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milano e francesco

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

conosco abbastanza bene ruggero. ha settant’anni. è un attore amatoriale che adora recitare le commedie di de filippo. viene dalla campania ed è arrivato a milano negli anni cinquanta. ci sono voluti tre mesi per perdere l’accento meridionale. gli ho chiesto perché. per trovare casa, mi ha detto. nessuno gliene voleva affittare una, nemmeno una stanza. così ha continuato la sua ricerca per telefono imitando il dialetto milanese. è lì che gli è venuta la passione per la recitazione. ha pensato di essere bravo, visto che era riuscito a strappare un contratto per una stanzetta.

mi piacciono i tuoi quadri grigi le luci gialle, i tuoi cortei oh milano, sono contento che ci sei.

me ne sono ricordata ieri quando ho conosciuto francesco. un arzillo giovanotto di ottanta due anni. nato a milano, la sua famiglia si trasferì a bari quando ne aveva cinque. diventato ormai grandicello, all’inizio degli anni cinquanta decise di tornare nella futura “metropoli” per diventare qualcuno. aveva pochi soldi però. all’inizio, ha abitato vicino alla stazione centrale dividendo una stanza con altre quattordici persone. la notte per andare in bagno, che stava nel ballatoio, doveva scavalcare i corpi degli altri inquilini. so due lingue, mi ha detto. il barese e il milanese. il milanese l’ho dovuto imparare che mica ci credevano che fossi de milan. milano è cattiva, ha continuato. cattiva con chi è debole e con chi non ha niente.

alberto non la pensava così. lui diceva ti devo tanto come uomo lavoro insieme ai figli tuoi oh milano, fa’ di me quello che vuoi. ti lascio tutti i miei progetti le mie vendette e la mia eta’ oh non tradirmi sono vecchio e il tempo va. ma alberto era uno che sapeva e forse amava soffrire.


ieri ho letto qualche post su una milano ingiusta. una milano che chiude i centri sociali. qualcuno, nei commenti, ha scritto che forse milano è un’isola infelice. non so se milano sia così ma cattiva a volte sì.

la gente a milano ha sempre dovuto inventarsi, ha sempre dovuto recitare una parte per sopravvivere. a milano è vero che è difficile essere se stessi. troppo spesso è necessario recitare la propria parte se si vuole “arrivare”, se vuole essere parte di un tutto. altrimenti sei “fuori”. è per questo, credo, che la gente da queste parti è notoriamente isterica e insoddisfatta.

è come essere su un palcoscenico. ma io credo che sia quello di chorus line. un gran casino per diventare ballerini di fila.

per questo credo che finché si starà al gioco, milano non potrà essere altro che provinciale.

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9 commenti

  1. nata ha detto:

    vero, a volte milano è cattiva…però studiando fuori milano e avendo origini meridionali posso dire che una cosa ho notato di milano che la rende differente da altre città: non guarda in faccia a nessuno. questo lo dico in due sensi, uno cattivo e uno buono. in senso cattivo perchè a volte con tutta questa gente milano ti fa sentire solo e anonimo, parte della “massa”. in senso buono perchè non ti giudica e una possibilità te la offre sempre indipendentemente da dove tu venga o cosa tu faccia. milano col cielo grigio ti fa sempre venire voglia di andartene, poi però becchi un tramonto sui navigli e ti dici che forse anche se te ne andrai, qualche volta la tornerai a trovare sta città delle contraddizioni.
    davvero bel post neru!

  2. neru ha detto:

    bambina tu mi commuovi. ci sono dei tramonti di milano che mi tolgono ancora il fiato. ma solo per un tramonto a roma ho perso il treno. ci sono cieli a milano che fanno pensare al manzoni e alla fortuna di aver letto quelle pagine per poter spiegare quello che stai vedendo. ci sono delle persone che vivono milano e che ringrazi il cielo di averle conosciute.
    anch’io credo che chi ha conosciuto davero le contraddizioni di milano non può far altro che tornare. andarsene non è un problema.

    cuccioletta lo sai che sono morosa con te? nel senso che mo’ mi tocca pagare pure gli interessi per quello che non faccio! 😉
    adesso succeda quel che succeda ci organizziamo eh! cavoli non ci vediamo dal mitco concerto!

  3. willyco ha detto:

    sai cosa penso delle grandi città, neru, mi piacciono le città medie, i luoghi dove si può camminare con un senso, però la cattiveria dilaga dappertutto e il “foresto” non viene più trattato con gentilezza. E’ come ci fossimo impoveriti ovunque. Nei tramonti il veneto non lo batte nessuno. Tiè!

  4. neru ha detto:

    sui tramonti dipende da quale veneto. sulla gentilezza io dico che i veneti sono ossimorici per definizione. ho visto nina volare fra le corde dell’altalena willy e non credo che ci siamo impoveriti, il modo cambia…

  5. willyco ha detto:

    i tramonti da padova verso i colli e belluno verso le dolomiti, comprese le prime stelle che si fanno vedere appena il rosso scivola verso il viola. Pensandoci forse hai ragione sulla gentilezza, magari un tempo era curiosità per il diverso e la gentilezza verso chi era povero era di facciata. Sul cambiamento sono d’accordo, sull’impoverimento non ho dubbi, non ho mai sentito tanta virulenza condivisa. Stamattina parlavano di un ebreo professore di chimica all’università di Padova nel ’38: Viterbo e delle minacce immediatamente dopo le leggi razziali, il sangue sul portone, le scritte, ecc. mi è venuto da pensare che questo male ce l’abbiamo dentro e che chi ci governa può tirarlo fuori in qualsiasi momento. Buon dì prima della festa Neru

  6. neru ha detto:

    ecco mi spaventa il fatto che un estraneo può tirare fuori il male che c’è in ognuno di noi senza riusciamo a compensare il bene. per questo bisognerebbe essere sempre più sbilanciati verso il bene.

    ahhh che belli i tramonti di belluno…

  7. nata ha detto:

    infattiiiii!! ci dobbiamo assolutamente vedere….dai niente interessi, siam donne impegnate noi!

  8. ARKIKA ha detto:

    i tramonti sono belli ovunque, dalle cime dei monti alle spiagge dei mari e da qualsiasi città li si veda.
    Milano ha sempre osteggiato i centri sociali, la creatività e qualsiasi forma out dagli schemi, ma alla fine sono sempre sopravvissuti a tutti e a tutto, speriamo che anche Cox possa resistere alle pressioni morattiane letiziose. Un bacio e milan l’è semper milan! 😉

  9. neru ha detto:

    @nata: ottimo! sìsì troppo impegnate…mah! 😉

    @arki: no dai milano non ha osteggiato la creatività. ti ricordi il tour sull’architettura?
    “pressioni morattiane letiziose” mi piace assai. sìsì io so che milano alla fine strizzerà l’occhio e noi rideremo insieme a lei…

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