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che se non ha un senso domani arriverà

e tu scrivimi se ti viene la voglia

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vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

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stattaccuorta

altri

cercare il senso ci viene automatico, scrive annamaria testa ne le vie del senso ed. carrocci 2004. sapere di poterlo comunque trovare ci rassicura.

la testa ci suggerisce come a volte noi ricerchiamo intenzioni che ci affrettiamo a interpretare con un entusiasmo che può sfiorare l’accanimento.

mi domando. e se per un attimo capissimo che davvero niente ha un senso e che il 90 % delle volte si va a muzzo, poi si cerca di piazzare il senso sopra a quel niente in un momento successivo, come se fosse un bel post-it per ricordarcelo magari più avanti, nei momenti più tragici?

che poi il senso viene prima, durante o effettivamente dopo; e che senso ha il senso? fino a che punto è necessario?

e se questo post non ha senso, c’era bisogno di scriverlo? se fosse una mia necessità? sarà quel che sarà, sarà che in questi giorni va tutto bene e niente come vorrei, sarà che è un maledetto fucking monday. sarà.

termino con la fine del bel libercolo citato all’inizio. il grado superiore del leggere, forse, oggi potrebbe coincidere con il saper leggere sia i testi che la forma dei testi. il grado superiore dello scrivere potrebbe coincidere con il saper concepire testi che per quanto è possibile comunicano, nella sostanza e nella forma, secondo le intenzioni di chi li ha progettati.

questo significa leggere e scrivere -e anche parlare e ascoltare- esplorando un universo del senso in cui le parole non sono sempre e necessariamente centrali, e soprattutto non sono più “solo” parole.

io mi domando. riusciremo così ad uscire dall’inganno?

senti che bel vento non basta mai il tempo.

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19 commenti

  1. didg ha detto:

    Il senso ce lo vogliamo vedere noi in quasi tutto. Perchè ne abbiamo bisogno. Perchè l’uomo si è evoluto così … si vede che è sopravvissuto chi naturalmente trovava un senso alle cose che gli accadevano per caso.

    Per me l’importante è saperlo, e non vivere nell’illusione che questo senso ci sia veramente.
    E’ difficile da accettare: tanti rifiutano con rabbia questa visione. A me un mondo antropocentrico fa sorridere. E’ da fifoni, no? … So già che nessuno sarà d’accordo con me, ma fa lo stesso.

    Baci a tutti.

  2. Sammy ha detto:

    di un libro si devono leggere le parole, la punteggiatura, gli spazi, le righe e lo spazio tra le righe, il carattere, il numero di parole nella pagina e il bordo bianco, la carta, la rilegatura, la copertina,…. e tutto il resto.
    è così per tutto, per tutti i sei sensi.
    però il senso che trovo spesso è solo mio. a volte non lo trovo, c’è ma non lo vedo. è un bel accanirsi per dare un senso, e peso, alle cose.
    parafraso chiedendo chi lava i sassi che non hanno braccia e non si possono lavare da soli?

    ps: giochiamo che non vale citare Vasco Rossi…?

  3. neru ha detto:

    @didg: a me l’umanesimo piace. ma insomma direi che sono assolutamente d’accordo con te!
    vedi? uno c’è! 😉

    @sammy: è vero così si deve leggere un libro. ma è giusto che il senso sia solo mio? dici che c’è perché sai che c’è il senso per qualcun’altro?
    io lavo i sassi! mi piaceva pure! 😉

    ok giochiamo a questo giuoco giuoco. ma perché vasco ti fa venire l’orticaria?

  4. NightNurse ha detto:

    neru, quando poi sei riuscita a capirlo me lo spieghi anche a me?!che io,quando sono vicina ad un senso,scopro che ho sempre sbagliato…com’è!??!!??!ufffffffffffff

  5. Sammy ha detto:

    no no no, non è detto sia solo il tuo ma è una parte della nostra personalità l’interpretazione che diamo alle cose. l’esistenza del senso non credo dipenda dal “senso comune” ma da una nostra personale interpretazione. secondo me è un po’ come la differenza tra etica e morale… vabbè.. dai basta che non siamo a cena! 😉

  6. neru ha detto:

    @night: è che bisogna lavorare sul senso del senso, mi sa…non so se mi spiego… 😉

    @sammy: secondo me anche dal senso comune, perché ci siamo dentro fino al collo nel senso comune caro mio -per fortuna la testa no…-
    nonono la differenza tra etica e morale è un’altra cosa. ma hai ragione lasciamo il discorso per la prossima cena così i vicini si stanno di nuovo zitti ad ascoltare quello che diciamo!

    @ tutti: ne approfitto. lo dico qui vah. io e night stiamo organizzando un blog-aperitivo, cioè un aperitivo per bolgger -uh come mi piace far parte di una casta!- chi è che partecipa? in teoria siamo io night, sammy e fuliggi. dai non fate i timidi. vabbè può partecipare anche zenoid che ha appena aperto un blog e che io non linko perché non si ma fai sentire. zenoid se partecipi anche tu, guarda sarò magnanima e ti likerò, vah! 😀
    altri?

