sciacquati la bocca prima di parlare di lavoro

se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felcità sulla terra. ma questa è una verità che non molti conoscono.

[…]

come se chi sa lavorare fosse per definizione un servo, e come se, per converso, chi lavorare non sa, o sa male, o non vuole, fosse per ciò stesso un uomo libero. è malinconicamente vero che molti lavori non sono amabili, ma è nocivo scendere in campo carichi di odio preconcetto: chi lo fa, si condanna per la vita a odiare non solo il lavoro, ma se stesso e il mondo.

primo levi da “la chiave a stella”


non siamo tutti uguali per fortuna, ma le opportunità dovrebbero essere concesse a tutti perché la vita è fatta di scelte. oggi è la festa di tutti coloro che con fatica ci provano ogni giorno, a costruire un pezzo di vita vera e di speranza.

e per chiudere in bellezza due link.

il primo al blog dello scorfano sul tema delle scelte -bellissimo- qui.

l’altro da quello di discanto che ripropone un passaggio di radio dj su cosa vuol dire essere comunista… perché è una festa comunista quella del lavoro, no? vi anticipo che essere comunista è, come dire, essere un interista…capito, no? –qui

vah che mi tocca essere d’accordo con  fabio volo! cavolo! …mi fa morire quando  dice all’ospite “tommi, c’hai 31 anni, tu non puoi farti dire dagli altri cosa devi dire. bisogna che le pensi le cose che dici”…

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9 pensieri su “sciacquati la bocca prima di parlare di lavoro

  1. ultimamente passo dal tuo blog di fretta e non sai quanto la cosa mi scocci…
    però un paio di cose le volevo dire,
    1) bello il restiling primaverile (o dovrei dire maggiense)
    2) interessanti i link, il primo sui laureati/non laureati è commovente (data la mia situazione di neo rinunciatario in prova)
    3) è ora di cambiare quel sondaggio 😀 è lì da mesi!!

  2. Dissento. Grafica “gerontofila”… 🙂
    Mi ricorda la carta da parati di mia nonna di quand’ero piccolo così.
    O una tapparella anche.
    Non c’è l’erbetta coi fiorellini? Un bel boschetto?

  3. @lo scorfano: vanno bene ma vive che se non sbaglio mangiano le zanzare…perfette in sto periodo direi. per il resto rivolgersi alla porta accanto, suonare aristofane.

    @bucky: uh e che fai di bello in sto periodo? sbocciano i fior?
    1. grazie
    2. bravo lo scorfano eh? cosa intendi esattamente per neo rinunciatario?
    3. porcamiseria c’hai ragione…provvedo

    @kapa: ahahahah vero anch’io l’ho pensato all’inizio…che mi sembrava una carta da parati, dico. ma poi quel ciuffetto in alto mi ha preso assai. eh vorrei boschetto e fiorellini ma il convento passa quel che passa…

  4. Ho letto l’intervento di scorfano…quanto è vero quello che ha scritto,poi lo dico io che in questo momento della mia vita sto studiando all’università,ma proprio per questo che confermo quasi tutto!
    Più vado avanti e più penso che certe cose si imparano non sopra i libri,ma vivendo e provando direttamente sul campo!

    Carino il nuovo aspetto del tuo blog!Mi piace il verde(speranza!)!

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