qualità o consapevolezza? patre uan e parte tu

la qualità della comunicazione dipende dalla qualità dell’interazione.

quando l’altro viene considerato solo parzialmente, frainteso, ignorato o negato, la comunicazione si ammala: diventa patologica.

annamaria testa

per questo ho fatto quel che ho fatto.

ma il problema è: aborigeno …ma io e te… che cazzo se dovemo di’?


UPDATE e un passo un po’ più in là.

mi sono arrivate delle email gratificanti oggi. neru non si capisce una mazza di quello che hai scritto nel post.

ogni tanto c’ho i pensieri confusi dentro e butto là qualche frase sperando che piano piano la matassa si dipani. è che poi nel post evidentemente lascio solo la confusione. a me piace la confusione, fino a che non è caotica. quando lo diventa, come una dannata in preda ai demoni, ripulisco e ordino tutto. non lo farò adesso.

ma qualche parola in più la vorrei mettere, lì nel piatto come le caramelle dal dentista.

così per dire. io che parlo con te ho bisogno di un feedback. cioè famme capì che hai capito, sennò te lo ripeto una due tre, venti volte e tu mi guardi sempre con la faccia da ebete. eh no, poi mi arrabbio, e tu mi rispondi ma cosa vuoi?

insomma ci vuole una certa qual reciprocità.

che poi magari finisce che il feedback tu me lo dai pure ma io non lo capisco. quindi, forse, io e te abbiamo codici diversi. oppure semplicemente abbiamo esperienze diverse, magari siamo due mondi diversi.

tu amico che ti relazioni con me e io non ti capisco, a volte mi pari un aborigeno, il nativo di una terra nuova e inesplorata, che sarà pure tanto carina ma non quando sono stanca o presa dall’organizzazione delle mie terre.

però alla fine, dopo tutto sto sbattimento di palle per cercare di capirti e di farmi capire, se semplicemente non avessimo niente da dirci?

questa l’amara conclusione che io vedo nel mondo in generale, a meno che non si sia spinti da una stupida curiosità e un intrinseco interesse per l’altro; per cui caro mio aborigeno, anche se non abbiamo un cazzo da dirci e io capisco il 5%  dei tuoi farfugliamenti, ci vieni con me a vedere il tramonto?


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13 pensieri su “qualità o consapevolezza? patre uan e parte tu

  1. 😦 neu non prendermi per i fondelli!
    io volevo l’interazione dello scritto! insomma uno su una cagata può scriverci quello che vuole no? e invece mi scrivete mail! ma va bene lo stesso tesoruccio! 😉

  2. il principio della comunicazione è trasmettere qualche cosa, non è garantita e non è sicura. però attenzione, oltre a quella verbale (scritta) ci sono altre forme di comunicazione. l’aborigeno puoi prenderlo per mano e trascinarlo verso il tramonto oppure prenderlo a calci in direzione opposta. la comunicazione costa fatica da parte di tutti i partecipanti. l’importante è raggiungere il fine.

  3. Sai quale è il problema di fondo secondo me in tutto ciò che riguarda la comunicazione? E’ il mancato ascolto.Perchè spesso invece di ascoltare parole e i loro significati più profondi,ci si limita a sentire/udire semplici bla bla bla.Secondo me bisogna aprire bene le orecchie,ascoltare,chiudere ognitanto gli occhi quando si ascolta qualcuno parlare perchè a me così le cose sembrano entrare meglio nella testa come quando si ascolta una canzone,e poi meditarci su un pochino.Poi da lì,dopo questo processo,parlare.Tutto deve essere un continuo ascoltare,parlare,meditare.Questa è un’analisi più tecnica.
    A livello emotivo il campo della comunicazione abbraccia così tanti aspetti che è facile fraintedere e non capire.Però sono del parere che tante volte uno vuole non capire ciò che gli viene comunicato,perchè certe volte fa comodo così!

  4. @sammy: che costi fatica non c’è dubbio. io mi domando quanta fatica siamo disposti a fare e per che cosa.
    io non credo che sia importante raggiungere un fine, preferisco il comunicare per il comunicare, l’interagire per interagire. a me non piace perché per me non lascia posto alla meraviglia. ma d’altro canto anche l’interagire per interagire è un fine.

    @normale: già fa comodo…per non fare fatica. bello meditare, fra l’acoltare e il parlare. ci vuole tempo.

  5. non hai capito (ahahaha) il fine è interagire, trasmettere il messaggio, in una parola comunicare. sforzarsi/impegnarsi perché ciò che si vuole trasmettere arrivi nel più consistente dei modi. tu non mi capisci 😦

  6. è vero non ti capisco. appunto per questo ti rompo così le palle. finirà che ti capirò! io non la vedo una cosa brutta.
    sarebbe peggio se ti dicessi occhei occhei e tra me e me dicessi ma che cavo sta a di’? io chiedo domando. rispondi. confrontiamoci suvvia!

    poi sai i riferimenti possono essere tanti.
    pensa che ho riletto il post pensando alla clamorossa figura di merda del berlusca…

  7. In effetti la comunicazione è già di per se un casino … se poi ci si mette pure la dislessia …..
    o sono io che non ho capito la sottile ironia del titolo ??

    Attendendo lumi….

    Lacio Drom
    Rio

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