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i percorsi che non voglio segnare e la mappa che andrai a disegnare

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

per arrivare alle persone ci sono i percorsi e per orientarsi nella vita le mappe.

non bisognerebbe credere a chi ci dice che c’è un solo percorso e una sola mappa. ci sono tante città e mari e terre e cieli da solcare. ci sono le isole, le prigioni, i deserti. ci sono le mappe per trovare il tesoro, quelle per uscire ed entrare, quelle dei labirinti e quelle per orientarsi nella stanza degli specchi o dei bottoni.

ma di te mi chiedevi. e volevi sapere se è vero che fai paura agli uomini, se le donne spaventano e quale potrebbe essere il percorso da fare. non lo so. non lo so perché non voglio più segnare percorsi.

troppo spesso le donne segnano i percorsi per se stesse e per gli altri, ma gli altri hanno la loro strada da fare e un terreno da fiutare.

un mio amico dice che le donne che fanno paura sono quelle che mostrano la loro complessità e ti pare che ci sia un groviglio di strade per arrivarci e sensi unici e divieti che alla fine hai paura di perderti e non tornare più.

è per questo che le nostre nonne hanno imparato a segnare percorsi? lineari e troppo spesso noiosi. tante docili arianne che talvolta vengono lasciate sulla spiaggia a piangere il loro teseo. non so se ad arianna basta sapere che sarà una costellazione nel cielo perché è del qui e ora che mi chiedi. il fatto è che uno la strada alla fine la vuole trovare da sé e allora impara scorciatoie, fughe, svincoli ma sempre vicino al tracciato per non sbagliarsi casomai ci fosse aria di tempesta.

le nostre nonne, che lo sapevano, sorridevano e tenevano in mano la scopa di saggina pronta a spazzare le tracce dei percorsi che deviavano dal cammino dicendo succede, purché i loro uomini tornassero sulla via che loro stesse avevano tracciato.

e poi c’erano donne che non tracciavano percorsi, disegnavano mappe. donne che sapevano come la complessità non si può spiegare, e che c’è un percorso ma non una sola strada per raggiungerla. la complessità che si snoda come una città. dentro quelle donne non ti perdevi, trovavi cose, sentieri e porte da aprire. quelle donne accettavano la loro complessità e la dichiaravano. non la temevano e non temevano nemmeno i percorsi per arrivare a loro.

ecco io ti consiglierei di fare come quelle donne. segna la mappa del tuo cammino e parti dai profili e dalle ombre, riconosciti negli occhi di chi incontri e guarda oltre il confine all’orizzonte.

mi chiedi se è difficile. credo di sì.

mi dici che quello che cerchi è l’equilibrio fra te e lui, ma io penso che l’equilibrio sia personale. piuttosto cercherei compensazione. riconoscersi e compensare. e perdersi nelle città di ognuno. forse dovrai imparare a volare, forse a nuotare o forse a navigare a vista. chissà.

è questo che sogno per te. liberarti dalle strategie ed essere te stessa, segnare la mappa della tua città e consegnarla a chi un giorno te la chiederà. è una mappa fatta di profili e ombre, di sorrisi buoni e sguardi sfuggenti, di pensieri intricati e desideri semplici.

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9 commenti

  1. gap ha detto:

    liberarsi dalle strategie è come restare indifesi -ché si sa, la scorza serve a poco..
    per liberarsi dalle strategie bisogna essere pronti a farsi male e ad accettare certo dolore con una certa dissennatezza masochista..
    ma forse è solo perché io son melodrammatico..

  2. fuliggians ha detto:

    si si, in effetti sei melodrammatico! 🙂

  3. neru ha detto:

    gap mi fermerei a dissennatezza. masochista no dai. tanto un certo qual dolore lo si prova cmq.
    dici che è troppo eh?
    però non è un po’ squallido vedere una strada maestra e tutti che si arrabattono nelle stradine secondarie per poi tornare sul cammino sistemandosi i pantaloni o la camicia appena allacciata?

    fuliggi stai buono tu che non sarai il re del melodramma ma di strategie te ne intendi! 😉 smuack

  4. gap ha detto:

    neru.. è che ora non riesco più a smettere di pensare a tutta questa gente che si aggiusta la patta dei pantaloni con ostentata indifferenza..
    ecco, mi arrendo..
    è tutto abbastanza vero..

    fulliggi.. è che il lunedì mattina mi prendono questi attacchi qua, un po’ peggio del solito..
    ma poi passano, eh..
    cioé, spero..
    🙂

  5. neru ha detto:

    ahahahah, bellissima l’immagine pensavo proprio a quella!
    è un maledetto fuckin’ monday gap 😀

  6. Normale ha detto:

    Ecco dici bene,segnare percorsi è inutile.Certo è importante avere delle linee guida,ma non bisogna fermarsi ad esse.Troppo spesso le persone si fissano nei propri schemi mentali e nel proprio percorso,e quando si trovano di fronte a mappe interessanti e da scoprire,si tirano indietro nascondendosi dietro il proprio schema mentale prefissato e il proprio percorso.Io la sto tracciando la mia mappa,ma dove è il valoroso avventuriero che non si spaventa di fronte a una mappa tutta da percorrere e scoprire?!

  7. neru ha detto:

    c’è c’è, cioè arriverà solo non quando vorresti tu.

  8. Sammy ha detto:

    non lo so, credo qualche cosa sia cambiato da allora…

  9. neru ha detto:

    oh sono la prima a dire che molto è cambiato e io ne sono la prova vivente. ma ragazzo mio ci sono cose che fanno ancora tanta paura. e di solito la conseguenza è la negazione….

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