Sintonizzarsi

Li guardavo parlarsi addosso.

Lo vedevo inascoltato; con gli occhi mi disse che sì, lo sapeva. Non ti preoccupare, sembrava rassicurarmi con quello sguardo di chi sa vedere dietro le spalle. Dissi solo, perché?

Mi rispose che non ascoltare è non dare alle persone il diritto di esprimersi.

Leggevo un libro di Concita De Gregorio. Toccante, il libro. Semplice e dissacrante. Sulle donne, sulla maternità, su quello che diamo per scontato e non lo è. Diceva che mettersi in ascolto significa identificarsi, vestire i panni dell’altro, immaginare il suo punto di vista. Viviamo in un mondo sordomuto di vite blindate, dove ogni incontro ha il sapore di un miracolo. Negli anni, mesi o istanti in cui vive, l’incontro si alimenta di questa comunicazione. Non di parole, non è quello: vive di sintonia.

Ma cosa vuoi dire ad un mondo dove vige il divide et impera?

In fondo chi è al potere non è nemmeno tanto originale.

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5 pensieri su “Sintonizzarsi

  1. però qualcuno deve pur esercitare il potere. tutti brutti allora? in ogni tempo?
    pure tu che hai il potere di una classe, in quel momento sei brutto? ah già sei lo scorfano! a volte proprio non metto in moto il cevello!

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