l'alba dentro l'imbrunire

Home » ping-pong » correspondance d’amour _lui

correspondance d’amour _lui

e tu scrivimi se ti viene la voglia

neru.nomercy@gmail.com

oh my mood!

My Unkymood Punkymood (Unkymoods)

sveglia twittare!

fotine della neru su Flickr

c’est tout

vanité des vanités. tous est vanité et poursuite du vent. ces deux phrases donnent toute la littérature de la terre. vanité des vanités, oui. ces deux phrases à elles seules ouvrent le monde:le choses, le vents, le cris des enfants, le soleil mort pendant ces cris. que le monde aille à sa perte. vanité des vanités. tout est vanité et poursuite du vent. c'est moi la poursuite du vent.

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi per e-mail.

Segui assieme ad altri 25 follower

per capirci

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Scrivo solo quando ho da scrivere e racconto se non posso farne a meno. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Marchi, immagini e contenuti citati in queste pagine sono dei rispettivi proprietari. Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

stattaccuorta

altri

amo lavorare in gruppo. amo essere la coprotagonista.

un po’ di tempo fa proponevo i post ping-pong, quelli fatti a quattro mani. mi diverte mescolare la mia sensibilità con quella di altri. c’è stata una persona però che ha accettato il gioco e io mi sono tirata indietro. finora. perché non mi piace tirarmi indietro quando accetto le sfide. e allora, eccomi qua.

avrei dovuto scrivere qualcosa con willy dal titolo di cazzate è fatto il mondo.

poi lui ha preferito cimentarsi nella sfera affettiva e dato che ciò che riusciva a fare in quel momento era in forma di lettera, ne ha scritta una a un ipotetico amore. quando me l’ha inviata via posta l’ho trovata molto toccante ma sinceramente mi ha messo a disagio. come potevo rimaneggiare una lettera d’amore di un uomo a una donna? come potevo intervenire io? c’ho girato intorno per una settimana e alla fine ho deciso che quella lettera non si poteva toccare e che avrei dovuto scriverne una io. non sapevo ancora se di risposta o no. e mi sono accorta, col passare del tempo, che io non so scrivere lettere d’amore. è passato un mese e un’ora fa non avevo ancora scritto una riga. poi ho detto basta, adesso è una sfida con me stessa. sono qui al pc, sul tavolo ho appoggiato un bicchiere di martini, il pacchetto di sigarette, guardo il video, sospiro, e mi dico va bene facciamolo.

ho capito che nel dichiarare un amore siamo spesso banali ma è anche la nostra bellezza e che mettere in piazza i sentimenti a cui teniamo di più è difficile, nessuno leggerà quello che avresti voluto scrivere. e che altri possano interpretare quei sentimenti in modo proprio, fa un po’ male. sembra quasi che li autorizzi a spogliarti. ma poi ciò che è nostro, è veramente poco e comunque resterà nostro, il resto si può donare. in fondo siamo tutti poveri.

mi piace una frase di jeannette winterson che mette in bocca a una ragazza caraibica in viaggio verso londra, una ragazza che dopo aver pronunciato quella frase, rifiuterà un matrimonio conveniente. dice: “sono povera ma anche i poveri ereditano qualcosa, gli occhi del padre, il coraggio della madre. io ho ereditato i sogni”. tutti abbiamo qualcosa che è solo nostro.

qui sotto la lettera di willy, quella che avrei dovuto pubblicare un mese fa. nel prossimo post la mia.

la cronaca di oggi riporta un intossicato da varechina a siena, stava bevendo aranciata a garganella, chissà cosa ha bevuto. se riporteranno il fatto che mi stai intossicando con questo amore che non
è amore, cosa diranno?
sai cosa mi ha colpito all’inizio di te? la lentezza, facevi tutto come se ci fosse sempre tempo. e avevi pure ragione.

ma così hai scombinato le mie categorie: desiderio-passione-innamoramento. i colpi di teatro iniziali, la fase dell’affascinamento. ho zampettato come un gallo e tu giravi al largo, persa in chissà quali pensieri. stanco del cortile, mi sono avvicinato ed ancora una volta le regole si sono sovvertite, non ti negavi, ma per conto tuo, con i tuoi tempi. finché ho capito che bisognava vivere, senza fretta, parlar d’altro, curarsi di sé per curarsi dell’altro.

impossibile, allora, dirti ti amo, anche oggi è sempre prematuro per te. solo la passione ha i tempi giusti. quelli che conoscevo. il resto, per me così lento a scrivere, poteva essere descritto pensando le parole.

ricordi? un giorno, mi hai chiesto cosa provavo per te, ma mica la volevi subito la risposta. ti bastava che ci pensassi e quando ho iniziato a dire, mi hai fermato subito con un bacio, era tempo per altro non per le risposte. credo che dopo la scoperta della tua lentezza, la mia vita abbia avuto un senso diverso: è emersa la mia, di lentezza. quella nascosta, fatta di sentimenti bradiposi, un poco buffi, radicati, prima sepolti sotto un vagare inconsistente e faccendoso. adesso mi prendo il tempo per fare, per pensarti quando non ci sei.

ad esempio, la mattina quando mi alzo ti confondo con la marmellata spalmata con cura sul pane caldo, ti seguo nel profumo di caffè, nel latte che conosci.

sei la giornata che si apre nelle cose, ti sembro normale?

del resto neppure tu sei normale. strana è la parola giusta per te, ed è la tua stranezza che mi cambia, mi prende. che mi permette di essere me.

mi dicevi: mi parli poco, non so quel che fai, ma non ti interessava in fondo. l’unica cosa che ti interessava davvero era alzarmi la maschera. ciò che hai visto ti è piaciuto, a modo tuo, sancito con una risata. eri presa? non mi pare, almeno non nel senso comune. e’ per questo che non capisco più cosa sia amore o meno. adesso, la vita è scombinata e più nessuna certezza a parte te. che ci sei, che non te vai.

che stia acquisendo un nuovo modo di sentire? bah! cosa sta accadendo che io non abbia già vissuto? non siamo ragazzini, non è la prima volta, mi hai costretto ad investigare su di me, invece di accettarmi e basta. mi viene da pensare che tra noi è come per i legami deboli: la materia sta assieme ma loro, senza parere tengono le orbite a posto, e impediscono agli atomi di vagare.

così il mondo resta solido, non una palude in cui si affonderebbero le ginocchia.

Annunci

5 commenti

  1. willyco ha detto:

    tenderei a giustificarmi Neru, a dirti che sono pronto a scrivere su “di cazzate è fatto il mondo”, che la mia è una scrittura ricca d’ombra e la tua è solare, che non sarei adeguato, ma giustificarmi tende a mascherare il rossore d’essere stato citato e accolto. Grazie assai, davvero

  2. Elis ha detto:

    hai detto che ci sono cose che vanno tenute per se: la sensazione di questa lettera me la tengo stretta, ma vi ridò in cambio un rossore e un sorriso che mi è uscito spontaneo e che nessuno ha visto.

  3. neru ha detto:

    @willy: prego. sorpresa?

    @elis: 🙂

  4. willyco ha detto:

    mi hai sempre sorpreso Neru e con Te la cosa è un rossore molto piacevole.

  5. sammy ha detto:

    dove si scrive una lettera così? non su un monitor, troppo volatile. Non sulla carta, la grafia richiede esercizio e ruberebbe lo spazio alla spontaneità. Andrebbe recitata a memoria, o improvvisata (come forse è stata pensata) ma quanta forza ci vuole?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: