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scusa con che scusa festeggi la letteratura?

e tu scrivimi se ti viene la voglia

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c’est tout

vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

Allora da queste parti tutto bene? Io bene, grazie. Qualcuno credeva che mi stessi suicidando? Naaaah.

Ero a Mantova al Festival della letteratura. A dire il vero non ho capito bene cosa vuole dire. Cioè cosa vuol dire festivaldellaletteratura. Sì, tutto attaccato; un evento unico. Quello che ho capito io è che: non si fa letteratura, non la si celebra, non è l’occasione per farla. Secondo me si mette in moto l’economia, magari le possibilità, ci s’incontra, non a metà, non si sa bene dove, di sicuro da qualche parte.

Succede che si parla, si vede, si ascolta ma anche no; si fanno cose. C’è un’ampia gamma di genere letterario, genere curiosibus, e del genere “ti presento”.

Certo potremmo anche chiamarlo festival delle autocelebrazioni che andrebbe bene lo stesso, però è bello. Bella l’atmosfera, bella la cornice. Belle anche alcune cose dette, alcune cose lasciate là. Bello.

Due cose due, che ho sentito.

Uno. “Cattivi libri fanno buoni film, buoni libri fanno cattivi film”.

L’ha detto Anne Fine per dire che il suo libro è bello perché parla di emozioni vere, reali o realistiche chissà, mentre la trasposizione filmica del libro -che risponde al nome di Mrs. Doubtfire– è un brutto film perché non è credibile, almeno nella caratterizzazione dei personaggi.

Ora a me quel film è piaciuto, e lei con quel film ha guadagnato un bel po’. Come giustamente ha detto il paguro romano che l’intervistava -ne dovrò parlare ché mi stava sul culo ma lo sto rivalutando, un poco, solo un poco-, insomma ha detto che intanto lei c’ha comprato la casa.

Due. “Preferisco l’emozione alla parola”.

Parola di Donato Carrisi dalla postazione di RaiRadio3 durante il programma Fahrenheit.

Ora, io, Donato Carrisi non me l’ero mai filato di striscio, anche se ha vinto il premio Bancarella2009. Se fossi una rocker direi che sui premi ci scatarro su, e siccome non lo sono, dico che non m’interessano molto quelle kermesse letterarie create per far girare l’economia, dare una nuova spinta alle case editrici o ai manager che ci sanno fare o. Insomma non me lo consideravo per il minimo questo Carrisi, finché ho letto la recensione dello scorfano -che non linko perché sennò il mio blog sarebbe un linkaggio unico al suo e non va bene, no-. Lo dico subito: lo scorfano non ne aveva parlato in modo lusinghiero. In due parole, se non ho capito male, lo definiva un libro da passeggio, cioè uno di quei libri con cui ci passi il tempo senza impegno.

Insomma sono lì alla postazione di RaiRadio3, accanto ho Piero Dorfles in forma smagliante, intanto Jules coglie l’occasione per dirgli “lei mi dà sempre qualcosa”, e mentre un sorriso scoppia sulla mia faccia mi accorgo che seduto a parlare dai microfoni c’è lui, Donato Carrisi. Simpatico. Simpatico è simpatico.

Poi dice la frase che ho riportato sopra e capisco che non leggerò mai un suo libro e che sono stufa che ci siano più scrittori che lettori, e che la gente vuole emozioni emozioni emozioni come se la vita non fosse già di suo emozionante e fantasiosa -e cosa ci posso fare io se siete già morti prima di essere nati?- e che sono stanca che la sceneggiatura si intrometta nella letteratura, che a me i film piacciono e anche i libri, e una cosa è fare lo scrittore e un’altra lo sceneggiatore e non mi confondere la poesia di un film con la poesia di un libro; e se non hai tempo per fermarti a capire, la maggior parte del tempo, è perché non lo trovi. Gesù!

Quello che voglio dire è che un libro è un libro, una sceneggiatura è una sceneggiatura, un blog è un blog. E non è un piccolo particolare. Nel primo dovrebbe predominare la parola, nel secondo l’emozione, nell’altro fatti tuoi. Fermi! Lo so, anche tantissime altre cose dovrebbero stare sia nel libro sia nella sceneggiatura, per carità. Ma è mai possibile che ormai un libro si giudica dall’emozione che lascia al lettore? E’ mai possibile che non ci sia soluzione di continuità fra un libro e una sceneggiatura? E’ vero che ormai il lettore è un lettore da passeggio? Naaaah.

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16 commenti

  1. lo scorfano ha detto:

    A parte che non mi linki solo perché sei cattiva… A parte questo, condivido. Non ho sentito mai parlare Carrisi; ma la frase che pronuncia va bene proprio soltanto per chi non abbia nessuna intenzione di scrivere un libro.

