i percorsi che non voglio segnare e la mappa che andrai a disegnare

per arrivare alle persone ci sono i percorsi e per orientarsi nella vita le mappe.

non bisognerebbe credere a chi ci dice che c’è un solo percorso e una sola mappa. ci sono tante città e mari e terre e cieli da solcare. ci sono le isole, le prigioni, i deserti. ci sono le mappe per trovare il tesoro, quelle per uscire ed entrare, quelle dei labirinti e quelle per orientarsi nella stanza degli specchi o dei bottoni.

ma di te mi chiedevi. e volevi sapere se è vero che fai paura agli uomini, se le donne spaventano e quale potrebbe essere il percorso da fare. non lo so. non lo so perché non voglio più segnare percorsi.

troppo spesso le donne segnano i percorsi per se stesse e per gli altri, ma gli altri hanno la loro strada da fare e un terreno da fiutare.

un mio amico dice che le donne che fanno paura sono quelle che mostrano la loro complessità e ti pare che ci sia un groviglio di strade per arrivarci e sensi unici e divieti che alla fine hai paura di perderti e non tornare più.

è per questo che le nostre nonne hanno imparato a segnare percorsi? lineari e troppo spesso noiosi. tante docili arianne che talvolta vengono lasciate sulla spiaggia a piangere il loro teseo. non so se ad arianna basta sapere che sarà una costellazione nel cielo perché è del qui e ora che mi chiedi. il fatto è che uno la strada alla fine la vuole trovare da sé e allora impara scorciatoie, fughe, svincoli ma sempre vicino al tracciato per non sbagliarsi casomai ci fosse aria di tempesta.

le nostre nonne, che lo sapevano, sorridevano e tenevano in mano la scopa di saggina pronta a spazzare le tracce dei percorsi che deviavano dal cammino dicendo succede, purché i loro uomini tornassero sulla via che loro stesse avevano tracciato.

e poi c’erano donne che non tracciavano percorsi, disegnavano mappe. donne che sapevano come la complessità non si può spiegare, e che c’è un percorso ma non una sola strada per raggiungerla. la complessità che si snoda come una città. dentro quelle donne non ti perdevi, trovavi cose, sentieri e porte da aprire. quelle donne accettavano la loro complessità e la dichiaravano. non la temevano e non temevano nemmeno i percorsi per arrivare a loro.

ecco io ti consiglierei di fare come quelle donne. segna la mappa del tuo cammino e parti dai profili e dalle ombre, riconosciti negli occhi di chi incontri e guarda oltre il confine all’orizzonte.

mi chiedi se è difficile. credo di sì.

mi dici che quello che cerchi è l’equilibrio fra te e lui, ma io penso che l’equilibrio sia personale. piuttosto cercherei compensazione. riconoscersi e compensare. e perdersi nelle città di ognuno. forse dovrai imparare a volare, forse a nuotare o forse a navigare a vista. chissà.

è questo che sogno per te. liberarti dalle strategie ed essere te stessa, segnare la mappa della tua città e consegnarla a chi un giorno te la chiederà. è una mappa fatta di profili e ombre, di sorrisi buoni e sguardi sfuggenti, di pensieri intricati e desideri semplici.

Annunci

9 pensieri su “i percorsi che non voglio segnare e la mappa che andrai a disegnare

  1. liberarsi dalle strategie è come restare indifesi -ché si sa, la scorza serve a poco..
    per liberarsi dalle strategie bisogna essere pronti a farsi male e ad accettare certo dolore con una certa dissennatezza masochista..
    ma forse è solo perché io son melodrammatico..

  2. gap mi fermerei a dissennatezza. masochista no dai. tanto un certo qual dolore lo si prova cmq.
    dici che è troppo eh?
    però non è un po’ squallido vedere una strada maestra e tutti che si arrabattono nelle stradine secondarie per poi tornare sul cammino sistemandosi i pantaloni o la camicia appena allacciata?

    fuliggi stai buono tu che non sarai il re del melodramma ma di strategie te ne intendi! 😉 smuack

  3. neru.. è che ora non riesco più a smettere di pensare a tutta questa gente che si aggiusta la patta dei pantaloni con ostentata indifferenza..
    ecco, mi arrendo..
    è tutto abbastanza vero..

    fulliggi.. è che il lunedì mattina mi prendono questi attacchi qua, un po’ peggio del solito..
    ma poi passano, eh..
    cioé, spero..
    🙂

  4. Ecco dici bene,segnare percorsi è inutile.Certo è importante avere delle linee guida,ma non bisogna fermarsi ad esse.Troppo spesso le persone si fissano nei propri schemi mentali e nel proprio percorso,e quando si trovano di fronte a mappe interessanti e da scoprire,si tirano indietro nascondendosi dietro il proprio schema mentale prefissato e il proprio percorso.Io la sto tracciando la mia mappa,ma dove è il valoroso avventuriero che non si spaventa di fronte a una mappa tutta da percorrere e scoprire?!

  5. oh sono la prima a dire che molto è cambiato e io ne sono la prova vivente. ma ragazzo mio ci sono cose che fanno ancora tanta paura. e di solito la conseguenza è la negazione….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...