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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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come no?

davvero

ancora?

pare di sì

non ci credo. allora il problema è suo

questo l’altro giorno. e il giorno prima non è stato molto diverso, se non che il suo era ancor prima tuo. è un po’ di tempo che mi dicono che il problema sono io.

qualcuno potrebbe dire che non si tratta di problema. e infatti. ma siamo animali sociali. persone che tendono ad assestarsi sul due. questo lo so. non per essere indipendenti o dipendenti. forse per avere una visione più ampia, forse solo per proteggersi le spalle. ma chi se ne frega poi perché. il fatto è che due, che è il contrario di uno e della sua solitudine sufficiente, è una scomoda verità. è poter dire ehi non è che mi dai un occhio ogni tanto? per non cadere, per non bruciarsi, per non morire prima del tempo.

ma come posso dire loro che nessuno ha ancora avuto il coraggio di uccidere il drago?

e quindi questo ci porta direttamente al corollario di stamani, ovvero:
la fenomenologia del cavaliere applicata alla metafisica del drago.

step 1_  il cavaliere deve muoversi. è lui che deve trovare il drago e dunque la fanciulla da questi incatenata. cioè non è che il cavaliere può fare un fischio e dire alla donzella “ehi pupa vieni tu qui, liberati dalle urfide catene che poi, quando ho un attimo di tempo, ci penso io al drago”. nono, il cavaliere non si muove? il tempo passa. game over! emmidispiace!

step 2_ il cavaliere deve crederci. nel cercare le tracce del drago deve scoprire le abilità del lucertolone, fra cui si cela quasi sempre una paura. non può dire “mo’ ti lancio una freccia vah” mentre quello lo arrostisce come un pollo allo spiedo. che pirla! game over.

step 3_ che poi si sa, se il cavaliere da se medesimo non affronta valli e colline e non si trova davanti al drago, della fanciulla non gliene può fregare di meno. che cacchio fa a fare il cavaliere allora! che faccia il cacciatore di lucertole! sborone! game over.

e allora, il nostro san giorgio dovrebbe sempre tenere a mente le sapienti parole della mia amica arkika “se il cavaliere fa poco il cavaliere per quanto mi riguarda può pure diventare frocio“.

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11 commenti

  1. Sammy ha detto:

    nel mondo dei draghi e dei cavalieri, le fanciulle lasciavano cadere un fazzoletto ricamato per indicare dove si celava il drago. poi però venne l’evoluzione sociale e il cavalieri si dissero ma perché quando attacchiamo i draghi siamo presi per invadenti massacratori e invece se non li attacchiamo siamo presi per mezze-cartoline. e le principesse si estinsero.

  2. Quadrilatero ha detto:

    Sai che nei paraggi conosco più cavaliere (fem. plur.?) che cavalieri e più principi che principesse?
    Questo per dire che ogni tanto una gazzella si sveglia già morta perché non stava tanto bene il giorno prima. No, aspé, sono andato fuori tema. Dicevo, ogni tanto è la principessa che deve sventolare il fazzoletto (giusto per non dire che deve imbracciare lancia, spada, mitra e spada laser) perché i cavalieri non è che possono stare tutto il giorno dietro a ‘ste principesse.

  3. Normale ha detto:

    Mi è piaciuta questa fenomenologia del cavaliere!

    Mi chiedo poi,perchè i cavalieri hanno così paura del dragone e dei vari ostacoli?Ma un pò di coraggio no?!Uff.

  4. neru ha detto:

    ehi ragazzi ma chi ha parlato di principesse? ancora con le favole state? ohggesù!

    @normale: cavalieri con chi gli dice che fare! sai che paura! 😉

  5. willyco ha detto:

    fuiii leggendo del cavaliere pensavo si trattasse di berlusca, che lui per salvarle le donzelle basta una telefonata. A piace molto la storia del cavaliere nero (vd. Proietti su yt) magari non è pertinente però rende bene lo spirito della cavalleria.
    Il cavaliere del gioco Neru non è mica buono, è tarocco, forse anche il gioco è tarocco, forse pure la fanciulla mica voleva farsi salvare.

  6. neru ha detto:

    ecco appunto.

    ma il punto è signori miei che se non muove il culo l’uomo -perdona il francesismo- è inutile anche solo starne a parlare e non perché lo vuole la donzella ma perché spiega l’interesse del tizio in questione. è scientificamente provato.
    questo volevo dire.

    insomma una storia funziona solo se l’uomo si alza e affronta la storia. non mi piace la cosa ma è così. o no?

  7. Quadrilatero ha detto:

    Evabbé, Neru. Fino a prova contraria sembri più principessa che drago. Abbi pazienza!

  8. fuliggians ha detto:

    a parte che la tua amica arkika mi pare il corrispettivo di un estremista libanese dell’ambito gnocca…
    direi che bisogna star attenti a lasciar fare troppo al cavaliere. Per quanto ne so, se il cavaliere va al castello, accoppa il drago, scala la torre… prima di dare un bacio alla donzella e svegliarla dal sonno magico, gli e lo mette in culo un paio di volte (scusi per la finezza).
    Quindi, direi che si dovrebbe trattare di un do ut des indistinto. Che tenere un occhio aperto è sempre ben augurante!
    😉

  9. didg ha detto:

    Ma non si dice che, da che mondo è mondo, è la donzella a scegliere, fare, disfare e forcare … e infine far credere al cavaliere che è stato lui a conquistarla … ed anche che è stato molto bravo?!?
    Schiere di nonne e mamme dicono così …

  10. Rio ha detto:

    sempre che la donzella ed il drago non siano la stessa entità …
    in questo caso il cavaliere è solo nei pensieri della donzella di turno, e chiunque si presenti , a prescindere dalle intenzioni di uccidere il drago o salvare la donzella,rientra comunque in uno dei tre step citati.
    ( anche perche sti poveri draghi poi … cha hanno fatto mai di male, se fossero cosi’ cattivi come dicono, le donzelle manco sarebbero da salvare, le ammazzerebbero loro e fine lì).

    Piu’ si è, piu’ compromessi bisogna fare …

    Lacio Drom
    Rio

  11. neru ha detto:

    @quad: ma scusa non potrei essere una draghessa? 😦

    @fulì: uh che parole grosse! ma chi ha deto che la fanciulla è addormentata? bastaaaa con le favole!

    @didg: lo so! infatti vista dal punto delle donne la mia è una missione. ma io la stavo vedendo dal punto di vista degli uomini…

    @rio: guarda che le donne drago trovano subito il loro cavaliere! come dice una brava blogger si chiamano PAC -appena ho tempo ti dico con esattezza cosa vuol dire l’acronimo…devo andare a ricercare il post! le citazioni si dovrebbero fare bene! 😀 –

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