  7. sophie ha detto:

    @didg, anch’io sono d’accordo con te e aggiungo di più: secondo me la ricerca del senso non è un atto di “volontà” dell’uomo, è un fatto istintuale e innato proprio come dici tu. Il vero atto di “volontà” lo si fa per imporre a se stessi di non cercare il senso nelle cose che ci capitano.
    E’ davvero probabile che la selezione naturale abbia favorito la sopravvivenza e la riproduzione di chi cercava senso in mezzo ad un accozzaglia di accadimenti angoscianti e incomprensibili, tigri che sbranano, serpenti, temporali, il buio, ecc. ecc.
    … ma voglio rilanciare ancora di più, con un quasi-paradosso:
    portando alle estreme conseguenze questa ipotesi si potrebbe dire che anche l’idea di dio possa essere stata favorita dal punto di vista evolutivo come estrema astrazione della ricerca di senso. Insomma una bella idea per chi atea come me può pensare all’ipotesi della “quasi-necessità (dell’idea) di dio”…

  8. neru ha detto:

    no vabbè scusa sophie se il blog è mio, eh!
    ma cos’è quest’amicizia con didg, eh? e io? manco un salutino? 😀
    cioè c’è più sintonia fra matematici e fisici che col resto del mondo? oh spiegatemelo un po’ vah! 😉

    cmq se vi interessa la mia opinione -sai mai 😉 – l’idea di dio è fondamentale nella ricerca del senso, è soprattutto per questo che ci si affida a dio o meglio che la maggior parte delle persone lo fa. cmq non credo che si siano evoluti coloro cercavano e definivano il senso delle cose e degli accadimenti. il senso non è la speranza ed è la speranza che ci aiuta a vivere, non il senso. ditemi di no.

  9. TaCo ha detto:

    Io credo che di senso sia pieno il mondo, invece. Lo credo per via delle forme di senso più elementari che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni: come i processi di causa-effetto o i bisogni naturali che ci fanno compiere gesti banali ma quotidiani.

    Che poi il mondo sia complesso e in evoluzione, e con esso l’uomo, giustifica il fatto che possiamo avere noi difficoltà a trovarlo il senso, tante volte. Dopotutto non sta scritto da nessuna parte che lo si debba cercare; o anche che lo si debba cogliere allo stesso livello di profondità tutti quanti. Tuttavia negarne l’esistenza mi sembra un po’ una forzatura, anche perchè parliamo di qualcosa che abita ( o abiterebbe)fuori di noi, e dunque non possiamo pretendere che la nostra dipanatura della tela sia la stessa per tutti.

    La cosa più sbagliata invece credo che sia proprio quella di negare l’esistenza di un senso nei luoghi o nei momenti in cui noi non lo vediamo. Lo considero un pò come un atto di prepotenza, perchè potrebbe semplicemente succedere che non lo cogliamo noi. O magari che non ne abbiamo voglia. O che semplicemente non ci sia, perchè no? Ma delle tre possibilità io a naso darei la più bassa probabilità alla terza, e tutto ciò perchè di questo senso riesco a vedere i tasselli più macroscopici. Ripeto, credo sia più probabile che questi tasselli si intreccino in situazioni che al momento mi possano sfuggire, piuttosto che girino a muzzo.

    Ma da ciò che hanno scritto tutti mi sembra che spesso si alludesse non al senso del mondo (che lo ha in sè per definizione: esiste e non deve certo giustificarci la sua esistenza) quanto a quello della nostra vita.

    E allora auguri! (cioè io la risposta che mi va bene l’ho trovata, ma non è stato merito mio, nè la stavo cercando quando l’ho trovata, quindi su questo punto non mi sento di suggerire nulla…)

  10. neru ha detto:

    cavolo, allora ne scrivo altri 10 di post così se riesco a farti commentare o…hai cambiato idea?

    cmq, vedo il tuo discorso come lo specchio degli altri.

    caro mio, la nostra mente è debole. anzi no. la nostra mente è fortissima, è la nostra conoscenza e la nostra consapevolezza che è limitata; il ragionamento si spinge un po’ più in là ma è il nostro sogno e la fantasia che arrivano dove la ragione si ferma. ma lo stesso, forse non arrivano dove vorremmo. dunque no, non possiamo sapere se esiste un senso, se esiste dio. possiamo crederlo o volerlo o tante altre cose. questo credo.
    il fatto è che il senso ci condiziona ma alla fin fine non è determinante…che dici?

  11. sophie ha detto:

    Cara Neru, ti chiedo scusa, ma non mi capita tutti i giorni di sentire esprimere opinioni simili alle mie! Qualcuno che si sforza di non confondere il mondo come lo vorrebbe dal mondo come è.
    E infatti non capisco la risposta di TaCo che scrive che di senso è pieno il mondo e dagli esempi che fa mi sembra solo che confermi il fatto che di senso (e di ricerca del senso) è piena soltanto la nostra testa.
    Penso anche, Neru, che non solo il senso ci condizioni ma che sia assolutamente fondamentale (altrimenti perchè sarebbe stato favorito evolutivamente?). La ricerca di senso può fare la differenza tra la vita e la morte, tra la salute e la follia, può dare la forza di andare avanti quando c’è e la disperazione di mollare tutto quando non c’è. Questo mi spiega anche perchè
    per milioni di persone la religione sia così importante e riesca a dare loro la forza e la speranza di andare avanti.

