entity_ appunti di pioggia

capitolo 1

l’uomo della pioggia mi aspettava davanti all’edicola col cappuccio alzato.

vieni a vedere un balletto di wayne mcgregor? mi aveva chiesto. ha ideato una coreografia utilizzando gli algoritmi.

per chi se lo stesse chiedendo un algoritmo è un po’ come una ricetta di cucina o meglio la preparazione di un piatto che tu speri sia prelibato.

vuoi cucinare qualcosa di buono? pianifichi cosa ti serve per realizzare quello che vuoi, vai a comprare quel che ti serve, o vai a rubarlo o lo prendi dall’orto se serve, insomma te lo procuri. lo appoggi sul tuo piano di lavoro, prendi gli attrezzi giusti, controlli il forno e come si fa a impostare bene il tempo. ecco che sei pronto per svolgere il tuo algoritmo. passi semplici e non ambigui che ti dicono in modo esatto come raggiungere il tuo risultato.

m’intriga sta cosa, mi aveva detto l’uomo della pioggia, prima che davanti ai miei occhi si presentasse bagnato come un pulcino. anche a me intrigava ma credo per un motivo diverso. gli dissi ora che entriamo in teatro odorerai di muffa. era logico e consequenziale dedurlo. ma no. non andò così. non sapeva di muffa. per fortuna.

il mondo è certo matematico e per comprenderlo è bene studiare sin da subito le leggi che lo governano. ma la mente non viaggia esattamente sugli stessi binari, a mio parere. per capire gli uomini si studia la letteratura.

la matematica semplifica la letteratura no, pone domande. la matematica può trovare soluzioni a problemi che la letteratura è in grado di sollevare. entrambe però possono salvare o distruggere.

io trovo che la matematica sia ordine e bellezza, la letteratura caos e meraviglia, con delle sue regole certo, che sono matematiche certo ma nella letteratura è meglio fare caos, nella matematica risolvere.

personalmente sono in quella fase della vita che cerca il caos, rigetta la semplificazione e si bea della linearità delle cose belle. per questo mi ritrovai puntuale all’appuntamento.

[to be continued]

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19 pensieri su “entity_ appunti di pioggia

  1. perdono Neru, perdono.
    Matematica e letteratura alta hanno in comune il fatto che affrontano problemi e spesso, semplificando, risolvono. Solo che la letteratura non ha regole e neppure sottostà alla logica.

  2. e se neru si ritrova puntuale ad un appuntamento la cosa la dice lunga……
    buon caos neru, come tu mi hai detto tempo fa: ti salverà la letteratura!

  3. è che la matematica ancora non ce la fa a spiegare il caos del mondo, o forse io non l’ho studiata abbastanza..
    e dire che ho fatto lo scientifico..

  4. no, la ricetta non è un algoritmo. il risultato di una ricetta si assaggia mentre un algoritmo si misura. Poi il principio della cucina non è forse “garbage in, food out” ?
    😉
    Però il mondo non è matematico, se lo fosse lo impugneremmo come un’equazione. Invece è caotico (non casuale) e i matematici non possono studiare il mare ma solo una parte delle barche.

    Sai che ogni matematico ha un amico immaginario? [radice quadrata di meno uno] 🙂

      • hei stronzetto hai notato che replichi solo alle donzelle? il solito marpionazzo! guarda che sanno già che elemento sei!
        cmq come mai allora vivi a casa tua? buaahahahahah

  5. uh! pensavo che mi avreste massacrato di più. bèbèbè posso tirare un sospiro di sollievo vah! che di cazzate ne ho dette eh! 😉

    allora vediamo.

    @willy: di tutto non ho capito il perdono perdono. why? pecché?
    bè ma non sempre la letteratura affronta problemi. a patto che si chiarisca cosa intendi per problemi.

    @nata: ciò che può salvare può anche distruggere. ma sì la letteratura mi ti ci salverà. lo sai che ci credo.
    uh ci cova poco! devo ammettere che è stato molto bravo l’uomo della pioggia. non mi ha dato appuntamenti. mi ha detto chiamami quando esci dal lavoro. quando l’ho chiamato mi ha detto no dai non tornare a casa mangiamo insieme. parti ora? allora ci troviamo… voilà!

    @gap: anch’io ho fatto lo scientifico e continuo a pensare che siamo stati fortunati. io penso ancora che si debba prima imparare la matematica che offre le strutture e le categorie. la casa poi te la costruisci con le lettere. oh secondo me.

    @sammy: uh eccoti! infatti non ho detto è, ho scritto è un po’ come. le solite sottigliezze del q.b. 😉
    di quale mondo stai parlando?

    @night: ti quoto! ma bisogna pure avere qualcosa a cui aggrapparsi durante il maremoto!

    @didg: e che non lo so ciccia? però intanto tu sei quella che legge ovunque in mezzo a qualsiasi situazione…disse andandosene mentre sghignazzava sorridente…

  6. perdono, perdono è per la battutaccia sull’assonanza algoritmo alga. Se la letteratura parla di uomini, sentimenti, ecc. costruisce storie sui problemi e sulle soluzioni. senza logica, neru, come la vita.

  7. W la letteratura,sempre e comunque!Dici proprio bene la letteratura è meraviglia,stupore,energia,etc,etc…come direbbe una mia amica,è tanta roba!;)
    Bah la matematica è…boh,ordine?!(che noia!)

    Sono curiosa per il seguito di questa storia!Aspetto il secondo capitolo!:)

  8. @willy: no te preocupe ci ha già pensato fulì a mettere il carico da 40, da 11 o quel che l’è!
    per me la vita ha la sua logica che non è la nostra però 😉

    @normale: nononono non dire così la matematica non è mai noia, è esplosione! infatti mi scoppia la testa quando mi ci applico troppo! 😉
    uh! per il seguito già mi pento di averlo pensato! 😀

    @fulì: hai finito di rompere le balle coi giochini? smettila! basta repliche! esci da quel corpo! 😀

  9. ti piace l’uomo della pioggia eh? lo so piace. piace. proprio un bel tipo. davvero. ti piacerebbe anche dal vivo secondo me…anche se a volte si perde per strada…

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