l'alba dentro l'imbrunire

Home » le vite degli altri » ho visto cose che voi umani

ho visto cose che voi umani

e tu scrivimi se ti viene la voglia

neru.nomercy@gmail.com

oh my mood!

My Unkymood Punkymood (Unkymoods)

sveglia twittare!

fotine della neru su Flickr





tomba brion

Altre foto

c’est tout

vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 25 follower

per capirci

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Scrivo solo quando ho da scrivere e racconto se non posso farne a meno. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Marchi, immagini e contenuti citati in queste pagine sono dei rispettivi proprietari. Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

stattaccuorta

altri

ieri sera c’ho provato. davvero. l’ho fatto. e ho visto.

ho visto rete 4 col suo tiggì e un faccione che mi stava spiegando la vita, al largo dei bastioni di orione. è proprio vero che il tesserino da giornalista lo danno a tutti. con buona pace per chi il suo lavoro lo fa davvero.
e ho visto una donna piangere perché dopo aver rinunciato a 180 mila euro rischiava di vincerne solo 30 mila e non 500 mila vicino alle porte di Tannhäuser. ma poi hanno applaudito prima che sapesse di dover frignare di gioia. euuiua cheggioia.
e ho visto un uomo basso, additto al lifting, dire che l’occupazione è violenza. allora ho preso in mano il dizionario e ho letto. violenza è coazione fisica o morale esercitata da un soggetto su un altro così da indurlo a compiere atti che altrimenti non avrebbe compiuto. e ho capito che aveva ragione ma si è dimendicato di dire su di me. e ho capito che a volte gli uomini si comportano da bambini: mamma uffi quei bambini cattivi non vogliono farmi fare quello che voglio io. perché il bambino è il re del suo mondo. allora tanto valeva che aggiungesse anche voglio la mamma uè.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…
come lacrime nella pioggia.

È tempo… di morire.

Annunci

12 commenti

  1. NightNurse ha detto:

    no neru..non è tempo di morire..è tempo di rivoluzione!!!!!!!!!!!!

  2. neru ha detto:

    @night: sono contenta ma non sai quanto di quello che hai detto

  3. nata ha detto:

    Per noi non è certo tempo di morire!! Piuttosto, è tempo che a morire ci vada qualcun altro!

  4. nata ha detto:

    guarda che mi tocca dire…ma proprio non riesco a censurarmi!

  5. neru ha detto:

    chi è che cantava non è tempo per noi, nannananaà…? cmq non è mai tempo di morire anche se da lì si deve passare o si deve arrivare…dipende dai “pnti di vista”, dunque non auguriamola a nessuno.
    il male è un boomerang per chi lo “lancia” – grande filosofia astraliana 😉 -.
    poi, sai, mi fa ridere una frase letta “da qualche parte” che dice più o meno: gli uomini hanno paura della morte ma non sanno quanto lei si senta perseguitata dagli uomini…

    cara nata, detto questo, aggiungo anche che il tuo piglio mi piace e mi fa ben sperare 😀

  6. nata ha detto:

    ligabue!!
    è vero la morte non si augura a nessuno, ho sbagliato e mi correggo dicendo che è tempo che certa gente si goda la vecchiaia in bocciofila! ecco suona molto meglio….

  7. neru ha detto:

    brava!
    mooolto meglio ma non hai esattamente sbagliato. è che noi siamo signorine di classe! 😉

  8. Elis ha detto:

    Per quanto non mi piaccia poi così tanto concordare con l’uomochedovrebbestarseneinbocciofila, mi vien da dire che hanno stufato. Oggi ad esempio la sapienza fa il “blocco accademico” per un giorno. Per protesta.
    Io dico, a che cavolo serve?? Un giorno? Beh, in effetti avevano proposto un anno, e nel caso improbabile che l’avessero attuato io credo che avrei perso il lume della ragione, ma gliene hanno concesso un solo giorno.
    Così io oggi sto a spasso e perdo un’altra giornata di lezioni (e siamo a più di due settimane). A parte che le lezioni sono un po’ fantasma, tra i ricercatori che non vengono e i professori che vengono solo “formalmente” -della serie sono venuto, mi sono parato il sedere, ma col cavolo che spiego- e gente in cortile a fare lezioni di fisica.
    Ognuno ha il diritto di protestare e volendo, possono anche aver ragione, ma mi stanno togliendo il diritto di studiare (visto che la retta la pago e quindi anche le lezioni fantasma e anche quelle “formali”). Ormai è un mese che faccio la mantenuta a Roma senza riuscire a fare una lezione seria. E mio padre non è l’uomochedovrebbestarseneinbocciofila e di certo non ha il suo conto in banca.
    Volevo solo dire che ci sono più modi di far sentire la propria voce e il proprio disappunto, e sarebbe bello che potessero farlo senza farmi perdere tempo e soldi, come avviene in altre città.

  9. neru ha detto:

    elis cara ti capisco, davvero. il fatto è che -a parte quelli che usano queste manifestazioni come scusa e cmq userebbero qualsiasi altra cosa come scusa e credo sempre che si tratti di un problema di educazione o consapevolezza o…- non ci sono molti altri mezzi concreti per ottenere qualcosa. le amministratori pubblici sono una gran brutta razza. è molto difficile ottenere qualcosa. dipende sempre dalle urgenze…e ti assicuro per come la vedo io c’è troppa incompetenza perché non si possa parlare di urgenza.

  10. Elis ha detto:

    alcuni anni fa – almeno questo mi ha detto un prof – per far recedere un provvedimento che non prevedeva un aumento di fondi per le università è bastato che i rettori di tutta italia si unissero e minacciassero di licenziarsi tutti in blocco. neru, i modi ci sono, anche meno duri di questo

  11. nata ha detto:

    elis hai ragione purtroppo l’occupazione coinvolge anche chi vuole giustamente seguire le lezioni. io sono fortunata perchè nella mia università non ci si è spinti ancora oltre la manifestazione o l’assemblea ma riesco a capire cosa spinge a queste forme di protesta più “pesanti”. ho delle amiche che l’anno prossimo vedranno la propria facoltà chiudere i battenti e non possono permettersi di andare a studiare altrove. se le cose vanno avanti così, se non ci si fa sentire lo studio diventerà un privilegio (cosa che già è in realtà), mentre non bisogna dimenticarsi che è un diritto.

  12. neru ha detto:

    ecco. bisogna distinguere le necessità. bisogna sapere anche qual è il reale obiettivo da ambo le parti. io temo fortemente che si voglia sempre di più una società d’elite e ignorante. sarebbe tutto più facile così.

    sì nata è un diritto/dovere e non un privilegio.

    baci a tutte due, le mie studentesse preferitissime, faro sul mio futuro. 😉
    kizz
    :*

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: