non perdiamola di vista

avete visto ieri la cortellesi? nemmeno ieri? male!

che c’avevate da fare eh?

io parevo ‘na bambina. una di quelle che non sta seduta sul divano. no, macchè. una di quelle che si mette in piedi davanti al televisore e gli parla. ci canta insieme, anche. e balla.

perché ieri sera era emozionantissimo.

tema. la diversità.

svolgimento. a me piace tanto la diversità. sarà che mi sento come l’amica di elis, normale nella mia normalità. ché se uno è così poi si finisce per amare smisuratamente la diversità. chennesò. potrebbe essere?

prologo. inizio da urlo con una bella parodia di sweet transvestite preso quasi paro paro dal rocky horror picture show. dico io, mica bruscolini. ospiti d’eccezione quei bonazzi di claudio santamaria e pierfrancesco favino. che a dire il vero io, il favino mica mi piaceva tanto, in fatto d’appeal dico. oddio, bravo è bravo. soprattutto l’ho apprezzato tanto in saturno contro, ma lo trovavo poco fascinoso, ecco. questo fino a ieri sera.

atto primo. il teatro. la mia famiglia siamo 1. come uno è il pezzo d’autore scritto da massimiliano bruno. racconta la storia di ramon che diventa manuela. ero lì in piedi ferma, catturata da quella storia che cresceva, cadeva, si rialzava e io lì con un’espressione ebete e un wow finale monoespressivo.

atto secondo. la musica. che dire di danielino silvestri con gino e l’alfetta che era nemmanco in promozione? ragazzi che roba. anch’io ho ballato con loro, eh! ma lo sai quanti geni ed eroi sono gay, non lo sai? o non vuoi ricordare? comunque vado di corsa vado a una festa piena di gente molto entusiasta ora non posso vado di prescia forse ritorno ma non è una promessa. e certo non era di prescia il faccione bonario del cantante dei negramaro che invece promuoveva il suo dvd e il tour compreso al prezzo modico di una vocina melodica.

atto terzo. gag e scenette. tante, belle, su tutte una. la grandissima margherita buy, e la sua imbarazzatissima performance che però mi è piaciuta tanto. perché la buy sembra che reciti e invece è proprio così. mica deve andare nei meandri del suo io per tirare fuori quella timidezza e quella dolcezza che le stanno appiccicate addosso come la pellicola per alimenti al piatto che non la stacchi neanche se preghi in turco. è un fatto che quella pellicola si appiccichi più del mastice in ogni dove, soprattutto a se stessa, tranne che al panino. cosicché mentre sudi sette camice per estirpare l’oggetto della tua soddisfazione gastrica da quella plasichetta, finisce che ti cade il pomodorino bastardo sui pantaloni appena puliti.

epilogo. sappiate questo. non fatevi scioccare dal mio aspetto | non giudicate un libro dalla copertina | non sono un granché alla luce del giorno | ma di notte sono un diavolo di amante.

don’t dream it, be it.

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4 pensieri su “non perdiamola di vista

  1. Nemmeno ieri (cioè l’altro-altro-altro ieri). Ero in giro a perdere tempo.
    Bonazzi?!? A me proprio 0. E non c’entra che so’ maschio, e pure tendente (con le freccine) verso le femmine. Obiettivamente parlando, mi paiono brutti. Ma brutti forte.

  2. ma nooooooo! però se stavi perdendo tempo allora sono contenta!

    va bene, ti confido un segreto. a me, per dire, brad pitt non piace. certo riconosco che è carino. ma a me non dice niente.
    è la stessa cosa per voi, credo. non è solo la bellezza che conta. c’è qualcosa di intrigante nelle persone che ti cattura.
    il fatto è che per i personaggi pubblici bisogna stare attenti perché c’è quella lastra di vetro che rinfrange in modo speciale…

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