulla!

    Ma questo non rende di certo l’idea. Bisogna viverle certe situazioni per capirle:

    ore18:00
    drriiiin
    M – Ciao gay come stai?
    IO – tutto ok finocchione, che mi dici?
    M – senti che ne dici di un aperitivo alle sette? andiamo al … (ndr. M. conosce tutti i posti più fichi per fare l’aperitivo) ci sono X Y Z e qlc loro amica
    IO – ma si dai! sono senza macchina, passi a prendermi?
    M – ok, sono li alle 18:45

    ore 19

    ore 19:15
    IO – e quindi? ma ti sei stai ancora infilando le scarpe? (ndr. mettere le scarpe per M. è un operazione che può comportare almeno mezz’ora, e poi si deve necessariamente lavare le mani)
    M – eh beh no, beh si … faccio una doccia e arrivo!
    IO – una doccia??? ma lo sai che prima di un’ora non ce la fai
    M – si, non ti preoccupare tanto gli altri arrivano dopo …

    ore 20:00
    IO – e quindi?
    M. – ho parlato al telefono con X, non andiamo più al K andiamo al T
    IO – si, non mi interessa! hai fatto la doccia?
    M. – non la faccio più, un quarto d’ora e sono da te

    ore 21:00
    IO – and so? and then? … e quindi? un quarto d’ora e’ passato da 3 quarti d’ora!
    M. – si scusa, ero al telefono con una mia amica. mi ha invitato ad una festa. andiamo a casa sua.
    IO – quindi niente più T?
    M. – no, no, mi raccomando vestiti bene e non farmi fare figure di merda al tuo solito (ndr. bisogna dire che M. ha un certo stile e portamento)
    IO – ok non ti preoccupare. cmq. posto che l’ape è saltato, mi sa tanto che non si cena dalla tua amica.
    M. – si, no, si, si, si mangia, mi ha detto che ha preparato un sacco di cose a buffet
    IO – ok
    M. – mi metto le scarpe e arrivo. (ndr. … e io so che passerà almeno mezz’ora)

    ore 22:00
    M. – hey gay sei pronto?
    IO – è dalle sette che sono pronto!!!! dove minchia sei?
    M. – a casa. Senti ha richiamato la mia amica – boh non so, non ho mica capito, e successo qlcsa, ha il gomito che fa contatto con il ginocchio o qcsa del genere, fatto sta che la festa è saltata.
    IO – e ti pareva! bel sabato sera.
    M. – non ti preoccupare adesso faccio un paio di telefonate e ti passo a prendere e andiamo da qlc parte! (ndr. M. ha una rete di conoscenze da far invidia ad un PR)
    IO – fai tu, tanto senza macchina stasera non mi muovo di casa.

    ore 23:00
    IO – e quindi?
    M. – e quindi? scusa sono al telefono ti richiamo tra 5 minuti (ndr. M. oltre ad avere un sacco di amiche, e adora parlare al telefono)

    ore 24:00
    M. – e quindi? sapevo che eri sveglio!
    IO – lasciamo perdere i 5 minuti! è passata un’ora!
    M – si scusa, è che L si è mollata con il tipo e mi raccontava … senti ho parlato con Y, c’è una festa in centro, conosco il PR, entriamo gratis!
    IO – hhmm, io mi sarei rotto un po’ le palle devo dire, quasi quasi me ne vado a letto!
    M – ma non fare il vecchio! tanto lo sai che non dormo (ndr. in effetti ha ragione! guarda a che ora scrivo queste cose)
    IO – vabbe’ va

    ore 01:00
    IO – e quindi? cioè voglio dire ma ti rendi conto che è l’una!!!!
    M. – senti ha chiamato Ma. (ndr. una sua ex, che all’epoca si era trasferita e sposata con figlio in arrivo), m’ha fatto una pippa tanta a raccontarmi i cazzi suoi (ndr. non si può certo negare che M. non sia paziente)
    IO – si ho capito! non me ne frega una beneamata cippa! le rispondevi “si ho capito, scusa ma adesso non posso, mi aspettano, ti richiamo domani!” (!) e che cazzo! cazzo!!!
    M. su dai non fare così, anche tu quando chiamava T. stavi le ore al telefono!
    IO – si, ma quando stavo le ore al telefono non avevo nessuno che mi aspettava per un qls cazzo di motivo!
    M. – e quanto sei intollerante!
    IO – no! è che tu non ti rendi conto che è l’una passata e dovevamo uscire alle sette!!!!
    M. – eh si, mi dispiace, ma è andata così che ci vuoi fare?
    IO – M. … mmavvafanculo!!!! (ndr. ora neru, se riesci a rifare nicola savino che imita bisteccone hai capito il tono!)
    M. – vabbe’ va, quasi me lo merito. (ndr. posto che è tutto vero, ho paura che una simile ammissione M. non l’abbia mai fatta. Ma capitemi … esigenze di dramatization)
    IO – vabbe’, senti io me ne vado a dormire, ci sentiamo domani
    M. – senti, magari chiamo …
    IO – no, no, non hai capito, non mi interessa, vado a dormire
    M. – ok, … notte allora!
    IO – notte

    ore 02:00
    M. – e quindi? eeeehhh lo sapevo che vampiro come te non dormiva!
    IO – lasciamo perdere, stavo rispondendo ad una mail …
    M. – seeee, seeee, so io che stavi facendo su internet … vecchio porco!
    IO – non fare il CRETINO!, cretino, … piuttosto dimmi che c’è ancora
    M. – senti mi ha chiamato J.,
    IO – è in Italia?
    M. – si è appena rientrato da B., mi ha detto che ci sono dei suoi amici che suonano in un posto. Io tra 10 minuti esco. Se ti va passo a prenderti.
    IO – hhhmmm, è un po’ che non vedo J. anche se a dire il vero non è propriamente nella top-ten dei miei amici … cmq, al solito non ho sonno … hhhmm vabbe’ va!
    M. – vestiti bene, che il locale è abbastanza fichetto!
    IO – ok non c’è problema.

