quel che resta del mio giorno

la neve c’era e ora non c’è più. è rimasto il freddo pungente.

eppure la neve oltre a essere poesia è pure un impiccio. un poetico impiccio. a me piace quando diventa un impiccio forte che devi lasciare la macchina dove si trova. come è accaduto un po’ di anni fa, forse quattro. credevo di essere felice allora. in quel momento lì. e lo ero. così dicono le cronache.

ho capito che ho due posti del pensiero. non è quando cammino. che quando cammino tutto si dissolve piano piano. non è quando sono in bagno che mi concentro e posso solo razionalizzare ma non far fluire i pensieri. i due posti sono sotto la doccia e sul balcone.

sul balcone mi vengono i post e le domande. ieri mentre ero lì che avevo anche un po’ di freddo a dire la verità mi è venuta spontanea una domanda. non mi sono chiesta altro e sono corsa dentro. punto.

è vero che non poteva andare che così?

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5 pensieri su “quel che resta del mio giorno

  1. un poetico impiccio sì, però oggi -mentre venivo al lavoro- la brianza offriva paesaggi bellissimi..davvero..mi son quasi commossa!(più che altro ero felice che le strade fossero libere e pulite..)

  2. @gap: per quello sono scappata…che poi come uno tzunami vengono fuoria a cascata altre domande che iniziano con allora…

    @night: perché tu abiti in brianza cara mia! anche al sud del nord c’è più casino di solito.
    cmq sì, è un paesaggio che lascia senza fiato

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