le parole di davide e la presunzione di golia

ho scoperto la rivista internazionale anni fa grazie a un amico che stimo. il direttore di questa testata si chiama giovanni de mauro e ha fondato il settimanale quando aveva ventotto anni. ora ne ha quarantaquattro. se io fossi un maschio e mi piacesse la scrittura, aspirerei a scrivere un editoriale come il suo. l’editoriale si chiama la settimana e solitamente è un piacere leggerlo, per le cose che dice e per come le scrive.

internazionale fondamentalmente pubblica articoli della stampa straniera tradotti in italiano.

non sempre compro internazionale. costicchia e non sempre avrei il tempo di leggerlo. a volte lo rubo a chi so che ce l’ha. comunque, lo compro quando so che posso dedicagli attenzione. come questa settimana. l’ho comprato e l’ho letto tutto. poi ho deciso di trascrivere uno degli editoriali tradotto da non ho capito chi. mi ha colpito talmente tanto che ho deciso di fare la fatica di trascriverlo e beccarmi una sgridata dalla rivista, ché magari non si può.

il fatto è che questo editoriale è uno degli ultimi articoli scritti da natalia estemirova per la novaja gazeta russa. la estemirova è stata un’attivista per i diritti umani, una giornalista e un’insegnante. nata il 28 febbraio 1959, è morta il 19 luglio scorso. stiamo parlando di poco più di una settimana fa. non è morta nel suo letto, né in un ospedale.

l’articolo è sotto, per sapere di più sul conto della estemirova: qui e qui.

stanislav markelov è stato ucciso il 19 gennaio 2009 a mosca. non riesco a crederci. era un uomo alto allegro, deciso inquieto e coraggioso. era venuto per la prima volta a grozny insieme ad anna politkovskaja come avvocato di astemir murdalov, un abitante della capitale cecena.

il figlio di murdalov, zelimhan, era stato portato nel 2001 in un commissariato di grozny e poi era scomparso. si è arrivati a un processo solo alla fine del 2003, grazie agli enormi sforzi di anna politkovskaja. davanti al giudice è comparso solo uno dei criminali, sergej lapin. il processo è finito nel 2005. il fatto che lapin sia stato condannato lo si deve alla tenacia di merkelov, non certo al pubblico ministero, che a volte sembrava un avvocato della difesa.

è stato uno dei pochissimi casi in cui un assassino è finito in prigione per un crimine commesso in cecenia. migliaia di altri boia, che uccidono nel nome dello stato, sono liberi grazie alla polizia, che da anni non riesce neanche a interrogare i criminali in divisa, e ai giudici, secondo cui questi criminali possono aspettare la sentenza in libertà.

l’avvocato markelov viveva senza preoccuparsi della sua sicurezza. si buttava a capofitto anche nei casi più difficili, soprattutto quando doveva difendere un innocente. odiava la violenza, che per lui non era altro che un fascismo. la lotta contro i fascisti, indipendentemente dalle spoglie sotto cui si nascondevano, era per lui una ragione di vita. per combatterla non aveva paura di andare in una città distrutta, piena di mine, dove la gente spariva senza lasciare tracce. non aveva paura di nessuno, e accusava pubblicamente boss locali e ufficiali dell’esercito.

l’uccisione di stanislav markelov è una dichiarazione di guerra. ora la domanda è: da che parte sta lo stato?

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6 pensieri su “le parole di davide e la presunzione di golia

  1. Quando Markelov è stato ucciso non mi sono stupito.
    L’andazzo in Russia era quello da un pezzo e di lui qualcuno potrebbe dire che “se l’è cercato”.
    Con lui c’era però una giovanissima giornalista, Anastasia Baburova. Quando ho letto la cosa e la sua storia ci son rimasto male. E’ dura in quel Paese per la libera stampa.
    Ed evidentemente non è finita quì.
    Ci sanno davvero fare gli amici di Silvio…

  2. questo orrore è senza voce. E continua con la connivenza dei governi occidentali. Sapere fa star male e non sapere è vigliaccheria e siamo così incapaci di incidere, da non parlarne con il calore necessario. Almeno per rispetto a loro, che le scelte le hanno fatte. Grazie Neru e kapa

  3. kapa il suo destino era quello. è il carattere aggrappato alla pelle caro! grazie neh!

    a volte certe scelte non ti sembrano nemmeno scelte. non si può fare a meno di, caro willy.

    • già, a volte mi è successo e vedere cosa accade altrove mi fa sentire che il mio coraggio era ben poca cosa. La fortuna d’essere nati qui e ora, dovrebbe essere compensata con un po’ di generosità verso chi ha molto meno.

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