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cogliere le occasioni nel tempo

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

saranno stati alcuni mesi fa.

ero sul lavoro e ho visto arrivare la mia professoressa di latino del biennio.

l’ho guardata. le ho chiesto mi riconosce. mi ha risposto certo. mi ricordo di tutti o quasi, mi ha detto.

abbiamo cominciato a chiacchierare e a raccontare di noi. a me faceva sempre ridere quando si lamentava della mia scrittura alla lavagna. diceva che prendevo il volo.

poi ho preso il coraggio a due mani, perché mi vergognavo un po’ di dirglielo. ma l’ho fatto. l’ho ringraziata. per quello che avevo imparato, per quello che mi aveva insegnato. le ero grata per il metodo e per il modo, quello che mi era servito nel tempo e mi serviva ancora. soprattutto ero riconoscente per quello che apparentemente non serve. ricordavo quel modo di parlare e quei sorrisi che mi predisponevano allo studio.

mi ha ringraziato. mi ha detto che in fondo essere serviti a qualcuno o a qualcosa è piacevole. che è bello quando i ricordi sono reciproci. mi ha detto ciao vado in vacanza per un po’.

sarà stata qualche settimana fa. mi hanno chiamato. mi hanno detto che aveva scoperto di avere un cancro e che in una settimana se ne è andata.

sono rimasta senza parole. poi ho detto ah. poi ho sorriso. poi ho pensato che è stato bello incontrarla. che è una fortuna quando ci si può guardare negli occhi e dirsi grazie. è bello avere l’occasione di dire alle persone quanto sono state importanti per te.

e so che a qualcuno forse non lo dirò mai. così il mio sguardo si posa altrove lontano e attende. forse un’occasione. forse chissà.

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17 commenti

  1. lo scorfano ha detto:

    Posso dirtelo? Sei stata fortunata, più tu che lei. Perché la gratitudine è difficile da esprimere e quando si riesce a farlo in situazioni come quella che tu hai raccontato, significa che se ne è avuto il tempo e il modo. L’occasione, come ha scritto tu. Non sempre succede. Però, sei stata anche brava…

  2. willyco ha detto:

    Forse dovremmo essere meno timidi, ringraziare con le parole tonde che sentiamo, non preoccuparci troppo d’arrossire. E non perchè qualcosa poi scompiglia le vele, rovescia i destini oppure spinge via, ma perchè è più bello vivere con la cortesia del far sentire all’altro che è stato importante.
    Hai usato una penna lieve Neru e così tutto si inquadra in una vita bella di vissuto e di attese.

  3. gap ha detto:

    già, brava…
    e già che sono qui ringrazio chi mi ha insegnato a ringraziare, anche per le cose senza peso, che son le più importanti…
    🙂

  4. fuliggians ha detto:

    io non l’ho mai sopportata, la stronza! Personalmente di utile mi ha solo insegnato a capire come sopportare senza rancore i “2” che mi giungevano; cosa che poi ho traslato sui 2 di picche che mi danno ancora oggi le donne.
    Ma parlare di metodo…. BBBRRRR!!! (brivido..)

  5. neru ha detto:

    lo scorfano: sono d’accordo. so di essere stata io la fortunata.
    mi domando perché in fondo è così difficile ringraziare qualcuno, perché è così complicato, perché ho dovuto superare l’imbarazzo e la vergogna

    willy: sai che sta cominciando a diventare desueta la parola cortesia? me ne sono accorta un po’ di tempo fa. nel mio piccolo, cerco di usarla come un mantra sperando che attecchisca. so che altre persone fanno lo stesso e questa è la mia grande speranza

    gap sai che ci pensavo prima? se uno ringrazia o sa ringraziare è perché qualcuno glielo ha insegnato.

    fulì quanto astio. mica è colpa sua se il latino ti faceva schifo e se in questo periodo stai collezionando due di pichce a manetta! 😀
    cavolo il problema son sempre le donne! certo che, amore, se spari sul mucchio mica puoi lamentarti!

    • fuliggians ha detto:

      ecco, ora che me lo fai notare, forse il problema è nato proprio con il latino e le perfide professoresse. Come è che tutte le patologie nascono da piccoli?? Ti faccio anyway notare che io non sparo nel mucchio (volontariamente), il fatto è che ho una mitragliatrice, appena tocco il grilletto partono 8000 proiettili. e poi mica ho mai voluto fare il ceccino. Ho sempre preferito andare d’arma bianca, in qualche occasione mi sento un po’ Dexter! 🙂

      • neru ha detto:

        dexeter. azzz. potresti diventare il mio mito. anche se quello è il personaggio più sbagliato che conosca…

  6. kapa ha detto:

    Ci sto riflettendo da un paio di settimane su questa cosa. Credo sia bello esprimere i propri sentimenti positivi nei confronti delle altre persone. Vincere magari le proprie timidezze (nel mio caso enormi) e farlo, credo faccia bene a noi stessi e non credo possa dispiacere agli altri.
    Io non lo faccio quasi mai. Forse perchè spero che l’altra persona se ne possa tranquillamente accorgere da sola o per paura di essere frainteso o non corrisposto.

    Mi riferisco naturalmente all’altro sesso, ma anche al “semplice” amico.

    A me è capitato di conoscere e frequestare assiduamente negli ultimi due anni un uomo buono.
    Una persona speciale sempre sorridente e disponibile, simpatica e di grande compagnia. Glie l’avrei anche detto che per me è un “grande”, ma da fare….?!
    Pochi giorni fa una bella festa organizzata da lui in campagna. Tanti amici. Si è riso, scherzato, giocato al rugby, mangiato e molto bevuto. Una splendida giornata.
    Una telefonata l’indomani mi annunciava che l’uomo buono a festa finita si è addormentato per sempre nel suo furgone, abbracciato ad una bombola di gas.

  7. neru ha detto:

    ho una domanda: quella “v” cosa ci sta a fare?
    sai ho notato che c’è una strana consapevolezza su ciò che è altruismo, ciò che è individualismo, e ciò che è egoismo.
    kapa niente è per sempre e mi piace ripetere ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno -volontariamente e a caso, aggiungerei io-. non so. ognuno fa come può.

  8. Normale ha detto:

    Che bella questa storia di saluti e ringraziamenti.
    C’è sempre qualcuno a cui bisogna dire grazie.Anche i professori.
    Con questa storia mi hai fatto venire in mente la mia maestra delle elementari di italiano,che purtroppo se ne è andata,forse troppo presto.E’ stata lei la maestra che mi ha fatto iniziare ad amare la scrittura,la lettura e anche la musica.Le sarò sempre grata di questo.Tra parentesi fu anche la prima e l’unica che mi diede una punizione (ricopiare 2 volte un brano lungo 3 pagine).Motivo della punizione:ho chiacchierato per due ore con il mio compagno di banco che tra l’altro è stato il mio primo amore!:)

  9. neru ha detto:

    è adorabile farzi cazziare per amore
    quello che mi dispiace è che io non darei la punizione e invece bisognerebbe fare proprio come la tua prof, così ci si ricorderebbe meglio di tante cose…

  10. Elis ha detto:

    Oh, è una fortuna Neru, dire addio anche senza saperlo.
    Perchè poi si piange con un peso in meno.

  11. neru ha detto:

    sai che non so se si tratta di un peso in meno? una leggerezza in più, forse. un pensiero bianco sarebbe meglio. e tu sai cosa intendo!

  12. Elis ha detto:

    😉 mi manchi cara

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