  2. lo scorfano ha detto:

    Non sei cattiva, era uno scherzo… 😉

  3. eh, ho appena visto la tua mail di ehm un po’ di tempo fa.
    Mi dispaice… non aprivo quell’indirizzo da un po’…
    potevi avvertirmi sul blog non avendo avuto risposta…

    Scusa 😦

  4. neru ha detto:

    lo scorfano -che poi devo scriverlo tutto attaccato, staccato, posso omettere lo, posso scrivere oh scorfano?- carissimo:
    1. non sono cattiva è che mi disegnano così -cit.-
    2. non fare il piacione, non ti linko cmq 😉
    3. che tu mi legga mi mette in ansia, lo sai sì? che io c’ho da scrivere -cioè da imparare a scrivere- in un certo modo di certe cose e pensare che lo zoom dalla penna rossa non si può -non si possa? aiutoooo- eludere mi fa venire la tachicardia. ma poi mi libero eh! come quando diventi grande, come quando sorridi se i tuoi genitori ti riprendono. vah che mi fai del bene vah! 😀
    p.s. no dai non sei vecchio no, non volevo dire che potresti essere mio padre. vah che ho un fratello più grande di te. non ho fatto gaffe eh?

    scogliera su quale bolg? mio o tuo? è che mi pareva brutto! insomma mica puoi rompere gli zebedei alle persone. vah che non ho risposto alla virgh. dai email in arrivo per la sco e la virgh. ragazze non tutto è perduto! la neru c’ha un cilindro sotto il braccio e un coniglio in mano.

  5. Sammy ha detto:

    non so, forse gli scrittori non andrebbero mai incontrati, ti immagini se avessi scovato per tempo Bukowski e gli avessi detto “ti va una birra?” e lui “no grazie”.

    ok, a parte un amico che ha scritto il libro bellissimo e non lo ha ancora pubblicato 😉 (questa frase criptica è meglio delle minacce di Feltri)

  6. willyco ha detto:

    perdo i commenti, è la 3 volta, le pennette sono fetide in treno,riassumo: per me la parola scritta in un libro è un’emozione rivolta a me, che non pretende di diventare moda, casomai di rovesciare il mondo e soprattutto di restare. Un film è altra cosa, nasce per essere collettivo,conosce i suoi limiti ed obbiettivi e non mi chiederà mai, come l’autore di un libro di essere partecipe allo sbrogliamento del groppo che ha in testa. quindi un libro è uno scontro fisico se non mi prende per i fondelli, e io accetto la fatica. Mi incuriosisce la Neru corazzata potemkin che si aggira tra capannelli di curiosi di facce scriventi e postazioni. 🙂

  7. willyco ha detto:

    la definizione dell’andar critico è bisciando sicuri della corazza. Persa anche questa 🙂

  8. gap ha detto:

    mi piace la tua verve critica.
    ché mi ha fatto venir voglia di mettermi a studiare.

  9. Bucky ha detto:

    Io quoto sammy.
    Anche secondo me scrittori e lettori dovrebbero vivere in epoche diverse, o pianeti diversi, o comunque non dovrebbero mai incontrarsi.
    E se poi uno è lettore di sé stesso che sia almeno un po’ schizofrenico, ecco.

  10. Kapa ha detto:

    E io dissento invece. Perchè al Festivaletteratura avviene l’esatto contrario: il lettore incontra il suo autore “preferire”. Lo può ascoltare, vede come si muove, può interagire con lui anche , a volte, parlandogli direttamente. E per me è una cosa bella ed emozionante.
    Anzi, non per me… lo è davvero. Lo si chieda alla Padrona di Casa quì o alla sua amica Jules.
    Io lo confermo perchè è capitato anche a me.
    Poi qualche bullo c’è e, se non traspare dai libri, è divertente scoprirlo quando apre bocca.

  11. Bucky ha detto:

    io sono andato a diversi incontri con i lettori, e alcune volte la delusione è stata troppa. Da allora preferisco tenere le distanze.

  12. neru ha detto:

    mah non sono molto d’accordo. con nessuno.
    tipo che mi viene in mente calvino, tanto per cambiare. anche lui diceva che gli autori non si dovrebbero incontrare mai. non per altro, per i nostri pregiudizi. ché quando leggi fai conoscenza con la storia, i personaggi e tu pensi di aver capito tutto dell’autore. allora vorresti incontrare lui per incontrare quel libro lì. ma un libro è un libro e non è l’autore, che è una persona e vive come tutti gli umani vivono. lo stesso vale per gli attori e i film -caro willy-.
    è diverso quando li incontri per lavoro, e quando parli di parole, di caratterizzazione dei personaggi e tutte quelle cose che riguardano l’arte e non la persona.

    non ho dato un giudizio su donato carrisi che può essere anche la persona più meravigliosa del mondo. dico solo che ha detto una vaccata. e che se è vero quello che ha detto, la sua scrittura non m’interessa.

    so che se un autore mi affascina tanto da dire involontariamente che uomo meraviglioso / donna meravigiosa, allora no, non lo voglio conoscere fino a quando non mi passa e comincia a interessarmi solo quello che scrive e come lo scrive.

    è che vorremmo dei supereroi e invece sono solo uomini quotidiani. oh secondo me.

    con questo credo di aver risposto a tutti.

    a parte che quoto le minacce di sammy. quel nostro amico che deve pubblicare è tanto braverrimo e noi crediamo in lui. sìssì.

    @gap: studiare che?

    vabbè dai poi vi parlo della herta muller, di paolo giordano, del presentatore pirla e del girare per scrittori. ah e vi parlo anche di quello che non mi piace penniente, detto anche servegnini, a cui vorrei dire. ah servegnì ma che te la tiri affare? eh?

    @sammy: mi dirai quando coronerai il tuo sogno caro mio! eheheh!

  13. Kapa ha detto:

    NerùNerùNerù! C’è Severgniniiii!!! 😉

    http://www.beppesevergnini.com/

  14. neru ha detto:

    una parola: fanculo vah! vabbè due.
    e perché sei tu ci aggiungo un sorriso. 😉

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