    ore 03:00
    IO – senti!
    M. – ciao, st…
    IO. – non lo voglio sapere! non mi interessa! dove minchia dello zio tano sei???
    M. – hey, sono sotto casa tua!
    IO – senti, non mi prendere per il culo: dal balcone si vede che non ci sei …
    M. – sono in macchina, sto arrivando (ndr. in effetti in sottofondo di motore in movimento)
    IO – senti, ti conosco, sei appena partito! non stare a coglionarmi
    M. – comincia a scendere che arrivo (ndr. fortunatamente M. abita a 200 mt in linea d’aria da me)

    ore 03:15
    M. – ce ne hai messo di tempo per scendere!
    IO – … grrrrr … (ndr. ora neru prova a voltarti lentamente verso il pilota che fulminalo con lo sguardo)
    M. – cmq si, non male, vedo che quando ti ci metti riesci a vestirti decentemente.
    IO – grrrr
    M. – dai sali, che J. ci aspetta in piazza V
    IO. – grrrr … senti, non so perché ma sono nervoso, dammi una sigaretta! (ndr. all’epoca fumavo una sigaretta la settimana il sabato sera!)
    M. – non te l’ho detto? ho smesso!
    IO – M. … mmavvaffanculo! (ndr. come sopra)

    ore 03:45
    IO – ma sei sicuro che abbia detto qui?
    M. – si, si, non ti preoccupare adesso arriva
    IO – sarà! … io non mi preoccupo, tanto ormai … solo che sono solo le quattro-meno-un-quarto! che vuoi che sia!
    M. – arriva arriva.

    ore 03:50
    J arriva … 10 minuti di cazzeggio e convenevoli
    J. – dai seguitemi che andiamo!

    ore 04:20
    IO – ma dove cazzo stiamo andando?
    M. – boh … J. ha detto di seguirlo
    IO – si l’ho sentito, solo ho appena visto un cartello con su scritto casa-di-dio-2-km. Ma almeno conosci il nome del posto.
    M. – no, al telefono mi ha detto che il posto è nuovo
    IO – sarà ma qui vedo solo vecchie fabbriche dismesse!
    M. – toh guarda quante macchine e quanta gente sta andando da quella parte!
    IO – si vedo vedo … c’è qlcsa che non mi sconfiffera troppo però … boh

    ore 04:30
    J. – eccoci arrivati!
    M. – J. dove cazzo siamo?
    J. – la nuova sede del Leoncavallo! c’è un rave che dura 3 giorni!
    IO – cioè M. fammi capire … siamo tutti e due vestiti come pinguini che se ci presentiamo di fronte alla Scala fanno entrare noi e rimbalzano Abbado, e TU! mi hai portato ad un cazzo di rave in un centro sociale alle 4 e mezzo del mattino!!!!
    MA TI RENDI COOOOONTOOO!!!!
    LE QUATTRO E TRENTA!!!!
    IL PINGUINO!!!!
    IL RAVE!!!
    MA TI RENDI COOOOONTOO!!!!
    TI STRACAZZO RENDI CONTO DI CHE CAZZO ABBIAMO FATTO!!!!
    DOVEVAMO USCIRE ALLE SETTE PER UN APERITIVO E SIAMO FINITI ALLE QUATTRO E MEZZA VESTITI COME PINGUINI AD UN RAVE IN UNA FABBRICA ABBANDONATA!!!!!

    e fu così che tornai a casa alle 6 e mezza distrutto come poche altre volte. date le scarpe non aveva neanche troppo senso ballare, per cui dal momento che che J. era pieno di fumo, mi sono spippato l’impossibile per oltre un’ora.

    ora, nonostante possa rassicurarvi che è tutto vero, che è accaduto tutto quello che ho raccontato, se non conoscete M. vi risulterà difficile crederci.
    Neru, invece lo conosce, e anche se probabilmente non ha mai sentito questo aneddoto di qualche anno fa, credo non farà fatica a crederci e confermarlo.

    in the meantime M. ha trovato la ragazza. Un’americana in Italia, una santa!
    Deve essere proprio innamorata!
    e lui spero stia cominciando a capirlo dal momento che ancora non ho capito come abbia fatto a sopravvivere a quella volta che in vacanza a casa dei genitori di lei in Florida, M. si è offerto di preparare una cena italiana per tutti per le 17:00(!!!), e il padre di lei è molto abitudinario. E sottolineo MOLTO ABITUDINARIO, … e in america tutti hanno il diritto di detenere un’arma!

    S.

    ps.
    neru basta … sul Ritardo abbiamo dato,
    posso coprirti con una valanga di storie come questa … ma lasciamo perdere

  17. neru ha detto:

    te me fai murì! m è sempre così. però alcune cose:
    1. dobbiamo smetterla di fare certi orari…stiamo invecchiando
    2. ti credo, non ho mai vist nessuno peggio di m.
    3. m. conosce il mondo e lo scorso anno m’ha organizzato pure la cena per il mio compleanno
    4. m. è uno stronzo quando dice ti porto in un bel posto non è caro, finisce sempre che devi lasciare un assegno
    5. non ha la stessa pazienza che abbiamo noi. ti ricordi quante volte mi ha chiamato quando vi dovevo raggiungere al giappo? e io a dirgli ma sei già lì??? ma vaaaa
    6. la sua fidanzata è una santa davvero…non so come faccia

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