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improvvisare o non improvvisare. è questo il problema?

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ho risposto a un commento di willy dicendo che non programmo perché mi sento più incline all’improvvisazione. non è esattamente vero se non si condivide quello che penso. e penso che l’improvvisazione sia bellissima solo se c’è un duro lavoro precedente di organizzazione e studio. tutto qua.

che poi saper improvvisare è necessario. incroci uno sguardo, un sorriso, qualcuno ti dice qualcosa e tu non sai che rispondere, non ti viene in mente nulla.

rispondi cazzo ti dici e invece no, nemmeno una parola e speri che sia il silenzio che improvvisi per te ma il silenzio vi allontana e basta. questo spesso si crede quando non si conoscono i giri del silenzio e quelli del pensiero e le strade che prenderai. lo sai, non puoi improvvisarti ma non puoi far altro che improvvisare che non ci sono repliche per te o copioni scritti. e ti dici domani. domani andrà meglio.

ed è lì il nodo o lo svincolo di quando ti domandi quanto artifizio e quanta ingenuità. che per l’artificio di un domani studiato, voluto, sudato, provato, rischiato pensi che tirando le somme forse ci potrebbe stare davanti un segno meno e che forse l’ingenuità, quella sì potrebbe essere finalmente una chiave di volta, un modo. anche quando tutti pensano che sei ingenua e tu non l’hai mai pensato di te.

poi una domanda buttata a caso davanti a una foto e una risposta improvvisa che ti convince e ti fa dire sì, continuo nonostante tutto.

quando uno è dannatamente ingenuo?

quando uno si ostina a voler vedere quello che vorrebbe vedere… credo…

forse, l’improvvisazione è il mio mestiere.

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9 commenti

  1. elis ha detto:

    si è imparato ad improvvisare quando la vita ti sorprende e tu sorprendi te stesso.

  2. neru ha detto:

    resto piacevolmente senza parole! 😀
    :*

    p.s. bentornata…mi stavo preoccupando sai…e non per i commenti qui…di solito ho sempre la percezione che ci sei. dove sei?

  3. elis ha detto:

    sono un po’ ingoiata dagli eventi… appena risalgo a galla e riprendo il respiro torno, promesso!

  4. Normale ha detto:

    Visto che ormai ho il via libera,mi ripermetto di commentare il tuo blog!Dico che hai perfettamente ragione quando accenni al fatto che l’improvvisazione ha dietro un lungo studio e un lavoro di organizzazione.Mi è venuto subito in mente il concetto di improvvisazione dell’attore dei teatri del Cinquecento.Ogni attore infatti aveva un proprio repertorio costituito da un “serbatoio” di gesti,parole da cui poi lo stesso attore estrae la “benzina” per dare vita all’improvvisazione appunto.Quindi l’arte dell’improvvisare era ben legato al proprio “repertorio individuale”.Era un continuo arricchimento di tale repertorio a mano a mano che si andava avanti con gli spettacoli.
    Ecco credo proprio che anche noi facciamo lo stesso,solo attraverso le proprie esperienze personali e le nostre improvvisazion sono inevitabilmente legate ad esse!

    Forse ho esagerato nel prendere così tanto spazio già dal mio secondo commento che faccio!:-)

  5. neru ha detto:

    @elis: ok

    @normale: eheheh, deve essere una caratteristica delle bilance quella di chiedere il permesso di commentare! 😉

    bello questo riferimento al teatro. esatto. però mi fai venire in mente la commendia dell’arte in italia e le sue maschere e in fondo il rischio è anche questo improvvisare con la nostra maschera dimenticandoci di averla addosso.

    cmq sì anche a me pare che facciamo così.

  6. willy ha detto:

    credo che ingenuo sia uno che non vede ciò che dovrebbe vedere, ma a me ingenuo piace, ha la testa altrove.
    Se poi è anche un pò gnocco fa tenerezza.

  7. neru ha detto:

    ma il mondo è qua.
    fidati non vedere non è una gran bella cosa.
    perferisco allora la proposta di normale. sorvolare.

  8. willyco ha detto:

    non vedere è una risorsa incredibile, paragonabile al loto degli dei. Vedere costringe a fare e dire, lascia che te lo dica uno che purtroppo non riesce a tenere la testa altrove

  9. neru ha detto:

    non so. non credo di essere d’accordo ma prometto che ci penserò.

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