non di soli ricordi vive l’uomo

nelle storie non è la morale che importa ma lo specchio, l’innocenza di forme incompiute in uno specchio, e di volta in volta, non il vedersi invecchiati ma cresciuti.

è più struggente ricordare una storia o leggersela o viversela? irena conti scrive che i ricordi sono i ladri del tempo presente.

è che ci sono e non ci sono, domandandomi dov’ero e dove vorrei essere.

finisce sempre che sono le coordinate a fare la differenza, non credo la sostanza. le coordinate del ricordo ci spostano su un tempo letterario, perché il ricordo non è mai esatto e non è mai presente.

tuttavia, forse, evocare non ci distoglie dalla meraviglia che potremmo trovare nel tempo presente? io credo che i ricordi siano buoni quando mi aiutano a vedere. sì ma a vedere cosa?

c’è anche un altro modo di evocare, riguarda la memoria. anche se ricordo e memoria sembrano tutt’uno, forse non è vero perché la memoria è intatta, è nostra e al tempo stesso, a volte, collettiva, è struttura portante.

forse ognuno di noi ha un posto dove la memoria si esprime.

io invece ho un luogo dove esiste solo il tempo presente ed è una strada che passa in mezzo a due campi di terra, ora verdi, ora marroni, ora bianchi. lì non c’è passato, non c’è futuro, c’è il tempo immobile del presente. il resto è il tempo lento di memoria passata e futura.

stavo sfogliando un libretto di un certo jaroslaw iwaszkiewicz, e mi sono accorta che i giardini sono luoghi di meraviglia dove si coltiva la memoria.

c’ho pensato oggi a queste banalità, mentre lo sguardo scorreva fra le righe. leggevo che i poeti d’una volta erano felici perché non vedevano un albero solo. vedevano moltitudini di alberi, che nulla minacciava; vedevano foreste, vedevano giardini. forse fra breve non ci saranno più giardini. le immense distese della terra verranno ricoperte di serre dalle luci morte e di fiori che, come tutte le altre cose, saranno frutto della produzione organizzata; niente d’improvvisato, nessuno elemento di sorpresa.

poi ho pensato si vabbè la sorpresa è anche uno stato personale. ma poi ho anche capito che questo non è proprio un post estivo. devo aver fame.

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9 pensieri su “non di soli ricordi vive l’uomo

  1. Sdrammatizzo il post (molto bello), scusa se mi permetto. Ho questa immagine. I poeti di una volta avevano tanti alberi, poi arrivava qualcuno con l’armatura e trallalà passando, via la testa. Tipo highlander. Sarà il caldo? l’ora?

  2. crimilda mi hai ricordato una canzone di de andrè!
    ma che ci fai in piedi alle sei e mezzo del mattino? che accade?
    dai che evabbuò col suo attila e gengis khan ti ha influenzato un po’! 😉

    sammy quell’immagine del richiamo di spalle è bellissimo!

  3. parentesi di serietà a proposito dei ricordi:

    ho appena visto, ma solo dopo averlo scaricato,
    un bellissimo film incentrato sulla Memoria da non dimenticare:

    KATYN

    se potete guardatelo
    e spargete la voce.

    indipendentemente da quali possano essere le vostre opinioni storiche o politiche,
    non è giusto che un film del genere passi inosservato

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