  12. willyco ha detto:

    la lotta con il senso mi pare un artificio verbale, cioè il tentativo di dare una forma a ciò che non ce l’ha. Se ci guardiamo intorno e dentro, una miriade di azioni e pensieri sono privi di logica, contrari all’umanità, in controtendenza rispetto all’evoluzione. Nella Germania nazista o nel Sudan era sospeso il senso? Le nostre costruzioni di pensiero non sono altro che rivestimenti che cercano di mitigare la realtà, renderla maneggevole. Poi se la razza umana è ancora presente e cresce, qualche linea positiva nel senso collettivo dell’umanità, ci sarà pure.
    Sul personale da agnostico, non posso che misurarmi con me stesso e con le mie contraddizioni, quando mi stancherò, non avrò più senso.

  13. Rio ha detto:

    e comunque il brasato lo faccio lo stesso 😛

    dato che è un post senza senso di marcia/stretto/unico/vero del termine/doppio/di colpa/sesto , mi sento autorizzato ad andare fuori tema … in senso assoluto 🙂

    Lacio Drom
    Rio

  14. didg ha detto:

    Cavoli, è difficile rispondere per iscritto riuscendo a spiegare per bene i pensieri.

    Innanzi tutto, MIRACOLO!!!!!!! Ciao TaCo! Che bello vedere un tuo post! Non ci potevo credere! 😉
    Sai mi sa che stiamo dicendo la stessa cosa, solo non ci intendiamo sul significato che diamo alla parola SENSO.

    La legge di causa-effetto esiste eccome, in senso fisico, insieme a tutte le altre leggi fisiche chimiche ecc, ma non è a quelle che mi riferivo, parlando di senso. Anzi sono d’accordo con te che ci sono tante leggi che non conosciamo che regolano gli eventi naturali e che è arrogante pensare che non esistano solo perché non siamo ancora arrivati a capirle.

    E’ esattamente questo il punto cruciale.

    Le leggi esistono e tutto l’universo evolve secondo queste leggi, e noi come qualsiasi sua parte insieme a tutto il resto. Ma queste leggi descrivono “come” il tutto evolve, non “perché”. Non c’è un fine.

    La mela non ti cade in testa perché sei stato cattivo, ma quando si stacca cade, visto che c’è la gravità, e se tu sei lì sotto ti becca in testa (che tua sia uno stinco di santo, un birbantello, vivo o morto).

    Andare a cercare “significati” o “spiegazioni” basati sulla presenza dell’uomo nell’universo, mi sembra un po’ troppo egocentrico e poco probabile.

  15. sophie ha detto:

    Io non sono così sicura che le leggi “esistano”.
    Potremmo anche pensare che le leggi fisiche, chimiche siano il modo migliore che gli scienziati hanno trovato per mettere ordine in mezzo al fluire incessante dei fenomeni.
    Direi quasi che sono la via laica alla ricerca del “senso” delle cose.
    Ma concordo pienamente coll’idea che non ci sia nessun “fine”.

  16. didg ha detto:

    Mi sembra un po’ audace questa analogia.

    Se siamo tutti qui a “cazzeggiare”, non è mica grazie alla provvidenza!

    La scienza ha ben altro rigore, oggettività, risultati concreti, condivisibilità e soprattutto senso “auto”-critico.

    🙂

  17. neru ha detto:

    mamma mia ragazzi che meraviglia!

    vi leggo attentamente e piena di ammirazione.
    non aggiungo altro. anche perché sono d’accordo con didg sul fatto che è davvero difficile trascrivere i pensieri, soprattutto quelli astratti. perché una volta scritti quei pensieri cmq assumono una forma nuova.

    dico solo a rio: nooooo, dai lo sai che lo spezzatino me pias no!
    per farmi capire, sabato vado a mangiare da rio e mitile e loro mi vogliono propinare lo spezzatino solo per farmi pagare il fatto di aver saltato la buurguignonne! acc! 😉

    p.s. volevo scrivere un post cazzuto e adesso mica ci riesco più! che ho fatto! mi sono inibita da sto post! 😀 anzi sì che ci riesco, diamine! sono o non sono la solita neruuuuu?

    @ didg: ma scusa non stai dicendo la stessa cosa di sophie?

  18. Rio ha detto:

    va che lo spezzatino ed il brasato son due cose diverse ….

    va tu che gente mi trovo per casa …….

    Lacio Drom
    Rio

  19. neru ha detto:

    hai ragione ma per me è più o meno la stessa cosa! come sono la stessa cosa eleonora ed elisabetta -stesso nome, paro paro-
    poi pure il sapore mi pare uguale…vabbè dipende da chi e da come lo fa…e tu si’ bravo, lo so…

    eh ma lo sai chi ti trovi per casa? gli stessi che hai per casa, uomo dalla casa di fata! dentro non ci stanno mica gli elfi?

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