admiratio non petita

la signora catriona potts è adorabile non solo per il nome e per le cose che scrive, lo è soprattutto per il piglio che mette in quello che confessa. in particolare qui sugli imparati.

Annunci

8 pensieri su “admiratio non petita

  1. con i dovuti SE e MA e le contingenze dei casi specifici
    a me pare solo il post di qlcno che vuole mantenere lo status quo,

    qlcno cui, a suo tempo, sono state tarpate le ali con discorsi del genere,
    e che adesso, dopo che ogni speranza per un futuro migliore è andata,
    nn puo’ far altro che rifarsi sulle nuove generazioni
    se non altro per giustificare la propria debolezza all’epoca per aver subito un trattamento del genere.

    dio ce ne scampi da questi vecchiacci invidiosi
    capaci solo di fare discorsi del tipo:
    “vedi, io sono una rondella,
    e tu al massimo potrai essere una rondella
    nel grande ingranaggio”

    ma che si fotta!

    ecchissenefrega di quante “e” ci sono nel nick

  2. bè ma catriona mica ha detto che non si devono fare i master, normale. parlava di umiltà nell’approccio al lavoro. nessuno nasce imparato e la teoria è una cosa e la pratica un’altra. solo praticando tanto l’una e l’altra si può sperare di farle lavorare insieme armonicamente.

    evabbì -posso chiamarti così, sì?- dai canta con me: acidità, è un elemento imprevedibile. che mi capita in modo facileeee, e punta dritto a teeee.
    ma dai dimmi che ti è capitato per tanto livore?

  3. Ma certo, l’ho detto subito che era un discorso “da vecchi”. Però a me nessuno, tanto tempo fa, ha “tarpato le ali”, lo posso dire con assoluta serenità. Anzi è vero il contrario. E poi, mica tutti i “ggiovani” sono così “imparati”. Grazie per le belle cose che scrivi di me, neru 😀

  4. ecco, non so se sono contenta che sia un discorso da vecchi. però accidenti, è vero.
    non capisco perché “insegnano” l’arroganza per il potere. chi sta passando il messaggio che è una via larga e spianata, chi? soprattutto, perché vogliono far credere che sia l’unica via e che ci sia una sola forma di potere. quando parlo di potere, mi riferisco al fatto di poter incidere sulle cose.

    forse noi donne non stiamo insegnando quella nostra bellissima peculiarità che è l’ascolto? mah, va a capire tu il mondo moderno! 😀

  5. con i dovuti SE e MA e le contingenze dei casi specifici,

    si lascia sedimentare.

    poi sinteticamente il pensiero e’ questo:
    Le nuove generazioni sono il frutto delle vecchie.
    Nessuno nasce imparato.Viene fatto diventare Imparato.
    Ed è una responsabilità questa cui chiunque della generazione passata deve farsi carico, senza nascondersi dietro “io non c’entro. dormivo. ero in vacanza. qualcun altro ha deciso per me”

    In rapida sostanza è una questione di Responsabilità:
    E’ quasi inutile che le vecchie generazioni cerchino di insegnare qualcosa alle nuove in un mondo che cambia tanto velocemente da non permettere a nessuno di dire “guarda: so io come si fa!”.
    L’unico dono davvero notevole sarebbe riuscire a trasmettere il Senso di Responsabilità.
    Ma vedo che ormai latita ovunque.

    Lasciamo che le nuove generazioni possano sperimentare. Lasciamo che possano trovare la loro strada e il loro modo di risolvere i problemi.
    Lasciamo pure che nel caso, si schiantino.
    Ma facciamo in modo che siano in grado di sopportare le Conseguenze delle proprie scelte. Che abbiamo successo o, soprattutto, che falliscano.

    Sarebbe davvero un Risultato.

  6. per un adulto è difficile lasciare che un giovane si schianti. l’adulto si rivede -forse- e gli piange il cuore, a volte.
    la vecchia generazione forse voleva evitare certe cose che aveva imparato. ma non si può evitare di far soffrire. ognuno deve passare attraverso le proprie sofferenze.
    guarda evabbì, una volta, anni fa, ho detto a mia mamma lasciami sbagliare. lei mi ha risposto che avrebbe voluto che suo padre si fosse imposto di più ma io so che mio nonno si imponeva sulle sole cose che riteneva giuste.
    quindi credo che ognuno faccia un po’ come può. è compito delle nuove generazioni chiedere aiuto e pretendere di percorrere la propria strada. se non ti spingono fuori dal nido, buttati. magari non a scavezzacollo. prima sarebbe meglio orientarsi, verificare in quali posti scendere e così via. ma qualcuno lo sforzo lo deve fare.

    sul lavoro invece è difficile insegnare. è una grandissima perdita di tempo quando quello che ti chiedono sono sempre e solo i risultati. chi ha tempo di seguire qualcuno? devi crederci davvero per farlo. a volte si tratta di predisposizione personale. ma l’allievo impara anche dal negativo.

    poi è vero. qualcuno della passata generazione ha presteso spazi che poi non ha liberato nei modi che aveva promesso, mettendoci invece un bel lucchetto a doppia mandata. io sono convinta però che la nuove generazioni siano più ingegnose, e a volte meglio preparate e più responsabili, guarda te!

    vebbè ho scritto troppo. ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...