La Cecenia non è così lontana

Caro lettore,

a Groznyj un uomo vagava con la sua balalaica. La guerra gli aveva preso tutto e soltanto la musica lo teneva legato alla vita. A volte veniva a suonare sotto la mia finestra e raccontava che un tempo aveva attraversato la Russia, l’Europa, il mondo intero con il suo strumento. Le sue strane avventure terminavano tutte allo stesso modo: <<Ma dopo, la guerra…>>.

Un giorno arrivò nel cortile del mio caseggiato, con le braccia ciondoloni, vuote e inutili, senza musica. I soldati avevano rubato il suo ultimo bene. Con un’amica ho raccolto dei soldi, poi tutte e due siamo andate al mercato a comprare una balalaica. Sulla strada del ritorno abbiamo notato una decina di soldati armati e un gruppetto di civili. Il musicista giaceva a terra, il corpo crivellato di pallottole. Era stato ucciso, insieme a otto giovani del quartiere, nel corso di un’<<operazione di pulizia>>. L’indomani, la televisione di Mosca annunciava con orgoglio l’eliminazione di nove terroristi.

Ecco cos’è Groznyj oggi, un caos di morti e di menzogne dove delle ombre umane lottano per sopravvivere. Questo libro non aspira a demolire la propaganda o a spiegare un conflitto vecchio di tre secoli. È la storia semplice di una ragazza, uno specchio che scorre lungo le strade sconvolte della mia cara Cecenia.

***

Le parole che avete letto appartengono all’introduzione di questo libro:

Teroleva Milana, Ho danzato sulle rovine, Ed. Corbaccio 2006, € 14,00

***

È il prossimo libro che leggerò. Lo farò stanotte.

Si legge in fretta. Non ha ambizioni di bella scrittura o di dare il senso delle cose. Credo voglia restituire il senso alle cose. Racconta la vita semplice quando è drammatica, e lo fa in modo semplice per restituire tutta la drammaticità della vita reale.

Sì vabbè, lo ammetto, ho già letto un po’ di straforo. Non domino la mia curiosità alle volte. No, dico, in fondo è praradossale parlarne prima di aver letto tutto il libro. E’ che mi riesce meglio, come con le persone.

Pare sia meglio quando si hanno ancora pochi elementi. Poi, dopo, ti pare di banalizzare. Poi, dopo, è tutto in divenire. Perché il libro col tempo cambia, come le persone. Cioè noi cambiamo, ma è bello vederlo riflesso. Vedere come cambiamo nelle pagine di un libro o negli occhi di chi ci sta accanto o attravero la cornetta del telefono . E’ che a quel punto non puoi più dire senza dirti. E allora è tutto diverso. Occhei, dai, la smetto qui. Ciao, vado a leggere.

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2 pensieri su “La Cecenia non è così lontana

  1. Fì se ti leggo volentieri Neru.
    Tutta quest’ultima cosa poi… Bella. Non ho altro da dire. Bella.
    Una cosa si. Ti darei un bacio solo perchè hai scritto “cornetta” del telefono…
    😉

  2. ahahah! grazie kapa. stai buono vah.
    ma lo sai che ho pensato “come sono demodè, dai neru mettici un bel cellulare”. e poi ho detto, ça va sans dire, fanculo al cellulare! 😉

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